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Ossessioni, ritratti e racconti: oltre 180 scatti di Ferdinando Scianna alla Gam di Palermo

"Viaggio, racconto, memoria" racconta la carriera del maestro della fotografia internazionale: gli anni Sessanta, gli scatti di moda i volti del mondo secondo Scianna

Sofia Li Pira
Contemporary Art Lover
  • 21 febbraio 2019

"New York, 1985" di Ferdinando Scianna (part.)

"Un’antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose". Con queste parole, dello scrittore Giorgio Manganelli, Ferdinando Scianna commenta con la solita spiccata autoironia, la sua ultima mostra alla Galleria d’Arte Moderna di piazza Sant'Anna a Palermo dal 21 febbraio al 28 luglio (dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 18.30, qui maggiori informazioni).

"Viaggio Racconto Memoria" è infatti una vera e propria antologica che passa in rassegna l’intera carriera di uno dei più grandi maestri della fotografia non soltanto italiana: oltre 180 fotografie in bianco e nero organizzate in un articolato percorso narrativo che si sviluppa come la pellicola di un appassionante film.

Dalle prime foto scattate negli anni Sessanta nella sua Bagheria, alle Ande boliviane, dalle feste religiose ai reportage, fino all’esperienza nel mondo della moda iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa, la mostra curata da Denis Curti, e Paola Bergna insieme all’art director Alberto Bianda, racconta l’orizzonte visivo dell’artista lungo più di cinquant’anni.

Ci sono tutte le ossessioni tematiche di Scianna, accompagnate dai testi con cui lo stesso fotografo le commenta, raccontando storie e aneddoti che rendono ancora più vivo il racconto per immagini, gli animali a cui si legano i ricordi d’infanzia, di un paese nel difficile mondo del dopoguerra, i bambini, dei quali spesso abbiamo un’idea generale troppo astratta e non corrispondente al vero. la luce, materia prima del fotografo che determina il modo in cui egli osserva e interpreta il mondo.

E poi i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura. Lo scrittore Leonardo Sciascia, con il quale nasce prima un'amicizia e poi una duratura collaborazione, a partire dal primo lavoro, il libro "Feste religiose in Sicilia" prefazione e testi del grande scrittore, che fa conquistare il Premio Nadar a Scianna e lo proietta nell'olimpo dei grandi fotografi.

Il maestro Henri Cartier-Bresson, l’invisibile cacciatore dell’attimo fuggente che lo inviterà a essere membro della Magnum Photos, primo fotografo italiano ad entrare nella prestigiosa agenzia internazionale, nel 1982.

"Un ritorno a casa del quale sono profondamente grato - è per Ferdinando Scianna questa mostra - Molte fotografie tra quelle esposte sono state fatte per partire dalla Sicilia; essere siciliani e andare via è stato per tanto tempo un sinonimo, e lo è stato anche per me", conclude il fotografo, svelando quel sentimento forte di appartenenza di chi è nato sull’Isola, e pur riuscendo a mantenere salde le radici, riesce a muoversi liberamente nello scibile umano.

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