Palermo dice addio a Maria Trizzino: "braccio destro" di Piersanti Mattarella
Capo di gabinetto del presidente della Regione, ucciso dalla mafia nel 1980. A lei confidò: "Se mi dovesse succedere qualcosa si ricordi di questo mio viaggio a Roma"
Maria Trizzino
A lei Piersanti Mattarella, al suo ritorno da un incontro con l'allora ministro dell'Interno Rognoni confidò: «Se mi dovesse succedere qualcosa, si ricordi di questo mio viaggio a Roma». Fu lei a raccogliere le confidenze dell'allora presidente della Regione Siciliana, ucciso dalla mafia poche settimane dopo. Palermo dice addio a Maria Trizzino, ex capo di gabinetto di Piersanti Mattarella e storica dirigente della Regione.
Nata e cresciuta a Palermo, negli anni Settanta fu la prima donna siciliana a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto di un presidente della Regione. Fu il "braccio operativo" di Mattarella, che al suo fianco portò avanti una stagione di riforme importanti, dall'urbanistica agli appalti. Tanto che poche settimane prima di essere ucciso, Mattarella le confidò che se gli fosse successo qualcosa, "la causa sarebbe stata da ricercare in quel colloquio", avuto a Roma con l'allora ministro dell'Interno Virginio Rognoni.
Dopo il tragico omicidio di Piersanti Mattarella, Maria Trizzino depose nei processi per gli omicidi politici e sul delitto di via Libertà. Continuò a varcare ogni mattina i cancelli di Palazzo d’Orleans col fine di servire, con rigore e dignità, le istituzioni e per alcune settimane fu lei a gestire gli uffici della Presidenza.
Negli anni successivi aveva diretto gli assessorati regionali al Turismo, al Bilancio e l'ex Fondo Pensioni. Era andata in pensione negli anni Novanta.
A ricordarla il nipote Giorgio Trizzino, fondatore della Samot ed ex deputato eletto con M5s. «Non è facile descrivere una persona di così grande spessore, che anche nei momenti più bui e difficili ha portato avanti il suo lavoro con grande garbo e determinazione. Una dedizione al lavoro e al senso del dovere che l'hanno contraddistinta. Un grande onore avere una zia così».
«Per me è stata un importante punto di riferimento nelle grandi decisioni della mia vita - racconta Trizzino -. Una figura a cui mi sono ispirato. Più volte abbiamo parlato di quanto accaduto prima e dopo quel 6 gennaio 1980 ma sempre con grande riservatezza e garbo. Raccontava di quanto fosse stato impegnativo portare avanti il suo lavoro nei giorni successivi all'uccisione di Piersanti Mattarella, mentre sentiva forte il vuoto e l'assenza».
I funerali si svolgono domani, giovedì 15 gennaio, alle ore 12.00 presso la chiesa di Sant'Orsola, a Palermo.
Nata e cresciuta a Palermo, negli anni Settanta fu la prima donna siciliana a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto di un presidente della Regione. Fu il "braccio operativo" di Mattarella, che al suo fianco portò avanti una stagione di riforme importanti, dall'urbanistica agli appalti. Tanto che poche settimane prima di essere ucciso, Mattarella le confidò che se gli fosse successo qualcosa, "la causa sarebbe stata da ricercare in quel colloquio", avuto a Roma con l'allora ministro dell'Interno Virginio Rognoni.
Dopo il tragico omicidio di Piersanti Mattarella, Maria Trizzino depose nei processi per gli omicidi politici e sul delitto di via Libertà. Continuò a varcare ogni mattina i cancelli di Palazzo d’Orleans col fine di servire, con rigore e dignità, le istituzioni e per alcune settimane fu lei a gestire gli uffici della Presidenza.
Negli anni successivi aveva diretto gli assessorati regionali al Turismo, al Bilancio e l'ex Fondo Pensioni. Era andata in pensione negli anni Novanta.
A ricordarla il nipote Giorgio Trizzino, fondatore della Samot ed ex deputato eletto con M5s. «Non è facile descrivere una persona di così grande spessore, che anche nei momenti più bui e difficili ha portato avanti il suo lavoro con grande garbo e determinazione. Una dedizione al lavoro e al senso del dovere che l'hanno contraddistinta. Un grande onore avere una zia così».
«Per me è stata un importante punto di riferimento nelle grandi decisioni della mia vita - racconta Trizzino -. Una figura a cui mi sono ispirato. Più volte abbiamo parlato di quanto accaduto prima e dopo quel 6 gennaio 1980 ma sempre con grande riservatezza e garbo. Raccontava di quanto fosse stato impegnativo portare avanti il suo lavoro nei giorni successivi all'uccisione di Piersanti Mattarella, mentre sentiva forte il vuoto e l'assenza».
I funerali si svolgono domani, giovedì 15 gennaio, alle ore 12.00 presso la chiesa di Sant'Orsola, a Palermo.
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