Panchine e arredi "bio" dopo il ciclone Harry: un progetto per la spiaggia dell'Arenella
Architetti, associazioni e residenti hanno elaborato un progetto per il restyling del lungomare nella borgata palermitana, danneggiato dal maltempo. Ecco cosa prevede
Il progetto di restyling del lungomare dell'Arenella
L’Arenella vuole cambiare volto e c’è un nuovo progetto in cantiere che intende rispondere alle esigenze dei residenti, puntando con decisione sul dialogo tra gli addetti ai lavori e le persone che vivono quotidianamente il quartiere.
Questo progetto prevede l’ideazione di mattoni realizzati con biomateriali che saranno collocati nella zona della spiaggia dell’Arenella, nell’area che costeggia via della Leva. La zona, fortemente colpita dai danni del ciclone Harry, ha subito importanti modifiche “forzate”, a cui sono seguiti gli interventi realizzati dagli addetti ai lavori in sinergia coi residenti, che hanno cercato di riqualificare l’area. Con questo progetto si vuole ora dare un nuovo punto di svolta alla spiaggia, lasciandosi alle spalle quanto accaduto e guardando a ciò che verrà.
Strettamente legato a ciò, si è concluso da poco a Palermo il workshop di formazione “From Circular Thinking to Construction: Prototyping with Bio-Based Materials”, un’esperienza che ha portato nel cuore della città un confronto concreto tra teoria, sperimentazione e territorio.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto europeo “CID – Circular Design for Bio-based Innovation towards Climate-Neutral Cities”, co-finanziato dal programma Erasmus+ 2021-2027, ha visto la collaborazione del social designer Zeno Franchini, dell’architetta Elena Catalano, dell’associazione Arces, dell’Ordine degli Architetti di Palermo (patrocinanti del corso), Guglielmino Cooperative (fornitrice dei materiali locali), insieme a ospiti locali e internazionali provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della ricerca.
Un percorso che ha unito competenze diverse attorno a un obiettivo comune: ripensare il modo di progettare e costruire attraverso i principi dell’economia circolare, utilizzando in particolare un materiale antico ma allo stesso tempo innovativo, la calce-canapa. Il lavoro si è svolto in perfetta sinergia con gli abitanti del quartiere, con l’associazione Laboratorio di quartiere Arenella a fare da ponte tra professionisti e residenti.
L’associazione, inoltre, ha ricevuto in dono i materiali progettati durante il workshop, che potranno essere impiegati lungo il lungomare dell’Arenella. Flavio La Bruna, presidente dell'associazione, ha spiegato: «Questo workshop ha sicuramente posto delle basi importanti per la rigenerazione urbana del quartiere. Attraverso l’utilizzo di arredo urbano realizzato con biomateriali, molti dei quali provenienti da aziende siciliane, vogliamo lanciare un messaggio forte. La nostra borgata, profondamente segnata dalla speculazione edilizia sin dai tempi del Sacco di Palermo, vuole guardare a un futuro diverso, affidandosi anche al contributo di specialisti locali e internazionali, in piena sinergia con chi vive quotidianamente questi luoghi».
«Vogliamo – aggiunge La Bruna – attraverso questi mattoni costruire una sorta di mobilio urbano che lasci spazio anche alla fantasia delle persone che lo utilizzeranno. Alcuni di questi elementi saranno assemblati creando strutture predefinite, mentre altri verranno lasciati liberi, in modo che chiunque possa disporli come preferisce e farne gli utilizzi più disparati: da semplici panchine a pali per improvvisare una partita di calcio».
Terminato il workshop, è adesso il momento di avviare l’iter burocratico necessario per rendere possibile il progetto. In tal senso, La Bruna ha precisato: «Per quanto riguarda i tempi concreti di realizzazione, adesso che il workshop è concluso e abbiamo ben chiaro il materiale che intendiamo utilizzare, potremo iniziare a interloquire con l’amministrazione per richiedere tutte le autorizzazioni necessarie e dare al quartiere, quanto prima, questo nuovo valore aggiunto».
Questo progetto prevede l’ideazione di mattoni realizzati con biomateriali che saranno collocati nella zona della spiaggia dell’Arenella, nell’area che costeggia via della Leva. La zona, fortemente colpita dai danni del ciclone Harry, ha subito importanti modifiche “forzate”, a cui sono seguiti gli interventi realizzati dagli addetti ai lavori in sinergia coi residenti, che hanno cercato di riqualificare l’area. Con questo progetto si vuole ora dare un nuovo punto di svolta alla spiaggia, lasciandosi alle spalle quanto accaduto e guardando a ciò che verrà.
Strettamente legato a ciò, si è concluso da poco a Palermo il workshop di formazione “From Circular Thinking to Construction: Prototyping with Bio-Based Materials”, un’esperienza che ha portato nel cuore della città un confronto concreto tra teoria, sperimentazione e territorio.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto europeo “CID – Circular Design for Bio-based Innovation towards Climate-Neutral Cities”, co-finanziato dal programma Erasmus+ 2021-2027, ha visto la collaborazione del social designer Zeno Franchini, dell’architetta Elena Catalano, dell’associazione Arces, dell’Ordine degli Architetti di Palermo (patrocinanti del corso), Guglielmino Cooperative (fornitrice dei materiali locali), insieme a ospiti locali e internazionali provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della ricerca.
Un percorso che ha unito competenze diverse attorno a un obiettivo comune: ripensare il modo di progettare e costruire attraverso i principi dell’economia circolare, utilizzando in particolare un materiale antico ma allo stesso tempo innovativo, la calce-canapa. Il lavoro si è svolto in perfetta sinergia con gli abitanti del quartiere, con l’associazione Laboratorio di quartiere Arenella a fare da ponte tra professionisti e residenti.
L’associazione, inoltre, ha ricevuto in dono i materiali progettati durante il workshop, che potranno essere impiegati lungo il lungomare dell’Arenella. Flavio La Bruna, presidente dell'associazione, ha spiegato: «Questo workshop ha sicuramente posto delle basi importanti per la rigenerazione urbana del quartiere. Attraverso l’utilizzo di arredo urbano realizzato con biomateriali, molti dei quali provenienti da aziende siciliane, vogliamo lanciare un messaggio forte. La nostra borgata, profondamente segnata dalla speculazione edilizia sin dai tempi del Sacco di Palermo, vuole guardare a un futuro diverso, affidandosi anche al contributo di specialisti locali e internazionali, in piena sinergia con chi vive quotidianamente questi luoghi».
«Vogliamo – aggiunge La Bruna – attraverso questi mattoni costruire una sorta di mobilio urbano che lasci spazio anche alla fantasia delle persone che lo utilizzeranno. Alcuni di questi elementi saranno assemblati creando strutture predefinite, mentre altri verranno lasciati liberi, in modo che chiunque possa disporli come preferisce e farne gli utilizzi più disparati: da semplici panchine a pali per improvvisare una partita di calcio».
Terminato il workshop, è adesso il momento di avviare l’iter burocratico necessario per rendere possibile il progetto. In tal senso, La Bruna ha precisato: «Per quanto riguarda i tempi concreti di realizzazione, adesso che il workshop è concluso e abbiamo ben chiaro il materiale che intendiamo utilizzare, potremo iniziare a interloquire con l’amministrazione per richiedere tutte le autorizzazioni necessarie e dare al quartiere, quanto prima, questo nuovo valore aggiunto».
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