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"Muoversi a Palermo" parte prima: come funziona il car sharing (con pro e contro)

Prenoti, ti muovi, paghi: una mini rubrica di pubblica utilità dedicata ai modi di spostarsi in città che esulano dal mezzo privato e dai grandi sistemi di trasporto

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 13 febbraio 2018

Con questo articolo inauguriamo una mini rubrica di pubblica utilità dedicata ai modi di spostarsi in città che esulano dal mezzo privato e dai grandi sistemi di trasporto di massa.

La parola che ricorrerà più spesso nelle nostre analisi sarà "sharing", ovvero "condivisione", e proprio sulla condivisione del veicolo che i servizi che andremo ad analizzare ne fanno il loro punto di forza.

Iniziamo con il car sharing: è un servizio di mobilità pubblica individuale, che consente spostamenti tramite veicoli a quattro ruote (auto, mini van, ecc.) gestiti da AMAT.

Chiunque si abbona riceve una smart card personale che consente l’accesso ai veicoli parcheggiati negli appositi stalli dislocati in tutta la città. Una volta a bordo l’utente è libero di raggiungere la propria destinazione.

Ogni veicolo può essere prelevato previa prenotazione tramite app o call center, per consentire una maggiore razionalizzazione della flotta tra gli abbonati.

È un sistema che si presta a spostamenti sporadici ma mirati. D’altronde il costo di ogni corsa viene calcolato sommando la tariffa relativa ai km percorsi a quella delle ore in cui il veicolo è in possesso dell’abbonato.

Un paio di esempi di utilizzo: recarsi in aeroporto: si preleva il veicolo nello stallo più vicino al nostro punto di partenza e lo si consegna al parcheggio in aeroporto, in totale autonomia e senza costi di parcheggio.

Trasporto di oggetti: immaginate di dover trasportare svariati scatoli di materiale edilizio per la vostra ristrutturazione. È possibile prenotare un VAN cargo (attualmente in dotazione Opel Combo Van 1.4 CNG turbo) dove sistemare tutto il carico e recapitarlo a destinazione senza dover sporcare la propria auto e effettuare ripetuti viaggi di andata e ritorno.

La casistica negli anni si è decisamente ampliata. Tuttavia, complice il rincaro dei costi di gestione, sono in aumento i cittadini che hanno addirittura venduto i propri veicoli privati (e abbattuto le spese fisse) per utilizzare i mezzi pubblici e il Car Sharing solo quando serve.

Insomma, dell’ottimizzazione ne hanno fatto una filosofia di vita, decisamente sostenibile. L’obiettivo principale perseguito dal servizio è proprio l’integrazione con altri sistemi di trasporto e il risparmio nel lungo termine.

In breve sintetizziamo di seguito i pro e i contro del Car Sharing:

Pro: transito su corsie preferenziali, parcheggio gratuito anche su strisce blu, nessun costo di carburante, bollo e assicurazione, utilizzo dell’auto solo quando serve.

Contro: costi più alti dell’ordinario se rapportati alla singola corsa; auto non sempre disponibili negli orari desiderati, i parcheggi spesso sono occupati da altre autovetture private.

Chi pensa che questo servizio sia sostitutivo all’auto utilizzata giornalmente, si sbaglia di grosso. Se ponderato all’interno di un range di attività mirate, può costituire un valido vettore per migliorare la propria mobilità personale.

Al momento a Palermo non ci sono competitor di AMAT, ma non è difficile immaginare che ben presto altre aziende operanti nel centro nord decidano di investire nel capoluogo siciliano.

Il sito web di riferimento è www.carsharingpalermo.it.

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