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Non si può morire così: la Sicilia dice addio a Nicoleta, il dolore per la ciclista investita

Ieri (21 giugno) se n'è andata a 41 anni Mirela Nicoleta Rusu, una ciclista travolta da un'auto a Pioppo: chi era Nicoleta, atleta amata da tutti. Il cordoglio dell'Isola

Balarm
La redazione
  • 22 giugno 2026

Nicoleta Rusu

Chiunque l'abbia conosciuta anche solo per poco, la ricorda come una donna sempre felice di pedalare per chilometri: ieri (21 giugno) se n'è andata a 41 anni Mirela Nicoleta Rusu, una ciclista travolta da un'auto a Pioppo. Ore prima aveva condiviso il pensiero di Christian Licata presidente dell’Asd Akra Bike Agrigento sui social su quanto le macchine mettessero in pericolo la vita dei ciclisti raccontando del caso della quattordicenne morta in trentino. Poche ore dopo, purtroppo, è accaduta la stessa cosa anche a lei.

«Quando ci passate accanto, spesso sfiorandoci, dovete sapere che noi, non abbiamo carrozzeria, airbag, niente - aveva scritto-. Abbiamo solamente una maglietta e la speranza che stiate guardando la strada. Un messaggio letto al volo, uno sguardo sul cellulare, un secondo. Basta quello per uccidere una persona che si sta allenando. Non è una fatalità. È una scelta».

Secondo la prima ricostruzione, un’auto avrebbe invaso la carreggiata opposta, superando tre veicoli nonostante la linea continua, e avrebbe investito un gruppo di ciclisti. Una fine tragica che ci ricorda quanto che un sorpasso fatto senza pensare alle conseguenze, è letale.

L'Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA parla chiaro e divulga i decessi in tempo reale di uno degli utenti più vulnerabili della strada: nel 2025 si contano in tutta Italia 222 deceduti, mentre nei primi cinque mesi del 2026 sono deceduti 84 ciclisti. Un numero esorbitante che ci evidenzia quanto le strade siano estremamente pericolose.

«Di fronte all'ennesima vittima lungo le nostre strade, desideriamo esprimere la nostra vicinanza al compagno, ai familiari e agli amici - dice a Balarm il portavoce della consulta delle Biciclette Dario Stellino -. Quando non si rispettano le regole del codice della strada, non possiamo piu parlare di incidenti o fatalità. È indispensabile il rispetto delle regole del codice della strada da parte di tutti per la propria e altrui sicurezza. Anche da parte di pedoni e ciclisti, ma anche e soprattutto da chi guida un veicolo che, se utilizzato senza rispettare le regole, diventa un'arma.

Nello stesso tempo è altresi indispensabile che le istituzioni garantiscano infrastrutture stradali sicure ed efficienti: non è tollerabile la situazione di degrado e di mancata manutenzione in cui continua a versare una larga parte di strade, piste ciclabili e marciapiedi della nostra città».

Dopo la notizia, i social sono esplosi. Nicoleta era conosciuta e amata da tutti, chiunque l'avesse vista anche solo per un istante ricorda la sua passione sfegatata per il ciclismo e il suo sorriso dolce: «Vogliamo ricordarti così Nicoleta - scrive Federciclismo Sicilia -. Con il tuo sorriso contagioso e solare, così come contagioso era il tuo amore per la bicicletta. Oggi l’ennesimo omicidio stradale, ancora ad opera di un pirata della strada, ci ha tolto una vita. Tutto questo non è più accettabile, non è più sopportabile.

Alla sua famiglia, al nostro caro Andrea e al presidente della ASD Sport e Nutrition giunga il nostro abbraccio e le nostre più sentite condoglianze».

«Vado in bici da sempre da quando a cinque anni chiesi a mio padre di togliermi le rotelle dalla mia 14’ tanto sapevo guidarla bene senza! - scrive Matteo Giammone -. E ancora oggi pedalo con lo stesso amore e passione per questo strano mezzo a due ruote a propulsione umana.

Ieri mentre mi preparavo per l’uscita domenicale ho avuto uno strano presentimento. Da noi possiamo pedalare solo sulle strade visto che le ciclabili sono inesistenti inadeguate e le poche in programmazione vengono pure osteggiate dalla società civile (civile?).

Lo strano presentimento è toccato per Mirela Nicoletta Rusu giovane biker Italo/rumena che ha trovato la morte sulla discesa di Pioppo. Non voglio manco entrare nel merito dell’incidente e del sorpasso azzardato. Perché nel 2010 all’automobilista che falciò ed uccise 8 ciclisti a Lamezia Terme fu permesso di tornare a guidare l’auto. Con la quale nel 2021 uccise la sua nona vittima. Questo è il nostro paese. Riposa in pace dolce Mirela»

«Rimarrà per sempre il tuo sorriso contagioso…. mai banale ! - scrive Fabrizio Sailis -. Il tuo animo gentile, altruista e generoso sarà difficile da dimenticare».

Si unisce al dolore anche Christian Licata: «Non ho parole. Solo 14 ore fa scrivevo un post in cui parlavo di quanto la distrazione degli automobilisti stia uccidendo i ciclisti sulle nostre strade riferendomi alla tragedia del Trentino della quattordicenne uccisa mentre si allenava sulla sua bici e che, guarda caso, Rusu Nicoleta Mirela aveva condiviso.

Oggi Nicoletta non c'è più. Uccisa proprio così, in strada, mentre andava in bici. Sono confuso, sono allibito. Sto cercando di esternare il mio stato d’animo e non trovo le parole giuste per dire quello che provo. È tutto assurdo, ingiusto, troppo vicino a tutti noi che condividiamo questa disciplina.

A nome mio e di tutta l’Akra Bike Agrigento vanno le condoglianze più sentite alla famiglia di Nicoletta, al caro Andrea al nostro amico Fabrizio Cavaliere. Tengo a ringraziare Nicoletta per aver colorato di rosa il podio nelle gare da noi organizzate. Mi dispiace immensamente. Riposa in pace, Nicoletta Mi stringo al dolore dei familiari e degli amici».

La morte di Mirela Nicoleta Rusu non è soltanto l'ennesima tragedia della strada: per chi pedala, cammina o viaggia su due ruote, un sorpasso azzardato, una distrazione di pochi secondi possono fare la differenza. La sicurezza stradale non può essere affidata alla fortuna, ma richiede rispetto delle regole, attenzione costante e una cultura della convivenza tra tutti in strada.
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