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Oltre la "classica" area marina protetta: un nuovo progetto per Lo Zingaro e Scopello

Il progetto “AMP Zingaro-Scopello” mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e la classe politica affinché venga anche riconosciuta la sua specificità di area "vergine"

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 12 aprile 2021

Riserva dello Zingaro

La bellezza che è di tutti e di cui tutti possiamo fruire rispettandone la salvaguardia.

In questa prospettiva rientra il progetto, appena lanciato, per la costituzione di una innovativa Area Marina Protetta che tuteli Lo Zingaro, meravigliosa riserva terrestre siciliana tra San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo e che punta su due capisaldi: l'economia circolare e la blue economy, che di per sè unisce le aree di sfruttamento e conservazione dell'ambiente marino.

In particolare il progetto "AMP Zingaro-Scopello", lanciato con una campagna di crowdfunding dal Centro Studi ISVAM di Palermo, associazione impegnata nella ricerca e sviluppo dell'agricoltura mediterranea sostenibile, mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e la classe politica affinché venga anche riconosciuta la sua specificità di area "vergine" e classificata come Area marina Protetta inglobando la costa caratterizzata dalla presenza della tonnara di Scopello.



Non tutti sanno, infatti, che Lo Zingaro è una riserva terrestre, sorta per scongiurare la costruzione di una strada e per proteggere la flora presente, senza alcun vincolo normativo; per di più non vi sono specie in via d'estinzione da tutelare.

Guarda il video in 4k con il drone.

Tenendo conto di tutte queste considerazioni, Massimo Mirabella, presidente del Centro Studi ISVAM, facendo tesoro dell'esprienza pregressa maturata al ministrero dell’Ambiente (in qualità di addetto stampa), ha stilato questo progetto innovativo, già messo in campo in altre realtà europee con le singole particolarità.

Qui in Italia questo sarebbe il primo esempio di AMP con insieme diversi principi che conducono, tutti, alla blue economy.

Il progetto di questa innovativa Area Marina Protetta punta ad andare oltre quanto viene dal legislatore comunemente definito in termini di istituzione dell’AMP Zingaro-Scopello e permetterà sia la tutela ambientale che la fruizione da parte di turisti attenti all'ambiente e operatori economici della zona.

«Oggi - ci ha detto Massimo Mirabella - non avrebbe senso istituire una'area protetta come quella di Ustica ad esempio. Nel caso dello Zingaro, infatti, non essendoci alcune specie a rischio non sarebbe produttivo, a nessun livello, chiudere quest'area impedendo l'ingresso secondo le normative vigenti (nello specifico con la classificazione delle zone A, B e C).

Il nostro progetto punta, semmai, ad una precipua sensibilizzazione tanto dei fruitori, turisti e locali, quanto dei piccoli pescatori costieri che, in fin dei conti, sono i principali custodi di queste aree».

Entrando nel merito del progetto, composto da tanti punti che verranno sviluppati in diversi mesi di lavoro, di certo il ruolo dei piccoli pescatori e di altri sistemi all'avanguardia, come quello delle boe intelligenti, sono punti di forza per la realizzazione di un'economia circolare.

«Il nostro intento è quello di far capire a tutti i fruitori che il rispetto di un'area come questa è nell'interesse di tutti: chi la vive come una vacanza e chi ci lavora.

In questo senso abbiamo pensato alle cosidette premialità per i piccoli pescatori che, ad esempio, smaltiranno le plastiche tirate su dalle reti o metteranno in pratica forme di pesca tardizionale e misurata come la pesca del polpo che origina dai Fenici.

Le boe intelligenti, poi, con un sistema di prenotazione del posto barca con pagamento per la durata di permanenza, farà si che la flora marina venga preservata da tante, indiscriminate, àncore gettate in mare e il ricavato del pagamento della sosta sarà messo a disposizione delle attività lagate all'AMP.

Sono tutti sitemi che singolarmente sono già messi a servizio in altre Aree Marine Protette, il nostro progetto è innovativo perchè li unisce, per la prima volta, tutti insieme e per la prima volta anche a livello nazionale».

Il programma prevede oltre un anno intero di attività, andando dai primi giorni dell'autunno del 2020 a fine autunno 2021, con servizi di volontariato che includono tante attività per le quali viene chiesto un contributo da parte dei privati (qui tutti i punti consultabili).

Con l'arrivo dell'estate verrà poi lanciato il bollino “Pescato dello Zingaro”, altro tassello del progetto, che permetterà agli acquirenti di acquistare il prodotto pescato in quel tratto di mare, frutto di un lavoro responsabile di piccola pesca.

Riserva terrestre ed area marina protetta si potranno, infatti, integrare dando la possibilità a piccoli produttori agricoli e ai pescatori costieri di avvantaggiarsi produttivamente e commercialmente di questa grande risorsa.

In questo senso presto verranno avviate delle interlocuzioni con i piccoli pescatori, così da individuare da entrambe le parti, le dianmiche più opportune.

Queso progetto è portato avanti dall'Associazione ISVAM - associazione senza scopo di lucro con sede a Palermo impegnata per lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile e nella diffusione delle best pratices della piccola pesca costiera sostenibile a tutela del mare, delle tradizioni e dell'ambiente mediterraneo.

Partner operativo, tecnico e scientifico per le questioni cartografiche del progetto "Lo Zingaro-Scopello" è la Società Geografica Siciliana (SGS).
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