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Nel 2025 Palermo - Catania in un'ora e 55 minuti: e noi che pensavamo all'astronave

Maurizio Gentile, Direttore di Rete Ferroviaria Italiana ha detto che nel 2025 il treno in Sicilia farà 300 km in "appena" un'ora e 55 minuti: altrove ci sarà il teletrasporto

Giulio Di Chiara
Urbanista e progettista
  • 13 marzo 2019

Michael J. Fox è Marty Mc Fly nel film "Ritorno al Fururo" e si muove con lo skateboard volante

Ce la facciamo ad aspettare altri sei anni per spostarci finalmente in treno da Palermo a Catania e viceversa in “solo” un’ora e cinquanta minuti?

È questo quanto prospettato dall’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, che a fronte dello stanziamento di 1,7 miliardi di euro (fondi CIPE) da parte del governo, ha annunciato questa parziale rivoluzione alla mobilità su ferro che collega le due principali città dell’isola.

L’obiettivo dichiarato è offrire una valida alternativa al gommato. Considerati i viadotti interrotti e le condizioni medievali delle nostre autostrade interne, il compito non sarebbe nemmeno tanto arduo.

Ciò che fa eco nei padiglioni auricolari di noi cittadini siciliani è il vestito di sensazionalità che viene ricamato addosso a queste notizie, prospettate alla stessa stregua di cambiamenti radicali, ma che di fatto ci lasciano desiderare qualcosa che è assolutamente normale da decenni in gran parte del mondo.

Sulla mobilità siamo indietro anni luce anche rispetto ad altre regioni d’Italia e soltanto la realizzazione dei treni a levitazione magnetica dovrebbe destare il nostro stupore. Tutto il resto, a ragion veduta, andrebbe silenziato e stipato nel cassetto delle cose da fare in maledetto ritardo per rarggiungere una dignitosa normalità.

Nessuno in questa terra ha la bacchetta magica e ogni amministratore lavora nel contesto in cui opera. Per cui anche il Maurizio Gentile di turno non poteva di certo prometterci l’alta velocità quando ancora siamo manchevoli del secondo binario in gran parte della regione.

Ma nel 2025, che scritto e pronunciato così sembra traguardare quel futuro lontano in cui "chissà cosa faremo e come ci muoveremo", la Sicilia rincorrerà ancora qualcosa di incompleto e provvisorio.

Si, perchè nell’annuncio dell’AD di Rete Ferroviaria Italiana, si fa riferimento al completamento a doppio binario di due segmenti della Palermo - Catania: da Catania Bicocca a Catenanuova (lavori già in corso) e da Catenanuova a Raddusa-Agira, in provincia di Enna.

Da Agira sino a Fiumetorto (nei pressi dell’agglomerato industriale di Termini Imerese) verrà invece realizzato un solo binario, rettificato nel percorso, che andrà a fare il paio con quello già esistente sebbene percorrendo traiettorie diverse.

Questo nuovo binario interno, insieme ai raddoppi già citati, permetterà di recuperare ulteriori minuti sulla percorrenza dei convogli.

A che abbiamo i muratori a casa, perchè un solo binario veloce e non due, per normalizzare almeno questa linea? Mancanza di risorse, di tempi, entrambi?

Ancora una volta dovremo attendere anni per veder realizzato qualcosa che non sarà definitivo, che sarà monco e provvisorio. Possibilmente tra qualche anno leggeremo un nuovo comunicato che annuncerà il finanziamento del secondo binario interno, magari realizzato entro il 2030.

Così fra 11 anni forse potremo spostarci tra Palermo e Catania in treno in un’ora e mezza, salutando dal finestrino gli altri conterranei che nel frattempo avranno sperimentato il teletrasporto.

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