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Un solo grido in città: Campioni del mondo!

  • 10 luglio 2006

Italia-Francia 6-4 dcr (1-1 dts)
Reti: Zidane al 7' (rig.), Materazzi al 18'
Rigori: Pirlo (gol), Wiltord (gol), Materazzi (gol), Trezeguet ( -), De Rossi (gol), Abidal (gol), Del Piero (gol), Sagnol (gol), Grosso (gol)
Italia (4-2-3-1): Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso; Pirlo, Gattuso; Camoranesi, Totti (16' st De Rossi), Perrotta (16' st Iaquinta); Toni. All. Lippi
Francia (4-2-3-1): Barthez; Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal; Makelele, Vieira (11' st Diarra); Ribery (10' pts Trezeguet), Zidane, Malouda; Henry (2' sts Wiltord). All. Domenech
Arbitro: Elizondo (Argentina)
Ammoniti: Zambrotta, Sagnol, Diarra, Malouda
Espulso: Zidane
Note: 69mila spettatori


Chi l’ha detto che ai rigori l’Italia non riesce mai a spuntarla? A vedere i nostri giocatori tirare dagli 11 metri con una tale freddezza sembra che non abbiano fatto altro fino ad oggi e tutte le amarezze del passato diventano un ricordo lontanissimo surclassato da quella che è la gioia più grande. Siamo Campioni del Mondo, dopo 24 anni, dopo tante occasioni perse anche stupidamente e dopo un cammino che ci aveva visti partire da favoriti, perderci strada facendo per poi riconquistare forza e fiducia nel momento che conta di più. Ed è una vittoria conseguita sul campo che definire sofferta è quasi riduttivo. Una vittoria densa di significati, contro i "cugini" francesi che negli ultimi anni erano diventati la nostra bestia nera, fino all’Europeo del 2000 perso per un golden gol di Trezeguet. Ed ora è proprio Trezeguet, con il suo errore decisivo, a regalarci il quarto titolo del mondo.

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Tantissima la tensione prima della gara. Durante l’inno i nostri cantano a squarciagola, i francesi restano in compassato silenzio. Poi il fischio d’inizio dell’arbitro Elizondo ed è subito gara vera. L’emozione tradisce i nostri. Dopo pochi minuti uno scontro fortuito tra Cannavaro ed Henry rischia di far perdere ai francesi il loro attaccante migliore. Henry torna in campo ma è visibilmente frastornato. Ma al 6’ Materazzi entra scoordinato su Malouda e l’arbitro concede il rigore. Dal dischetto va il temutissimo Zidane che con un cucchiaio un po’ fortunoso porta n vantaggio i francesi. Gli azzurri però reagiscono lentamente ed al 18’ rimettono le cose in pari. Calcio d’angolo battuto da Pirlo con la solita precisione, dal mucchio salta altissimo proprio Materazzi che di testa pareggia. Incontenibile la gioia per questo giocatore che, nonostante le critiche subite in questi anni, ha sostituito egregiamente lo sfortunato Nesta. Preso coraggio e superata l’emozione iniziale gli azzurri fanno loro il primo tempo, sfiorando la rete con Toni che ancora di testa ed ancora su azione di calcio d’angolo prende in pieno la traversa.

Nella ripresa però Zidane e compagni si svegliano. Si sveglia soprattutto Henry, ripresosi dal colpo subito, che quando parte palla al piede è imprendibile ed arriva sotto porta con una facilità impressionante. La supremazia della Francia sembra netta, soffriamo troppo: Toni davanti è troppo solo, Totti è assente e Cannavaro e compagni sono costretti agli straordinari. Lippi tenta di correre ai ripari e sostituisce Perrotta e Totti con Iaquinta e De Rossi. Ma i due uomini freschi in campo non si fanno sentire. L’urlo di gioia degli azzurri viene strozzato quando uno splendido gol di testa di Toni viene annullato per fuorigioco. Nel finale entra anche Del Piero per Camoranesi ma il risultato non cambia. E si va ai supplementari.

I francesi sembrano avere una marcia in più. Poi Buffon, il solito, toglie dalla porta un colpo di testa di Zidane lasciato tutto solo al centro della nostra area ma è evidente che così non andremo da nessuna parte. Tra le file francesi entrano Wiltord e Treseguet, ed i fantasmi del passato tornano a tormentarci. Ma forse è propri questo a caricarci di più. Poi a metà del secondo tempo Zidane conclude la sua carriera calcistica nel peggiore dei modi, con una testata violenta nei confronti di Materazzi e con il pallone lontano. Un bruttissimo fallo di reazione, non nuovo al campione francese, che però macchia la sua splendida carriera. E mentre Zidane si avvia mestamente negli spogliatoi, la Coppa del Mondo resta lì, alle sue spalle. Nonostante la superiorità numerica l’Italia non riesce a farsi viva dalle parti di Bartez e si va ai temutissimi calci di rigore. La tensione è grandissima ma i nostri non sbagliano un colpo. Segnano Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero con un’autorità impressionante.

Anche i francesi sono impeccabili ma sbaglia Trezeguet che manda sulla traversa. Poi l’ultimo rigore, decisivo e va Grosso. L’ex terzino del Palermo prende la ricorsa, colpisce la palla di sinistro ed è un tiro imprendibile, nell’angolo alto alla sinistra di Bartez. Ed è il gol che vale un campionato del mondo. La maledizione è sconfitta, gli azzurri salgono sul tetto del mondo e Fabio Cannavaro alza al cielo la coppa più ambita. È una vittoria straordinaria, un’emozione indescrivibile. E l’emozione è anche di chi ha visto crescere con la maglia del Palermo giocatori che sono risultati decisivi, a cominciare proprio da Fabio Grosso, il più decisivo in assoluto.

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