Per chi si confonde: in arrivo l'ora legale, quando spostare le lancette in avanti
Succede ogni anno, ma c'è chi ancora non ha ben chiaro come funziona: torna il cambio d'ora, ecco quando scatta e quando finisce. I dettagli nell'articolo
Ora legale
Succede ogni anno, ma ancora c'è chi può confondersi: nel 2026 l'ora legale ci "ruba" un'ora di sonno e torna nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026, quindi occorrerà spostare le lancette un'ora avanti.
Le 2.00 diventeranno le 3.00 e la notte si accorcerà di colpo. Non c’è nessuna nuova direttiva europea, né un cambio delle regole storiche, ma il meccanismo resta quello fissato dalla direttiva Ue 2000/84: l’ora legale scatta sempre l’ultima domenica di marzo. Questo momento varia di anno in anno e non avviene in una data fissa. Dipende tutto da ogni paese che decide in totale autonomia quando effettuare il cambio.
L'ora legale resterà in vigore fino all'ultimo weekend di ottobre: poi si tornerà all'ora solare nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026.
La percezione di un arrivo anticipato è dovuta al ciclo del calendario gregoriano e quest’anno la domenica cade presto, accorciando di fatto il periodo di ora solare rispetto al biennio precedente. Ci sveglieremo prima, ma guadagneremo da subito sessanta minuti di luce naturale in più alla sera.
Nonostante si sia aperto un dibattito sull'abolizione o meno dell'ora legale, non si è mai arrivati ad un risultato concreto dal momento che tra i vari Paesi non è stato raggiunto un accordo. Spostare le lancette in avanti significa ritardare l’accensione delle lampadine, sfruttando al massimo l’illuminazione del sole.
I dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, parlano chiaro: nel 2025, durante i sette mesi di ora legale, l’Italia ha risparmiato circa 90 milioni di euro grazie ai minori consumi elettrici. 310 milioni di kWh risparmiati, equivalenti al fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie.
Non si tratta solo di bollette più leggere, ma di un taglio all’inquinamento. Ovviamente l'impatto sulla salute non è da meno perché il nostro corpo non risponde agli interruttori come la rete elettrica, quindi ci si deve adattare e l’orologio biologico può risentirne, soprattutto perché regolato dall’alternanza luce-buio. Perdi un’ora di sonno, ma soprattutto sposti in avanti il momento in cui la melatonina entra in circolo.
Anche il cuore ne risente. Alcune ricerche americane hanno evidenziato un lieve picco nel rischio di infarti e ictus nel lunedì successivo al cambio dell’ora, dovuto allo stress acuto della privazione di sonno sommato alla ripresa lavorativa. Ma al nostro cervello bastano circa tre giorni per risincronizzare i cicli ormonali con il nuovo orario sociale.
Ma come nasce l'ora legale?
Si tratta di una convenzione ipotizzata per primo dal presidente degli Usa, Benjamin Franklin, nel 1784, quando propose di spostare le lancette in estate per risparmiare sull’uso delle candele. Ma è soltanto durante la Prima Guerra Mondiale che la camera dei Comuni di Londra decise di adottare il British Summer Time. Altri Paesi, tra cui l’Italia, seguirono l’esempio del Regno Unito consentendo enormi risparmi di energia elettrica.
In Italia l’ora legale venne poi riadottata durante la seconda guerra Mondiale per poi essere abolita. Venne di nuovo adottata nel 1966 e da allora è sempre rimasta. L'ora legale è la convenzione di spostare avanti di un'ora le lancette degli orologi di un Paese per sfruttare meglio l'irradiazione del sole durante il periodo estivo.
Di contro, il termine ora solare si riferisce all'orario statale usato durante il periodo invernale, quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale».
Le 2.00 diventeranno le 3.00 e la notte si accorcerà di colpo. Non c’è nessuna nuova direttiva europea, né un cambio delle regole storiche, ma il meccanismo resta quello fissato dalla direttiva Ue 2000/84: l’ora legale scatta sempre l’ultima domenica di marzo. Questo momento varia di anno in anno e non avviene in una data fissa. Dipende tutto da ogni paese che decide in totale autonomia quando effettuare il cambio.
L'ora legale resterà in vigore fino all'ultimo weekend di ottobre: poi si tornerà all'ora solare nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026.
La percezione di un arrivo anticipato è dovuta al ciclo del calendario gregoriano e quest’anno la domenica cade presto, accorciando di fatto il periodo di ora solare rispetto al biennio precedente. Ci sveglieremo prima, ma guadagneremo da subito sessanta minuti di luce naturale in più alla sera.
Nonostante si sia aperto un dibattito sull'abolizione o meno dell'ora legale, non si è mai arrivati ad un risultato concreto dal momento che tra i vari Paesi non è stato raggiunto un accordo. Spostare le lancette in avanti significa ritardare l’accensione delle lampadine, sfruttando al massimo l’illuminazione del sole.
I dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, parlano chiaro: nel 2025, durante i sette mesi di ora legale, l’Italia ha risparmiato circa 90 milioni di euro grazie ai minori consumi elettrici. 310 milioni di kWh risparmiati, equivalenti al fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie.
Non si tratta solo di bollette più leggere, ma di un taglio all’inquinamento. Ovviamente l'impatto sulla salute non è da meno perché il nostro corpo non risponde agli interruttori come la rete elettrica, quindi ci si deve adattare e l’orologio biologico può risentirne, soprattutto perché regolato dall’alternanza luce-buio. Perdi un’ora di sonno, ma soprattutto sposti in avanti il momento in cui la melatonina entra in circolo.
Anche il cuore ne risente. Alcune ricerche americane hanno evidenziato un lieve picco nel rischio di infarti e ictus nel lunedì successivo al cambio dell’ora, dovuto allo stress acuto della privazione di sonno sommato alla ripresa lavorativa. Ma al nostro cervello bastano circa tre giorni per risincronizzare i cicli ormonali con il nuovo orario sociale.
Ma come nasce l'ora legale?
Si tratta di una convenzione ipotizzata per primo dal presidente degli Usa, Benjamin Franklin, nel 1784, quando propose di spostare le lancette in estate per risparmiare sull’uso delle candele. Ma è soltanto durante la Prima Guerra Mondiale che la camera dei Comuni di Londra decise di adottare il British Summer Time. Altri Paesi, tra cui l’Italia, seguirono l’esempio del Regno Unito consentendo enormi risparmi di energia elettrica.
In Italia l’ora legale venne poi riadottata durante la seconda guerra Mondiale per poi essere abolita. Venne di nuovo adottata nel 1966 e da allora è sempre rimasta. L'ora legale è la convenzione di spostare avanti di un'ora le lancette degli orologi di un Paese per sfruttare meglio l'irradiazione del sole durante il periodo estivo.
Di contro, il termine ora solare si riferisce all'orario statale usato durante il periodo invernale, quando esso coincide con quello del meridiano del fuso orario di riferimento, chiamato anche «ora civile convenzionale».
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