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Muoversi a Palermo in modo alternativo: pro e contro del servizio di Bike Sharing

Continuiamo con la mini rubrica dedicata ai modi alternativi di spostarsi a Palermo: il Bike Sharing è un servizio gestito da Amat per la condivisione di una flotta di biciclette

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 27 febbraio 2018

Una postazione Bike Sharing a Palermo

Continuiamo con la mini rubrica dedicata ai modi di spostarsi in città, inaugurata precedentemente con la presentazione del Car Sharing (di cui abbiamo parlato qui).

Oggi è la volta delle due ruote: il Bike Sharing. Se avete notato in giro alcune bici uguali, con telaio azzurro, copriruota bianco e la scritta “BiciPA”, siete sulla strada giusta.

Il Bike Sharing è un servizio gestito da Amat per la condivisione di una flotta di biciclette che sono disponibili in vari stalli in tutta la città.

È un valido mezzo di trasporto soprattutto per città per lo più pianeggianti come la nostra, e offre al cittadino la modalità “one way” che consente di prelevare e consegnare la bici in uno dei tanti parcheggi dedicati.

I cicloparcheggi sono al momento 18, ma sempre in costante incremento per coprire sempre più quartieri cittadini.

Una volta abbonati, attraverso una card o l’app sullo smartphone, ci si potrà recare allo stallo più vicino e prelevare la bicicletta. Non c’è un limite di utilizzo e la tariffazione tiene conto del tempo di utilizzo.

La prima mezz’ora è sempre gratuita. Tutti i mezzi a disposizione dispongono di luci per la segnalazione notturna, sella regolabile e cestino porta oggetti.

La tariffa applicata ad ogni spostamento verrà prelevata dalla carta di credito e/o prepagata comunicata in fase di abbonamento al servizio.

È un metodo di trasporto personale che non si rivolge all’intera utenza, dato che la pedalata non è assistita elettricamente e dunque occorre un pò di allenamento per percorrere certe distanze. In realtà lo scopo del servizio è coprire distanze mediamente brevi, complementari ad altri sistemi di trasporto.

Un caso di utilizzo esemplificativo: un lavoratore pendolare ogni giorno arriva in città con il treno alla Stazione Centrale. Il proprio ufficio tuttavia è in piena area pedonale e dunque lo raggiungerà prelevando una bici in Stazione e rilasciandola nello stallo più vicino al centro. Il suo spostamento da e verso casa non ha previsto l’utilizzo dell’auto, il parcheggio della stessa e il pagamento di sosta tariffata o pass per la ZTL.

In generale l’utilizzo del servizio si presta per qualsiasi spostamento all’interno del tessuto urbano.

La mobilità ciclabile è in decisa ascesa e il bike sharing permette di muoversi in libertà senza acquistare necessariamente una bicicletta, ma utilizzarla solo quando serve.

Riassumiamo pro e contro:

Pro: costi bassi di utilizzo, possibilità di lasciare il mezzo in qualsiasi cicloparcheggio, nessuna responsabilità sul mezzo dopo il rilascio nello stallo, abbonamenti giornalieri, settimanali e annuali, possibilità di affiliazione con carta prepagata.

Contro: bici non sempre disponibili nello stallo, sistema di sblocco migliorabile, qualità dell’asfalto cittadino (se avete segnalazioni su altri "contro" scriveteci pure all'indirizzo redazione@balarm.it).

Così come per il Car Sharing, a oggi non ci sono competitor a Palermo, mentre in altre città d’Italia si sta lentamente diffondendo il “free floating”, ovvero un’analoga modalità di bike sharing in cui è possibile lasciare il mezzo in qualsiasi punto della città e non in appositi cicloparcheggi.

Per tanti giovani, studenti o lavoratori dinamici, può essere la vera alternativa all’auto o al mezzo pubblico in ritardo. E poi tiene il corpo in allenamento.

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