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Mare, falconeria e castelli: viaggio tra le splendide villeggiature siciliane di Federico II

Oltre che per la cultura, il grande Imperatore Federico II di Svevia nutriva un grande amore per molti luoghi della nostra Sicilia dove amava trascorrere le sue villeggiature

Davide La Cara
Giornalista e addetto stampa
  • 15 aprile 2020

Il panorama visto da Milazzo (Foto di Pierluigi Vinci)

Re di Sicilia e Gerusalemme, imperatore del Sacro Romano Impero, duca di Svevia, mecenate, intellettuale e riformatore, stupì il mondo e per questo fu soprannominato Stupor Mundi. Federico II è stato una delle figure più importanti della storia universale.

Tutti noi a scuola abbiamo studiato chi fosse il grande Imperatore Federico di Svevia e quanto importante fosse stata la sua figura politica e militare in epoca medievale e per la Sicilia. L'imperatore nutriva un grande amore, oltre che per la cultura, per la nostra Isola dove amava trascorrere le sue villeggiature.

Rimasto orfano in tenera età, Federico II crebbe a Palermo. Quando non abitava nel fastoso Palazzo reale, il giovane regnante trascorreva la bella stagione nel Castello di Maredolce, da lui vissuto più che una villeggiatura, come una prigione.

Si narra dunque che, ragazzo vivace e ribelle, il re bambino fuggisse nelle calde giornate estive per scorrazzare per la Capitale. Qui conobbe una città dove coesistevano culture e religioni di tutto il Mediterraneo e oltre: siciliani, saraceni, normanni, greci, tedeschi, bizantini ed ebrei gli furono amici e maestri, portandolo a scoprire una realtà cosmopolita che formò il carattere del prossimo imperatore.



In età adulta, Federico sviluppò un grande amore per la falconeria di cui scrisse anche il volume De Arti venandi cum avibus ("L'arte di cacciare con gli uccelli").

Questa vocazione lo portò a istituire parchi di caccia e scegliere antichi castelli che distruggeva e ricostruiva sia in chiave strategica e militare, sia per assecondare la sua passione.

Nella Valle del Mela, luogo che scelse nel periodo in cui si curò da una malattia rimanendo incantato dallo splendore del panorama, Federico II fece edificare i castelli di Santa Lucia del Mela, Castroreale e MIlazzo, alcune delle costruzioni più affascinanti del XIII secolo.

Nel Planum Milatii (la pianura della città di Milazzo) creò un parco apposito per la caccia al falcone nelle vicinanze della chiesetta della Madonna del Boschetto. E ancora oggi questo è il nome di quel luogo: Parco.

Il Castello di Milazzo in particolare gli offriva una totale visuale di quel mare che abbraccia la penisola milazzese, rinfrancandosi nei periodi di riposo dalle fatiche delle guerre e della politica. Anche la sua corte lo seguiva in queste "vacanze" per rilassarsi, cacciare e riunirsi nella Sala del Parlamento.

Visitando oggi il Castello è possibile immaginare il grande Imperatore dialogare insieme ai suoi ospiti e servitori di natura, di caccia, di scienza e politica e del meraviglioso panorama delle isole Eolie.
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