Di piste ciclabili non ne va bene una a Palermo: proteste pure in zona Notarbartolo
Il dibattito zona via Terrasanta continua, ma forse una soluzione c'è all'orizzonte: nell'articolo l'intervista al presidente di Ottava Circoscrizione Marcello Longo
Cantieri di piste ciclabili a Palermo (Foto di Mobilita Palermo)
I cantieri, finanziati con 8 milioni di euro del Pnrr, dovranno essere completati entro il 30 giugno 2026, ma i residenti hanno espresso tutto il loro disagio viste le criticità non indifferenti per la ciclovia pensata in quel punto. Quella della mobilità dolce a Palermo è un progetto ambizioso e doveroso purché incontri le esigenze del quartiere senza immobilizzarlo per via dell'eccessivo traffico (soprattutto nelle ore di punta) e dei parcheggi inevitabilmente sottratti.
L'Ottava Circoscrizione è intervenuta per risolvere il problema senza rinunciare alle ciclovie, ma ha pensando a una soluzione che possa far convivere pacificamente auto, bici, pedoni e residenti.
«L’Ottava Circoscrizione del Comune di Palermo ritiene doveroso intervenire in relazione ai lavori in corso per la realizzazione del collegamento ciclabile tra la Stazione Notarbartolo e la “pista” di Via Piersanti Mattarella - afferma il presidente dell'Ottava Circoscrizione Marcello Longo -.
In primo luogo, il Consiglio dell’Ottava Circoscrizione evidenzia che l’obiettivo fondamentale è il miglioramento delle complessive condizioni di vivibilità della nostra città e che per essere efficaci in tal senso, si devono contemperare (per quanto possibile) tutte le esigenze della Comunità.
Ciò doverosamente precisato, avendo avuto cognizione in questi ultimi giorni dei dettagli progettuali, l'Ottava Circoscrizione ritiene utile la scelta di tracciare un percorso ciclabile di collegamento tra la stazione "Notarbartolo" e la Via Piersanti Mattarella; condividendo la scelta politico-strategica di attrarre (e non perdere) il finanziamento Pnrr a disposizione per tale finalità. Ciò non toglie che sia fondamentale limitare al massimo eventuali disagi connessi a tale innovazione».
Quale sarebbe la soluzione più adatta? La proposta avanzata dall'Ottava Circoscrizione è proprio quella di spostare la ciclabile in via Costantino: «La soluzione migliore è quella che abbiamo consegnato all'assessore Maurizio Carta ed è anche condivisa con la Consulta delle Biciclette Costantino - racconta Marcello Longo a Balarm -. Questa consente di evitare la via Di Maria, la via Costantino è più larga e più vicina a Notarbartolo. Inoltre in via Costantino i parcheggi sono in parallelo, quindi aggiungendo la ciclabile si evita il taglio dei posti auto. In via Di Maria i parcheggi sono in obliquo, ovviamente in questo caso saltano.
Solitamente funziona così per una convivenza pacifica: da un lato prima c'è la ciclabile e poi la sosta purché sia in parallelo. In quel modo non c'è rinuncia. L'assessore Carta sta valutando se è possibile applicare la soluzione sin da subito. I posti auto sono preziosi, con questa progettualità non c'è una rinuncia, cosa che l'Ottava Circoscrizione non vuole. Ci saremmo sempre battutti per mantenere la ciclabile, ma è opportuno che venga fatto con minori disagi possibili.
Lì i residenti (in via Di Maria, ndr) sono estremamente tranquilli, per reagire in quel modo c'è palesemente un problema non di poco conto. I lavori si sono fermati, ma oggi (25 maggio) la situazione probabilmente si sbloccherà».
Come già stato sottolineato nella nota del presidente Longo, è opportuno «è che si applichino già adesso - in fase di primo tracciamento del percorso - soluzioni che limitino i pregiudizi per i residenti e per i commercianti della zona. Ciò, fermo restando che correttivi e/o modifiche del percorso ciclabile potranno pur sempre essere realizzati anche a partire dal giorno immediatamente successivo al primo tracciamento (soprattutto laddove si proceda con modalità facilmente rettificabili in un secondo tempo)».
Per ciò che riguarda i benefici del tracciamento della “pista ciclabile” sulla Via Domenico Costantino (lato destro in direzione Di Maria/Mattarella), ne sono stati stilati diversi: «la riduzione della distanza tra i riferimenti "nodali" da collegare (Stazione Notarbartolo e Via P. Mattarella) in quanto la via Domenico Costantino è oggettivamente ben più prossima alla stazione "Notarbartolo" rispetto a quanto non lo sia la Via Damiani Almeyda.
A seguire l'esclusione dal percorso ciclabile "Notarbartolo/Mattarella" del tratto della Via Gen. Di Maria compreso tra la Via D. Costantino e la Via D. Almeyda (che potrebbe determinare significative criticità in termini di circolazione e sosta veicolare a causa della sensibile riduzione della carreggiata, della presenza di scuole, teatri e numerose attività commerciali).
Il terzo beneficio è la realizzazione del percorso ciclabile su una arteria stradale (la Via Domenico Costantino) in cui è vigente la sosta in parallelo ambo i lati (e pertanto non vi sarebbe alcuna necessità di modificare la regolamentazione della sosta veicolare, con la conseguenza di non ridurre il numero di stalli auto rispetto a quelli attualmente presenti).
Al contempo si ritiene fondamentale che il tracciamento del percorso ciclabile, in argomento, preveda l'applicazione di idonee misure che tutelino la sicurezza stradale in corrispondenza dell'"attraversamento" in perpendicolare della Via Terrasanta.
Inoltre - conclude - l’Ottava Circoscrizione richiede che - in subordinata ipotesi di eventuale riduzione di stalli auto (in una zona già oltremodo carente) - l’Amministrazione comunale possa prevedere idonee misure compensative, anche utilizzando l’ampia area di sosta di Piazzale Bruno Lavagnini.
Sulla possibilità di recepimento delle istanze provenienti dall’Ottava Circoscrizione, fanno ben sperare le dichiarazioni dell’Assessore Maurizio Carta il quale ha precisato che l’Amministrazione Comunale continua a mantenere aperto il dialogo con il territorio, con l’intenzione di portare avanti le opere pubbliche strategiche nell’interesse della Città».
Abbiamo chiesto maggiori informazioni all'assessore Maurizio Carta e attendiamo una replica.
Il problema non riguarda solo via Di Maria e via Damiani Almeyda. Negli ultimi tempi, cantieri per piste ciclabili in altre arterie cittadine, come corso Calatafimi e viale Regione Siciliana, avevano incontrato proteste, ritardi e difficoltà di avanzamento, secondo quanto riportato da precedenti articoli di Balarm. Quella in corso Calatafimi è rimasta appesa al palo, invece in viale Regione (direzione Trapani) una parte è stata smantellata, mentre un'altra stata mantenuta, tra cui quella in via Cosimo Aleo.
Per anni il tema delle piste ciclabili è stato raccontato quasi sempre così: come una questione di viabilità, di spazio sottratto alle auto, di commercianti contrari, di residenti preoccupati, di ciclisti che chiedono sicurezza. Ma adesso quella discussione cambia scala e arriva fino a Bruxelles.
Mentre il Comune prova a trovare un equilibrio tra esigenze locali e opere strategiche, resta aperto il nodo delle altre ciclovie contestate in città dove è evidente che sia ancora complesso immaginare a Palermo una convivenza stabile tra auto e biciclette e che non generi malcontento.
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