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Non è solo una scritta ma un (brutto) sfregio a Palermo: imbrattato un gioiello Unesco

Sul muro di uno dei simboli dell’itinerario arabo-normanno di Palermo, in piazza Bellini, da oltre tre mesi campeggia una scritta realizzata con una bomboletta spray

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 10 marzo 2026

Le scritte sul muro esterno della chiesa di San Cataldo, in piazza Bellini

Succede nel cuore più fotografato di Palermo. In piazza Bellini, a pochi passi dalla Martorana e proprio sotto la chiesa di San Cataldo - uno dei simboli dell’itinerario arabo-normanno riconosciuto dall’Unesco - da mesi campeggia una scritta realizzata con una bomboletta spray sul muro.

Un gesto innocuo per chi l’ha compiuto (come tanti sparsi nelle varie strade della città), ma difficile da ignorare in una piazza che per molti visitatori rappresenta una delle cartoline più riconoscibili del capoluogo. Qui passano ogni giorno centinaia di turisti, con macchine fotografiche puntate verso le cupole rosse della chiesa, senza dubbio uno degli edifici più iconici della Palermo medievale.

Eppure, nonostante l’importanza del luogo, quello sfregio è lì: a ricordarci quanto la bellezza sia fragile.

A riportare la questione all’attenzione pubblica è stata, nelle scorse ore, una guida turistica con un post pubblicato su Facebook, accompagnato da una fotografia. «In Piazza Bellini, sotto la splendida chiesa di San Cataldo, monumento Unesco, da quasi tre mesi resta visibile un graffito fatto con la bomboletta spray sul muro» scrive, chiedendosi perché un atto vandalico del genere non sia stato ancora rimosso.

Contattato per un commento, racconta di avere denunciato l’episodio alle autorità. «Quando ho notato quella scritta - spiega - ho chiamato subito la polizia municipale, che è arrivata immediatamente per fare il rilievo fotografico. Da quello che so, la segnalazione è stata poi trasmessa agli organi competenti che avrebbero programmato l’intervento».

Il problema, però, sono i tempi. «La scritta è comparsa nella notte tra il 20 e il 21 dicembre scorso, proprio sotto le telecamere di Palazzo delle Aquile. Da allora sono passati quasi tre mesi e il graffito è ancora lì».

Una situazione che la guida definisce «assurda», soprattutto per il contesto: «Non stiamo parlando del muro secondario di un palazzo qualsiasi. È uno sfregio che turisti e cittadini continuano a vedere ogni giorno. Un intervento del genere dovrebbe essere risolto nel giro di una settimana, non dopo mesi» osserva, sollevando una domanda che riguarda non solo quel singolo segno sul muro ma, più in generale, la cura degli spazi monumentali della città.

La questione, infatti, non è solamente estetica. Piazza Bellini è uno dei luoghi simbolo del centro storico, uno spazio che negli ultimi anni è tornato a essere attraversato e vissuto da residenti, studenti e visitatori. Qui convivono alcune delle architetture più rappresentative della storia di Palermo: la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, conosciuta da tutti come “La Martorana”, la chiesa di San Cataldo con le sue tre arcinote cupole rosse e, a pochi metri di distanza, Palazzo delle Aquile, sede del Comune.

Proprio San Cataldo, costruita nel XII secolo durante il regno normanno, fa parte del percorso “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”, inserito nel 2015 nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. È anche per questo che la presenza prolungata di quella scritta non passa di certo inosservata.

Nello sfogo affidato ai social la guida, indignata per lo stato di abbandono in cui versa il capoluogo, parla apertamente di «trascuratezza e indifferenza verso ciò che dovrebbe essere custodito con la massima attenzione». Parole dure, che restituiscono un sentimento diffuso ogni volta che episodi di vandalismo o piccole tracce di degrado restano impressi per settimane, nell’indifferenza dei più.

Non a caso la segnalazione ha raccolto in poche ore numerosi commenti da parte di altri cittadini, che condividono lo stesso senso di frustrazione. «Deprimente. Io credo che in qualsiasi, dico qualsiasi, città italiana si sarebbe intervenuti subito». Un altro commento, invece, punta il dito sullo stato attuale della città: «Tutti i palazzi del centro storico sono coperti da queste bruttissime scritte. Palazzi appena ristrutturati deturpati da queste schifezze…».

Non si tratta, in effetti, di un problema nuovo. Il centro storico, soprattutto nelle zone più frequentate, convive da tempo con scritte sui muri lasciate da bombolette spray, alimentando la percezione di una mancata cura e attenzione per la storia della città.

Nel caso di Piazza Bellini, però, la domanda è semplice: quanto tempo serve per cancellare uno sfregio sotto un monumento Unesco? Una domanda che, per ora, resta senza risposta, mentre quel segno - che finisce per diventare un dettaglio che parla di Palermo quanto dei suoi monumenti - continua a fare da sfondo agli scatti dei turisti.
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