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La storia si ripete a Palermo: nuova petizione per abolire la ciclabile in viale Regione

Dopo il flop delle ciclabili in corso Calatafimi, ancora una volta i cittadini non ci stanno: vi raccontiamo che sta succedendo e il perché della raccolta firme online

Balarm
La redazione
  • 6 maggio 2026

Pista ciclabile in viale Regione

C'è poco da fare, continuano le proteste a Palermo per la realizzazione della pista ciclabile in viale Regione. Dopo il flop delle piste ciclabili in corso Calatafimi, anche questa volta i cittadini non ci stanno e avviano una raccolta firme online dopo mesi difficili che, come vi abbiamo già raccontato in un precedente articolo, hanno generato non pochi disagi e caos.

Ma andiamo con ordine: la ciclovia in via Cosimo Aleo a pochi passi dal parcheggio degli Emiri di cui vi avevamo parlato è stata già completata, mentre una parte della ciclovia in viale Regione Siciliana (in direzione Trapani) è stata smantellata. Ma nonostante questo, rimane un tratto del cantiere della ciclovia della carreggiata tra via Perpignano e via Pitrè che crea un collo di bottiglia insostenibile per chi si muove in auto e moto.

Per questo motivo i cittadini chiedono di toglierla con una petizione online per eliminarla del tutto perché «pur avendo nobili intenzioni di promuovere la mobilità sostenibile, ha inevitabilmente portato una serie di problemi che superano i benefici», scrive Anna Greco, promotrice della raccolta firme online.

«Il restringimento della strada ha generato un traffico intenso che non solo peggiora la qualità dell'aria ma aumenta anche il rischio di incidenti - prosegue -. Gli automobilisti si trovano imprigionati in lunghi ingorghi, aumentando il tempo di percorrenza e lo stress. Ciò è particolarmente dannoso nelle ore di punta quando le strade sono già congestionate».

Un altro aspetto non secondario che preoccupa cittadini (e residenti) è la diminuzione dei parcheggi disponibili che ha inevitabilmente impattato negativamente sulla vita dei residenti e dei commercianti locali: «La difficile ricerca di un parcheggio sta dissuadendo potenziali clienti dal frequentare i negozi locali, mettendo a rischio l'economia della zona. I residenti si sentono frustrati a causa della mancanza di spazi dove poter lasciar l'auto vicino alle proprie abitazioni».

Ma oltre a queste problematiche non di poco conto, la posizione scelta è abbastanza critica perché lì si fermano anche gli autobus, costituendo un pericolo sia per i passeggeri in attesa sia per i ciclisti stessi e l'obiettivo è invece quello di promuovere la mobilità dolce senza rischi per nessuno, né tantomeno blocchi per chi si muove con i propri mezzi.

Alla fine i cittadini si rivolgono alle autorità chiedendo la rimozione di questa ciclovia e di spostarla in una zona non trafficata come viale Regione Siciliana: «Chiediamo alle autorità competenti di rivedere la pianificazione urbanistica e di eliminare questa pista ciclabile, concentrandosi invece su soluzioni che garantiscano la sicurezza di tutti i cittadini e il benessere della comunità.

Soluzioni come lo sviluppo di piste ciclabili alternative in aree meno trafficate o parcheggi specifici per le biciclette potrebbero essere esplorate per migliorare la mobilità ecosostenibile senza compromettere la sicurezza e l'efficienza delle strade.

Vi invitiamo a unirvi a questa causa affinché possano essere intraprese azioni concrete per il bene della nostra comunità. Firmate la petizione per sostenere questa iniziativa e fare in modo che la nostra voce venga ascoltata dalle autorità».

Come vi avevamo già raccontato, dalla fine del 2025 ad ora si sono poste le basi per realizzare ciclovie in giro per la città, ma alcuni progetti hanno fatto marcia indietro perché hanno incontrato dissenso e proteste. Tra queste anche quello in via De Gasperi non fa eccezione ed è stata "sotto osservazione".

Il progetto prevede la realizzazione di due piste ciclabili su entrambi i lati della carreggiata, determinando un significativo restringimento della stessa e aggravando una situazione viaria già al limite.

Il quartiere non rema contro la promozione della mobilità dolce, ma chiede che il progetto di questa ciclovia venga rivisto e che si consideri l'idea di farne una sola che sia bidirezionale e attualmente anche lì si sta cercando una soluzione per migliorare la viabilità in un quartiere così trafficato.
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