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Senza "cabine" a Mondello non è vera estate: c'è chi le rivuole sulla spiaggia di Palermo

La storia delle capanne a Mondello risale già ai primi anni del Novecento. Adesso, con una raccolta firma lanciata su Facebook, si chiede il ritorno della "tradizione"

Balarm
La redazione
  • 3 aprile 2021

Un accesso a mare fra le cabine di Mondello

Capanne si, capanne no… ogni anno, al di là del Covid, a Mondello si ripropone sempre la stessa questione.

Da un lato ci sono gli innamorati delle celeberrime cabine di Mondello che, comunque, hanno fatto la storia della borgata marinara a Palermo, e dall’altro ci sono i promotori della spiaggia libera, al limite dei lidi che offrono ombrellone e lettini.

Lo scorso anno, a causa del Covid - almeno così è stato detto - per la prima volta dopo tantissimi anni, le cabine non sono state montate sul lungomare, mentre i lidi con il corredo di cui abbiamo già detto hanno accolto, comunque, i bagnanti.

Quest’anno, con la pandemia che ancora intralcia la vita di tutti i giorni, e dunque, anche la possibilità di vacanze serene, al momento non si sa se le cabine verranno montate o meno ma, intanto, è stata inviata una raccolta firme (oltre 400) in cui, residenti e non, chiedono a gran voce che si ritorni a questa amata tradizione.



Portavoce, insieme ad altri rappresentanti, di questa azione è Jessica Lo Jacono che, lo scorso settembre, ha anche aperto un gruppo Facebook proprio per mettere insieme, in un’unica voce, coloro che rivogliono, assolutamente, il ripristino delle cabine in quanto “patrimonio culturale immateriale demo-etnoantropologico” della borgata.

«Io frequento Mondello, e la sua particolare vita dei mesi estivi, da quando sono nata - ci ha detto Jessica -. Lo scorso anno è stato un trauma, e non sto esagerando, non poter usufruire, come ogni anno delle cabine che sono un pezzo di storia di Mondello, questo penso sia indiscutibile».

«Allora, la scusa ufficiale è stata la minaccia del Covid e le capanne non avrebbero assicurato la sicurezza tra i fruitori delle suddette - ha aggiunto Jessica -, al loro posto sono stati aperti, comunque, dei lidi attrezzati che, a quanto abbiamo potuto vedere anche dalle foto postate sui social, comunque non sono risultati più versatili nel mantenere le norme di sicurezza rispetto a quanto si sarebbe potuto fare con le cabine.

Quest’anno, dopo aver chiesto direttamente ai responsabili della Società Italo Belga, insieme ad altri rappresentanti abbiamo messo in piedi una petizione, raccogliendo 400 firme, che abbiamo inviato anche alla Regione e al Comune di Palermo».

Dall'indomani della petizione il numero degli iscritti al gruppo Facebook è aumentato e questo testimonia il fatto che i richiedenti sono molti di più di quelli che hanno già firmato ufficialmente.

«Noi - prosegue Jessica - chiediamo che vengano rispettate le richieste e le esigenze di tutti, e quindi anche le nostre; ci accontentiamo anche di un numero ridotto di cabine ma non possiamo accettare che anche quest'anno non vengano installate».

La storia delle capanne a Mondello, in effetti, risale, stando alle testimonianze storiche, già ai primi anni del ‘900, quando venivano poste in file singole di fronte al mare con un terrazzino coperto da una tenda.

Negli anni il numero delle cabine iniziò progressivamente ad aumentare sino agli anni ‘60 in cui occupavano tutto il litorale e, al posto della tenda, comparve il terrazzino coperto da una semplice tettoia in legno.

Negli anni ‘70 si formarono i primi cortili che, delimitando il territorio, creavano delle aggregazioni sociali, grandi famiglie allargate che, anno dopo anno, si ritrovavano quasi sempre nelle stesse posizioni.

È facile quindi capire l'attaccamento viscerale a questa possibilità di fruizione del mare di Mondello che, per quanti l’hanno vissuta, anno dopo anno, fa emergere nei ricordi tanti sentimenti e tanti momenti di serena spensieratezza.

«Ho talmente tanti ricordi belli - ha concluso Jessica - che mi piange il cuore al pensiero che anche quest’anno potremmo esserne privati. Io almeno ci sto provando e sto lottando per ottenere ciò che è un diritto al lari delle spiagge attrezzate».
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