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Per Bompietro è un "malocarattere" ma aveva solo bisogno di amore: la storia di Fanino

Il caso vuole che la strada di Fanino, abbandonato da tutti, qualche anno fa si incontri con quella di Lorella, persona dalla grande sensibilità originaria di Bompietro ma che vive a Palermo

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 8 novembre 2021

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Fanino (foto di Lorella Aiosa)

È una storia di grande solidarietà quella che sto per raccontare, quella disinteressata e nata per puro caso, quella fatta spontaneamente e davvero col cuore che ha permesso di mettere in sicurezza la casa - e la vita - di un 76enne solo di Bompietro, paese dell'entroterra siculo sulle Madonie. Questa storia, a molti piace definirla l'operazione "Forza Palermo", e tra poco vi spiegherò anche il perché.

Ma andiamo per gradi, Fanino è un personaggio molto particolare, grande amante ed appassionato di natura, negli anni ha sviluppato tante teorie, ha tante conoscenze e da giovane sapeva fare di tutto. Adesso a 76 anni, vive solo, ha le cataratte e diversi problemi fisici, vive in una casetta di campagna in condizioni pessime, con il tetto sfondato, la cucina lo scorso luglio è andata a fuoco per un incidente domestico ed è completamente nera e inagibile, inoltre è un accumulatore seriale, quella casa è praticamente invivibile, in paese non è voluto bene da tutti proprio per le sue convinzioni e teorie.



Ma il caso vuole che qualche anno fa la sua strada si incontri con quella di Lorella Aiosa, persona dalla grande sensibilità che ha sempre intrapreso percorsi di volontariato e di cittadinanza attiva. Lorella è originaria di Bompietro ma viva a Palermo, quando va al suo paese d'origine le piace andare in giro per le viuzze del paese a fotografare scorci e volti. Questa estate Fanino le racconta quanto accaduto, dell'incendio in cucina, e così porta Lorella a casa sua.

Quando Lorella capisce che la situazione in cui vive Fanino è davvero al limite, tra pioggia e neve che cadono dentro casa, sporcizia, animali, e troppa troppa roba dentro, capisce che deve fare qualcosa non può abbandonare Fanino al suo destino, come invece pare che abbia fatto Bompietro.

«Fanino ha dei parenti e un fratello in Germania, - racconta Lorella - ma qui è solo, nessuno si prendeva cura di lui e nessuno se ne occupava, ha un carattere particolare ma non è aiutato. Da giovane era un gran lavoratore, ha lavorato come saldatore, ha costruito strade, sa fare tutto, ha anche una pensione, ma non è riuscito a dare una struttura alla sua vita. La sua casa è come se fosse abbandonata da 40anni. A luglio si è incendiata la cucina, a quel punto ho deciso di intervenire, la casa era tutta nera fuliggine, ha rischiato di morire intossicato».

Così decide che la prima cosa che deve fare è sistemare il tetto e lancia una raccolta fondi tra i suoi contatti, che rispondono benissimo. Poi parla di questa situazione con Sergio Gargano, medico di Palermo, ma anche scout e attivista con l'associazione AgisciPalermo che opera su Palermo ma anche in diversi villaggi Africani. Allargano la racconta fondi anche ai sostenitori di Agisci Palermo e arrivano ad una prima somma significativa di cinquemila euro che gli permette di attivare i primi interventi strutturali alla casa. Così un'impresa sistema la parte edilizia e un manipoli di Scout la branca RS del Palermo 1 va a Bompietro a ripulire la casa.

«Abbiamo sistemato il tetto e messo in sicurezza una stanza che era sfondata, - continua Lorella - grazie ai ragazzi scout abbiamo tolto tutti gli sfabricidi che c'erano dentro e abbiamo preso uno scarrabile. Adesso sistemiamo l'altra stanza dove lui dorme, vogliamo che Fanino viva serenamente questa sistemazione, quindi ci muoviamo con delicatezza. Non abbiamo ancora finito, la prossima volta che andiamo dobbiamo sistemare il piano di sotto dove c'è la cucina e bagno, lo scaldabagno è in disuso da anni, penso si lavi a pezzi. Ci stiamo occupando di attivare i servizi sociali, io oggi l'ho accompagnato a fare una visita medica. Ho una grande stima di Fanino, è una persona di sani principi».

«La prima volta che sono stato a casa di Fanino - racconta Sergio Gargano - ho capito che la situazione era peggiore di quella che mi aspettavo, c'erano animali, topi, uccelli, gatti in mezzo. Abbiamo capito che dovevamo fare in fretta, prima dell'inverno, almeno per il tetto e abbiamo avviato subito la raccolta fondi. Adesso devo dire che siamo più sereni, si è creata una bella cordata di solidarietà, è seguito anche dal Sindaco e gli assistenti sociali, una casa di riposo che gli porta i pasti. Lui è una persona dolcissima, è una mente, aveva tanta voglia di parlare con i ragazzi che lo hanno ascoltato con molto interesse».

L'associazione si chiama Agisci Palermo, il gruppo scout Palermo 1, e casualità anche Fanino di cognome fa Palermo, da qui è nata l'operazione "forza Palermo!", anche se così mancherebbe un pezzo fondamentale che è Lorella Aiosa. Potrebbe chiamarsi operazione "Palermo A iosa!".

Per chi volesse donare per sistemare la casa di Fanino può farlo donando a: AgisciPalermo - Iban IT44N0760104600001005176860 - Causale: Progetto Fanino 21.o
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