Palermo è la prima meta in Italia dei nomadi digitali: la classifica e perché la scelgono
Secondo l’Executive Nomad Index, che raccoglie le mete più ricercate per chi lavora da remoto, il capoluogo siciliano è la città italiana preferita del South Working
Una veduta di Palermo dall'alto
Una classifica dell’Executive Nomad Index, la società di servizi immobiliari Savills che raccoglie le mete più desiderate per chi lavora da remoto. Un elenco dove la top five mondiale è composta da luoghi in cui la velocità di connessione internet, la qualità della vita, il clima, i collegamenti aerei e gli affitti hanno tutti parametri molto alti. Stiamo parlando di nomi rinomati e conosciuti dai più come luoghi dove vivere è meraviglioso, dotati di tutte le comodità e accessibili come Dubai, Abu Dhabi, Malaga, Miami e Lisbona.
Solo qualche posizione più in basso, al venticinquesimo posto, si trova Palermo, che ottiene la medaglia d'oro italiana per chi decide di trasferirsi nel Belpaese. Per lavorare immersi nelle bellezze del patrimonio storico della città, inebriati dal profumo delle arancine, arrivano da tutta Europa grafici, social media manager, informatici da Stati Uniti, Canada, ma anche da India, Afghanistan, Mali e Israele. Di solito il tempo di permanenza varia da un mese o un anno, ma succede sempre più spesso che desiderino di non cambiare più, mettendo radici in terra sicula.
Mare e street food sono un incentivo niente male ma non si tratta di cedere ai soliti "stereotipi" sulla nostra terra che da soli non sarebbero sufficienti a garantire questo risultato. Un ruolo fondamentale l'hanno giocato gli ultimi investimenti del Comune di Palermo in innovazione, digitalizzazione e spazi adatti: oltre dieci milioni di euro del Pnrr sono andati proprio al digitale, mentre è in progetto la costruzione di una grande struttura di coworking attrezzata, con diverse postazioni, che dovrebbe essere pubblica e gratuita. A questo si aggiungono anche le misure volute dalla Regione per incentivare il ripopolamento dell'Isola: rimborso del 50% dell'Irpef per chi sceglie di trasferire il domicilio fiscale dall'estero, che arriva fino al 60% se ci si installa nelle aree interne.
La città è in fermento e si sta preparando ad accogliere in modo sempre più efficiente i nomadi digitali assicurando l'accesso gratuito ad alcune strutture pubbliche per fare sport, visite culturali gratis e persino nuovi coworking creati sfruttando gli spazi che offrono le chiese dismesse. E questo primo posto è una importante cartina al tornasole.
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