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Parco giochi, aree relax e per il pic nic: Caltanissetta rinasce grazie ai suoi quartieri

Dal 2018 il comitato di quartiere "San Francesco-Stazzone" e il suo presidente, Marcello Bellomo, promuove iniziative per migliorare la qualità di vita degli abitanti

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 17 giugno 2021

Marcello Bonomo, presidente del comitato di quartiere San Francesco a Caltanissetta

Negli ultimi mesi a Caltanissetta si sta assistendo ad una lenta ma importante trasformazione, piccoli cambiamenti che partono proprio dal territorio, come nel caso di via Cassetti trasformata in Vicolo Fiorito.

Un altro grande esempio di trasformazione è quello relativo al Quartiere San Francesco.

Rosa Balistreri, alla fine degli anni ‘50, cantava “Caltanissetta fa quattru quarteri”. E ancora oggi, infatti, i nisseni sono soliti identificare le zone della città col nome dei quartieri, tra questi uno dei più antichi è quello di San Francesco, che si sviluppa sul margine ovest della città.

Il quartiere San Francesco prende il nome dall’omonimo convento dedicato al santo di Assisi, complesso inserito nella gradinata Duca degli Abruzzi, comunemente conosciuta come Scalinata San Francesco. Il simbolo identificativo del quartiere San Francesco è l’antica fontana detta del “Canolello”, comunemente conosciuta come “Abbeveratoio San Francesco”.



Nel quartiere, inoltre, sorge anche il Santuario del Signore della Città, nato come chiesa dedicata a San Nicola di Bari e dal XVIII secolo ospita il Cristo Nero, crocifisso ligneo co-patrono, assieme a San Michele Arcangelo di Caltanissetta.

Il 4 ottobre 2018, in occasione della ricorrenza di Commemorazione del Patrono d’Italia “San Francesco d’Assisi”, è nato il Comitato di Quartiere “San Francesco/Stazzone”, con lo scopo di promuovere e migliorare la qualità della vita degli abitanti della zona.

Il presidente del comitato è Marcello Bellomo, da molti anni attivo a Caltanissetta per lo sviluppo di una cittadinanza attiva e solidale e uno dei sostenitori di “Italia che cambia” e anche di “Sicilia che cambia”.

«Sono molto legato al mio quartiere e sin dalla fondazione del Comitato il mio obiettivo è stato quello di promuovere qualsiasi iniziativa necessaria a rigenerare il quartiere», spiega Bellomo.

«La mia idea - aggiunge - è quella di promuovere attività socio-culturali e ricreative, attraverso campagne che mirino a sensibilizzare non soltanto gli abitanti stessi del quartiere, ma anche l’opinione pubblica e di tutti gli organi istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta per garantirne la tutela dei diritti degli abitanti di San Francesco!».

Il comitato di quartiere “San Francesco-Stazzone”, dunque, desidera promuovere una cittadinanza attiva a partire dall’impegno per la vivibilità del proprio rione.

«San Francì» – continua Bellomo – «come lo chiamiamo affettuosamente noi nisseni, è uno dei pochi quartieri dove i bambini ancora oggi giocano per strada. La mia idea è quella di realizzare un parco giochi per i bambini, ma anche delle aree relax, dove adolescenti e adulti possano rilassarsi leggendo un libro. Sarebbe bello anche poter realizzare delle aree per pic-nic per le famiglie.».

Lo scopo di Marcello e del comitato è principalmente quello di far crescere il senso di comunità, partendo dalla rigenerazione umana fino ad arrivare alla rigenerazione urbana.

«Non è stato facile, ma piano piano siamo riusciti a sensibilizzare gli abitanti del quartiere a partire dalle cose più semplici e scontate, come ad esempio la raccolta differenziata.

Ricordo ancora alcuni angoli pieni di spazzatura, ho chiamato un paio di volte la Dusty per aiutarmi a sgombrare tutto, ma poi ho capito che era necessario educare le persone per una migliore qualità di vita dell’intero quartiere. Stiamo recuperando così anche il senso di appartenenza».

Infatti, negli ultimi anni il quartiere era caratterizzato dall’erba alta, mai tagliata, abbandono e degrado avevano la meglio, per non parlare della sporcizia e della spazzatura. Addirittura, vi era anche uno "sfasciacarrozze" nell’ampio parcheggio del quartiere.

«Abbiamo subìto tutto questo per anni, in silenzio, la gente non viveva più il quartiere, non vi erano più i bambini per strada. Non potevo stare ancora fermo, era necessario reagire e agire per il bene comune».

Il quartiere ha il potenziale di essere ricco di storia, ma non solo vi è anche un belvedere che si affaccia sul Castello di Pietrarossa e sull’antica chiesa di Santa Maria degli Angeli, vi è anche uno stabile che un tempo era un pastificio, oggi purtroppo abbandonato, ma che potrebbe diventare uno spazio da adibire a museo, show-cooking o per altre attività ludico-ricreative.

Marcello, inoltre, spiega «davanti al pastificio della famiglia Granata vi era anche un mulino, ci sono ancora le tracce della ruota e mi piacerebbe tanto riprodurla in legno o con l’utilizzo di altri materiali e far si che quel pezzo di storia non venga dimenticato».

Adesso il quartiere sta vivendo un certo fermento, i bambini sono tornati in strada e i vicoli stanno fiorendo nel vero senso della parola.

Marcello, infatti, sta invogliando gli abitanti ad abbellire le viuzze in cui abitano con dei fiori, ma non solo, adesso ciascuno si prende cura del proprio spazio anche dal punto di vista igienico. Si sta sviluppando il senso e l’importanza delle relazioni, dell’inclusione, della socialità e della creatività.

«Stiamo cercando di coltivare relazioni, non soltanto tra gli abitanti del quartiere e dell’intera città, che spesso vengono a trovarci portando con sé dei fiori o degli alberelli per abbellire il quartiere, ma anche con personalità di spicco di altre città siciliane come ad esempio Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte, con il quale ho condiviso i miei pensieri e le mie idee per una buona e sana rigenerazione del quartiere».

A proposito di relazioni, Marcello Bellomo cita anche la Farm Cultural Park di Andrea Bartoli a Favara: «conosco Andrea, mi sono confrontato con lui e gli ho anche chiesto dei consigli. Quello che accomuna me e Bartoli è la voglia di ripartire dal territorio di appartenenza».

Sono tante le idee e i progetti pensati da Marcello e dal comitato. Tra questi, il primo intervento Site Specific ad opera dell’artista Michele Lombardo.

Il progetto, “Flowers attack”, (per il quale si attende l'autorizzazione) verrà eseguito a breve e fa parte di una serie di opere dell’artista nisseno realizzate con tecniche miste – installazioni luminose, pitture murali e fotografia.

L’opera, avrà lo scopo di diffondere, attraverso i segnali dell’arte contemporanea, quella bellezza che si sta già evolvendo nel quartiere San Francesco. Il luogo scelto per la realizzazione dell’opera è il fabbricato posto sulla piazza antistante il parcheggio, che verrà ceduto al comitato di quartiere.
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