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"Presidi sanitari che in Sicilia salvano vite": fondi Pnrr a 108 farmacie rurali

Si trovano nei centri sotto i 5mila abitanti, 23 in provincia di Palermo e saranno potenziati per diventare presidi avanzati. Prorogato il bando, ecco quando scade

Balarm
La redazione
  • 14 gennaio 2026

Spesso si trovano in piccoli paesi montani difficilmente raggiungibili, o in borghi e aree agricole dell’interno della Sicilia poco abitati e lontani dai centri urbani dotati di pronto soccorso, strutture attrezzate per l’assistenza sanitaria e farmacie ospedaliere e dell’Asp deputate alla dispensazione, attraverso la Distribuzione per conto, di farmaci indicati nei piani terapeutici.

Stiamo parlando delle farmacie rurali che nella nostra regione in molte hanno scelto di cogliere l’opportunità offerta dal “Pnrr” e di investire per trasformarsi in centri di erogazione di servizi sanitari territoriali, dei veri e propri presidi avanzati, attraverso l’innovazione digitale, i collegamenti a servizi di telemedicina, la gestione dei pazienti cronici anche attraverso il controllo dell’aderenza alla terapia.

Sono già 108 le farmacie rurali siciliane ubicate in Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, di cui ben 23 in provincia di Palermo, che sono state ammesse ai contributi del “Pnrr” con gli avvisi del 2021 e del 2025, a seguito della presentazione di progetti finalizzati al potenziamento tecnologico (acquisto di attrezzature come frigoriferi, sistemi di automazione del magazzino, monitor, Pc); alla gestione del paziente cronico (implementazione di piattaforme di monitoraggio e tracciatura); ai servizi di prossimità (creazione di aree dedicate per telemedicina, analisi del sangue, screening e altri servizi di primo/secondo livello); alla Formazione con aggiornamento delle competenze del personale laureato. In particolare, con l’Avviso “Pnrr” del 2021 sono state ammesse a contributo 57 farmacie in Sicilia, di cui 11 in provincia di Palermo.

Ma è stato in occasione dell’Avviso “Pnrr” di quest’anno che si è registrato un boom di domande: 123 quelle presentate, di cui ben 26 in provincia di Palermo. Ad oggi quelle ammesse con i primi quattro decreti sono 51 a livello regionale, di cui 12 in provincia di Palermo, mentre le altre sono in fase di istruttoria. In considerazione dell’elevato interesse, è stato prorogato al 27 febbraio 2026 il termine per presentare nuovi progetti ed è slittata al 30 maggio la scadenza per completare i lavori.

«Ritengo molto opportuna la decisione del ministro per il ‘Pnrr’, Tommaso Foti, di prorogare le scadenze dell’Avviso per le farmacie rurali – commenta Roberto Tobia, che di Federfarma è consigliere nazionale e presidente provinciale di Palermo - . E ringrazio la Struttura di missione ‘Pnrr’ presso Palazzo Chigi per l’ottimo lavoro che sta svolgendo. Soprattutto in Sicilia, le farmacie rurali rappresentano l’unica presenza delle istituzioni sanitarie in moltissime aree disagiate e lontane da tutto. Dunque, trasformandosi in veri e propri presidi sanitari territoriali, le farmacie rurali non solo attuano concretamente il progetto di "farmacia dei servizi" voluto dal legislatore nazionale, ma assumono anche il ruolo fondamentale di avamposti del Servizio sanitario nazionale e diventano il principale punto di riferimento per gli abitanti di queste zone in fatto di continuità delle terapie mediche prescritte, ma anche di prevenzione e, soprattutto, sono provvidenziali in quelle emergenze nelle quali spesso riescono a salvare vite umane in attesa dell’arrivo dei soccorsi».
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