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Villa Pantelleria: ecco "I giganti della montagna"

Alla fine del laboratorio teatrale condotto da Lollo Franco, dodici giovani attori si cimentano in uno dei testi più controversi della produzione pirandelliana

  • 11 settembre 2010

Gli esami, afferma un adagio popolare ripreso da una bella commedia di Eduardo De Filippo, non finiscono mai. E ciò è certamente vero per i dodici ragazzi, attori ed attrici, che domenica 12 settembre alle ore 21.30, saranno chiamati, sul palco del Complesso Monumentale Villa Pantelleria (Vicolo Pantelleria 10), a portare in scena “I giganti della montagna” (ingresso 5 euro), dramma in cui Pirandello ripropone l’inesausta fede nelle leggi eterne dell’arte e nel miracolo della creazione artistica. Lo spettacolo si colloca a conclusione di un laboratorio teatrale in cui questi giovani attori hanno potuto sperimentare sul campo, grazie alla guida esperta di Lollo Franco e Giuditta Perriera, la sostanza della loro vocazione.

Alla fine di questo lungo lavoro preparatorio, l’antico splendore del parco di Villa Pantelleria sarà, dunque, la cornice di quello che può definirsi come il frutto di questo percorso teatrale. La regia è affidata a Giuditta Perriera, mentre scene e costumi sono di Lollo Franco. I dodici protagonisti (Alessia Greco, Carlo D'aubert, Domenico Pane, Fiorenzo Lo Presti, Gaia Lo Vecchio, Gero Guagliardo, Laura Damiano, Luca Mangano, Luigi Vivarelli, Rosario Verseggio, Valentina De Giorgi, Virginia Riccobono) invece saranno chiamati ad esprimere, che il teatro ha ancora un senso indispensabile nella vita reale. In questo senso, la scelta non poteva che cadere su Pirandello, e in particolare sul suo dramma “I giganti della montagna” (testo incompiuto, il cui terzo e ultimo atto venne abbozzato dall’autore a due giorni dalla morte e in preda al delirio), punto d’approdo della rivoluzione teatrale messa in atto dal drammaturgo agrigentino, culmine di una stagione di miti utopici di carattere sociale, mistico ed estetico.

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Nei drammi di questa cosiddetta “stagione dei miti”, Pirandello cerca la via di un grande spettacolo capace di riproporre valori universali, di imporsi come immagine della coscienza umana contemporanea, confrontata con antiche radici antropologiche, con perenni forme dell’essere collettivo. Alterando i consueti rapporti con la realtà, che chiamano in causa il sorprendente, il meraviglioso, il leggendario, ne deriva un teatro pieno di amplificazioni e di complicazioni, dietro cui si manifesta un proposito di edificazione ideologica, di trasmissione di valori ufficiali che pretendono di riassumere in sé la coscienza più piena del presente.

Ne “I giganti della montagna”, in particolare, Pirandello si cimenta con un’idea “mitica” del teatro, fatta di trame favolose, ambientate su sfondi fantastici e fuori dal tempo, dove prevalgono procedure e suggestioni di tipo irrazionale, tendenti ad affermare verità universali che dovrebbero imporsi immediatamente attraverso processi del tutto intuitivi e per la forza delle immagini e dei simboli. Il programma dell’autosufficienza dell’arte, del sogno e della fantasia e la poetica simbolista e surrealista devono fare i conti, in quest’opera, con l’irruzione della dimensione della socialità, e cioè di una prospettiva estranea che apre fratture e tensioni. Al mito della natura si oppone la realtà della storia e della società.

Il difficile dramma a cui saranno chiamati a dar vita i dodici giovani attori, dunque, non è altro che un’inquieta interrogazione sulla condizione dell’arte nella società moderna, in cui i Giganti rappresentano le forze del lavoro estranee e indifferenti al fascino dell’arte, ma che costituiscono necessariamente il pubblico di fronte al quale dovrebbe essere rappresentata l’opera di un autore morto per amore dell’attrice Ilse. Su uno sfondo mitico-favolistico, dove vive un’umanità ai limiti della dimensione umana, le coordinate di tempo e spazio si scardinano, e la realtà viene trasfigurata da un’arte che esaspera la ricerca dell’“oltre”. “I giganti della montagna” evidenzia quindi la possibilità di un prodigio, realizzabile solo separandosi dalla vita associata: quello della liberazione magica delle forze del sogno, dello spirito e dell’inconscio e di quelle della creazione artistica. I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili direttamente al botteghino del teatro. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero 091.6888886.

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