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Ogni figura del mazzo ha un significato: così le carte da gioco siciliane diventano "social"

Scopriamo il progetto di un gruppo di giovani agrigentini che hanno creato sui social un profilo Instagram dedicato alle carte da gioco siciliane, ma non solo

  • 30 marzo 2020

Carte siciliane

Oro, coppe, bastoni e spade: quattro semi diversi per ciascuna delle figure rappresentate nelle nostre quaranta carte da gioco siciliane. il Re, il cavallo (anche detto “u sceccu), la donna e il fante: non tutti sanno che ogni carta ha una storia da raccontare.

A spiegare il significato delle carte sui social sono sei ragazzi siciliani tutti originari di Naro, un piccolo paesino in provincia di Agrigento.

Ad esempio, il due di bastoni simboleggia l’incontro tra due cuori, amore contro ogni problema, superamento di ogni ostacolo insieme al proprio partner, la casa, gli affetti. Questa carta simboleggia anche la dualità: il bene e il male.

Oppure il significato più profondo legato al cavaliere di spade "si combina con il simbolo della forza, della lotta, della voglia di lottare. La spada indica coraggio e lealtà, ma soprattutto perseveranza, si tratta della sfida della conquista della nostra autonomia, per la nostra libertà".

Tutto nasce per caso, quando i sei amici - Calogero Piraino, Matteo Alaimo, Calogero Barbara, Dario Mirabile, Alessandro Vento e Davide Paxia - si trovavano nella piazzetta del paese a chiacchierare con alcuni ragazzi più giovani di loro che al pronunciar parole del dialetto siciliano come ad esempio la "bunaca" (la giacca o giubba), ne sconoscevano totalmente il significato.



Così quei sei amici, tutti coetanei di 24 anni ad eccezione di Matteo di 36, decidono di creare l’account Instagram Sicilianwords per far conoscere non solo il significato che sta dietro ognuna delle 40 carte siciliane, ma anche per diffondere la cultura dei termini siciliani più antichi, quelli che ancora oggi sono tramandati dal sapiente parlare dei nostri nonni.

«Prima di creare questo account, abbiamo svolto un accurato lavoro di studio e ricerca dei simbolismi, attingendo sia da scritti di cartomanzia che da libri sulla tradizione siciliana e qualche volta anche chiedendo ai più anziani del paese - racconta Calogero Piraino, uno dei sei fondatori del progetto.

Tutti noi siamo dei ragazzi legati alla nostra terra. Io per lavoro sono costretto a vivere fuori dalla Sicilia - aggiunge Calogero - e quindi teniamo tanto a questa iniziativa perché crediamo sia molto importante tenere vive le nostre origini, anche attraverso il quotidiano parlare di tutti i giorni, riscoprendo e spiegando a chi è più giovane di noi il significato e il valore di quelle parole che hanno fatto la storia non solo del dialetto siciliano ma soprattutto della nostra terra».

Nella loro missione di riscoperta delle più antiche tradizioni sicule, i ragazzi svelano ai loro seguaci alcune delle espressioni tipiche del dialetto siciliano e meno conosciute. Ad esempio il "chiummazzu" è il cuscino, il "crivu" è il setaccio in legno, oppure la "lumìa" che è il limone. Ci sono poi i vecchi proverbi e modi di dire locali: "come veni si cunta" (come viene si racconta), "calati juncu ca passa la china" (piegati giunco che passa la piena), oppure ancora "u sceccu zoppo si godi la via" (l’asino zoppo si gode la via).

Creato da poco più di un mese e mezzo l’account social dei ragazzi agrigentini è letteralmente esploso online, registrando apprezzamenti e condivisioni virali, per un totale di oltre 1.400 followers solo da febbraio ad oggi.
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