FOOD

HomeMagazineFood

Pungente fuori ma dal cuore tenero: il Fico d'India è bello, buono e facilissimo

Frutti coloratissimi e dal sapore dolce che colorano le estati in Sicilia aprendo le porte all'autunno: tra storia, ricette e benefici andiamo alla scoperta del Fico d'India

Dario La Rosa
Giornalista
  • 23 agosto 2018

Segnano il passaggio fra estate e autunno aggiungendo dolcezza e colore alle nostre tavole: pungenti ma dal cuore tenero, i fichi d’india sono davvero un toccasana per gli occhi e il palato.

Tre colori, giallo, bianco e rosso che caratterizzano le varietà di questo frutto che si può gustare a fine estate fino in autunno inoltrato.

In questo caso prendono il nome di "scozzolati", per via della prima fioritura che viene tolta dalle pale. I secondi soffrono meno del caldo estivo e si contraddistinguono per la loro polpa soda e con meno semi rispetto alla prima fioritura, quella estiva.

Partiamo dai colori, a ciascuno il suo in tema di fichi d’india: quelli gialli sono chiamati anche "sulfarina" perché ricordano il colore dello zolfo.

Quelli rossi sono detti sanguigni e sono in genere considerati i più corposi nel gusto e infine i "muscaredda", quelli bianchi, che hanno il sapore più delicato e meno intenso.



Li trovate a ogni angolo di strada, in Sicilia, ma se volete unire un tour turistico alla degustazione di questo frutto, non perdete una delle diverse sagre presenti sul territorio isolano.

Le più importanti e famose, sono quelle di San Cono, in provincia di Catania, di Santa Margherita Belìce, in provincia di Trapani e di Roccapalumba in provincia di Palermo.

San Cono è la capitale del Bastardone: la sagra si svolge dagli anni Ottanta nel mese di ottobre, periodo in cui si svolgono in giro per la regione tante altre sagre simili, a voi la scelta.

Sul fronte nutrizionale, essendo ricchi di fibre, i fichi d’india aiutalo l’intestino a rimettersi a posto. Contengono poi vitamine e minerali che, come tutti i frutti, rinfrescano e donano energia al nostro corpo.

Mangiatene e bevetene tutti… già, il consiglio del giornalista che scrive è infatti quello di gustarli con un buon prosecco ghiacciato.

Puliteli e preparate una crema (meglio pestata che frullata), togliendo i semi. Scegliete la dolcezza in base al vostro gusto e al piacere del colore.

Lasciate riposare il composto in frigo. Poi prendete un flute e versatene un paio di cucchiaini al fondo. Infine versate le bollicine ben fredde cercando di non far mischiare troppo composto e prosecco.

Il gesto dovrà avvenire dopo il brindisi. Un contrasto che ammalia i palati fini. Cin cin.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

ARTICOLI RECENTI