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Nel 1908 Palermo era all'avanguardia: quando a Monreale si "saliva" a bordo della funicolare

Alcuni mezzi di trasporto pubblici possono diventare una vera e propria istituzione per i passeggeri, per questo vi vogliamo parlare della funicolare Rocca-Monreale

Mario Calivà
Scrittore e drammaturgo
  • 15 maggio 2021

Alcuni mezzi di trasporto pubblici possono diventare una vera e propria istituzione per i passeggeri che usufruiscono giornalmente dei loro servizi, soprattutto se sono stati introdotti in un periodo in cui rappresentavano l'unica possibilità concreta per raggiungere in maniera comoda e agevole la città più vicina.

Per questo vi voglio parlare della funicolare che collegava Rocca, frazione di Palermo appena sotto Monreale, con lo stesso capoluogo siciliano. I monrealesi per tanti anni riempirono i vagoni della storica funicolare rimasta in funzione per circa quarant'anni, ma oggi non esistono né tracce o resti di strutture che possano testimoniare i giorni felici della sua attività di trasporto.

Fino agli ultimi anni dell'Ottocento le due strade che collegavano Monreale e Palermo erano Corso Calatafimi, esistente già nel Cinquecento, e la carrozzabile creata nel Settecento, che conduceva alla Rocca. La ditta che si occupò della costruzione della funicolare fu la SSTO, ovvero la Società Sicula Tramways-Omnibus.



In quel tempo il sindaco di Palermo era Eugenio Oliveri. Il primo cittadino fu anche fondatore dell'APIS, casa automobilistica palermitana. L'idea di costruire una ferrovia che collegasse le due città sopracitate era nata fin dal 1886 quando l'amministrazione comunale monrealese nominò un'apposita commissione per studiare la questione.

Nel frattempo, precisamente il 25 maggio 1899 a Palermo, veniva inaugurata una linea a trazione elettrica che collegava Piazza Bologni alla Rocca. Dopo meno di un anno, l'11 febbraio del 1900 lo stesso percorso si completava fino a Monreale.

Lo storico palermitano, Rosario La Duca, descrive con queste parole il funzionamento della funicolare: «Il congegno meccanico della funicolare era molto semplice: due carri-freno collegati mediante una fune metallica lunga 1100 metri erano nelle due stazioni terminali del tratto in funicolare; ad essi venivano agganciati le vetture tramviarie che si differenziavano dalle altre soltanto per la presenza di robusti respingenti".

In occasione dell'inaugurazione della funicolare non mancarono i discorsi celebrativi: da quello del rappresentante del sindaco di Palermo a quello del presidente del consiglio di amministrazione tedesco della SSTO, nonché console dell'Impero Germanico a Palermo.

Infatti, la fornitura degli impianti e delle attrezzature necessarie al funzionamento della funicolare era stata curata dalla Società Continentale per le Imprese Elettriche di Norimberga e la Schuckert & Co.

La prima era la società a cui era collegata la SSTO palermitana. La linea 8-9 Palermo - Rocca - Monreale per circa quattro decenni rimase attiva ma, ad un certo punto, per rendere più comodo il viaggio fino al centro città, il capolinea palermitano fu spostato a Piazza Colonna, nei pressi di via Roma.

Rosario La Duca descrive in questo modo il tragitto della funicolare: «Partiva dal capolinea della Rocca, si svolgeva lungo il fianco della montagna, attraversava la rotabile mediante un piccolo cavalcavia e giungeva, infine, alla stazione terminale di Monreale, la cosiddetta tettoia posta in prossimità delle Case Terruso».

I primi anni Quaranta del Novecento videro l'introduzione dei primi filobus e, di conseguenza, la funicolare venne messa da parte. Ma le difficoltà dovute al rifornimento di pneumatici necessari alle vetture filoviarie fecero sì che, fino 1946, la funicolare tornasse a essere utilizzata per poi essere smantellata del tutto.

Al suo posto doveva sorgere una ferrovia ma il governo fascista decise di rimuovere le rotaie già collocate per trasportarle in Abissinia. Quindi, rimasero soltanto i caselli oggi abbandonati o utilizzati per altri scopi.
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