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Non esiste solo la quinoa: cinque nuovi "Superfood" di bellezza, salute e allegria

Quinoa, amaranto, farro, orzo, legumi, frutta e verdura, spezie, pesce fresco: questi sono quelli noti ma ne esistono altri, favolosi, cinque. Tutti da scoprire (e mangiare)

Laura Napoli
Biologo nutrizionista
  • 22 marzo 2018

"Superfood". Super che? Supercibi, ossia cibi che contengono elevate quantità di sostanze nutritive particolarmente importanti per la salute (aminoacidi, vitamine, antiossidanti, minerali, per esempio) e che normalmente appartengono a categorie alimentari specifiche: frutta, semi, cereali, bacche, tuberi o altro.

Ormai molti di noi conoscono alcuni elementi che hanno le caratteristiche dei "super-food" (quinoa, amaranto, farro, orzo, legumi, frutta e verdura, spezie, pesce fresco), ma ne esistono altri che in pochi conosco, eccone cinque.

La Moringa: potrebbe essere un nome interessante per un nuovo ballo sudamericano da lanciare la prossima estate ma, in attesa che questo accada, diciamo che è stata eletta superfood del 2018.

È una pianta considerata miracolosa per le sue caratteristiche nutrizionali, diffusa in Asia orientale, India, Filippine, America latina e isole del Pacifico. Tutta la pianta è commestibile, dalla radice alle foglie che possono essere consumate in polvere o fresche, ricchissime di Calcio, Ferro, Potassio, proteine (più del latte e delle uova), Vitamina A, C (il cui contenuto supera addirittura quello delle arance) e B.

La Moringa contiene tutti gli aminoacidi necessari e oltre 40 antiossidanti. Un toccasana che contrasta l’invecchiamento cellulare e rafforza il sistema immunitario. Può essere consumata cruda, così come qualunque ortaggio, in un’insalata mista, cotta in una zuppa ricca di ortaggi e legumi oppure in polvere da aggiungere a qualsiasi primo o secondo piatto

The Matcha: questo nome, invece, lo proporrei a Quentin Tarantino per il suo prossimo film. In attesa di sapere in quale bel Paese mi manderà, il the (o té) Matcha è una varietà di the verde giapponese, la sua coltivazione avviene al riparo dal sole, una volta cresciute, le foglie vengono polverizzate mediante mulini a pietra.

La polvere ricavata viene utilizzata per sospensione e non per infusione (può anche essere aggiunta alle pietanze), questa tecnica permette di mantenere intatte le sue proprietà. Ricco di antiossidanti (100 volte maggiore degli altri the) previene l’invecchiamento cellulare ed ha una azione preventiva contro il cancro. Contiene vitamine B1, B2 e C, beta-carotene, sali minerali quali fosforo, calcio, ferro, potassio, zinco, magnesio e rame. Favorisce la diuresi, disintossica l’organismo e aumenta il metabolismo.

Provate ad aggiungere la polvere di the matcha alle torte, crostate, plumcake… e per chi vuole osare un po’ che ne dite di usarlo per speziare del pesce bianco?

I Semi di lino: questo superfood, come i successivi, è più conosciuto. I semi di lino possono essere utilizzati in decotto o come olio dopo spremitura, non male anche da aggiungere a crudo nello yogurt al posto dei soliti cereali.

Sono una fonte naturale e ricca di omega 3 e 6 (alleati di cuore e arterie, contrastano il colesterolo cattivo), fosforo, rame, ferro e manganese. Se immersi nell’acqua liberano mucillagini che hanno un effetto lenitivo e lassativo utile per contrastare le infiammazioni e la stipsi.

La Curcuma: pianta originaria dell’India, dalla cui radice si ricava questa incredibile spezia. Grazie alla presenza di curcumina, antiossidanti, vitamina C e potassio è considerata non solo un anti-tumorale in grado di contrastare la crescita cellulare ma protegge l’intestino garantendo il suo corretto funzionamento (utili contro il meteorismo, cattiva digestione, colite, ecc.), è anche un antinfiammatorio e cicatrizzante (da spalmare nelle ferite).

Studi recenti sembrano inoltre suggerire un suo ruolo nel ridurre l’infiammazione cerebrale sia nella malattia di Alzheimer che nella depressione.

La Curcuma, in cucina, si sposa con tutte le pietanze: minestre, risotti, cous cous di verdure e di pesce, secondi, ecc. Per non parlare del famosissimo “Latte d’oro”, miracoloso per le articolazioni, viene preparato aggiungendo al latte (animale o vegetale), acqua, curcuma e miele.

La Papaia, infine, è frutto originario del centro-America, rappresenta una ricca risorsa di antiossidanti, fitonutrienti, vitamine, minerali ed enzimi digestivi. Grazie al contenuto di vitamina C, E, carotenoidi (beta-carotene e licopene) ha un effetto protettivo sulla nostra pelle perché contrasta i radicali liberi che la danneggiano.

L’enzima Papaina abbatte le cellule morte e promuove il rinnovamento cellulare della pelle. Il beta-carotene della papaya può, inoltre, essere convertito in Vitamina A, utile per la salute degli occhi e della vista, queste proprietà sono svolte anche da due importanti fitonutrineti, luteina e zeaxantina, che proteggono l’occhio dalla degenerazione maculare e dal glaucoma.

L’alta concentrazione di folati aiuta nel controllo dei livelli di omocisteina, i cui livelli alti rappresentano un fattore di rischio nell’insorgenza dell’aterosclerosi. Gli enzimi proteolitici contenuti nel frutto non solo aiutano nella digestione delle proteine favorendo la corretta digestione ma hanno un ruolo fondamentale nel rompere lo stato di fibrina delle proteine delle cellule cancerogene contrastando così i tumori. Anche i numerosi antiossidanti e isotiocianati aiutano a prevenire il cancro eliminando i potenziali cancerogeni dal nostro corpo.

Potete gustare la papaia al naturale per una ricca colazione o una dissetante merenda oppure aggiungerla alle insalate crude per dare quel tocco esotico che non guasta mai.

Provate ad inserirli nella vostra dieta, ma mi raccomando, non provate a volare o a salvare il mondo.

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