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Rende speciale ogni matrimonio: Enza, la dipendente del comune di Marsala amata da tutti

Lavora all'ufficio anagrafe e lo fa con professionalità ma anche con amore ed entusiasmo. Non è un caso che capiti di essere con gli occhi lucidi da inizio a fine cerimonia quando ad "organizzarla" è stata Enza

Jana Cardinale
Giornalista
  • 12 agosto 2021

Enza Figlioli e una coppia di sposi

«Il segreto della gioia nel lavoro è racchiuso in una parola: eccellenza. Sapere come fare qualcosa di buono è divertirs». Lo scriveva la giornalista e insegnante statunitese Pearl S. Buck, descrivendo l'elemento essenziale per ogni professione, cioè la passione.

Ed è quello che contraddistingue le giornate di Enza Figlioli, dipendente del Comune di Marsala presso l'Ufficio Anagrafe e Stato civile, che proprio con la sua delega di Ufficiale dello Stato civile dedica agli sposi della città, e a quelli che provengono da altri luoghi e scelgono di unirsi in matrimonio in uno dei suoi siti più suggestivi, energia, empatia ed emozioni.

Un'attività svolta con particolare dedizione, cui ogni protagonista del ‘giorno più bello’ non dimentica di rivolgere il proprio sentito grazie per il cammino percorso insieme con la cura di ogni particolare.

E succede di essere con gli occhi lucidi da inizio a fine cerimonia. Anche nel selfie consuetudinario, condiviso ormai con un pubblico di affezionati lettori social che ormai sanno quanto entusiasmo viene speso per rendere il matrimonio di ogni coppia un momento unico e indimenticabile.



Il percorso lavorativo di Enza inizia nel 1996, come ex articolo 23, quando entra a far parte della macchina comunale. Nel 1999 le viene chiesto di affiancare il collega che si occupava di pubblicazioni di matrimonio, e ci rimane. Solo a dicembre del 2018, ottiene, assieme agli altri lavoratori, come categoria, la stabilizzazione, e grazie al suo dirigente, la dottoressa Matilde Adamo, a distanza di qualche mese, assieme ai miei colleghi dello Stato civile, anche la delega di Ufficiale dello Stato civile.

Per lei è un sogno che si avvera. «La realizzazione nell’ambito lavorativo – dice – perché da quel momento avrei seguito le mie coppie non solo nell'iter obbligatorio delle pubblicazioni, ma addirittura avrei potuto celebrare i riti civili e avere l’onore e l'onere, la responsabilità, di unire due persone in quella grande avventura che si chiama matrimonio. Negli ultimi tempi, a seguito della pandemia, assieme a Vittorio Pellegrino e a Marcella Denaro, abbiamo fatto in modo di potere “accontentare “ le numerose coppie che hanno scelto Marsala.

La nostra città offre una vasta scelta di location e negli ultimi anni ha messo a disposizione diverse strutture da poter definire casa comunale per conseguentemente assecondare le varie richieste. Si è potuto celebrare, contemporaneamente in tre diversi siti, e così si corre dal versante nord, con la ‘Playa di Rio’ e il ‘Chiedi la Luna’, il ‘Garden Saro’ e ‘Villa Genna’, per passare nel centro città con Villa Cavallotti, l’ex Convento del Carmine e l’Enoteca comunale, e ancora per il versante sud per approdare al lido Signorino e poi ancora alla Villa Favorita, al Disio, Donna Franca, al Baglio Oneto e alle Cantine Fina.

Ad oggi ci si può vantare di avere numerosi riti civili proprio per questo motivo: e non solo coppie del luogo, ma anche coppie provenienti da altri Comuni e persino dall’estero, affascinate dai tanti luoghi che fanno da cornice a questo momento».

Spesso ad Enza viene chiesto di celebrare e ogni volta per lei è un’emozione che si ripropone con immutata intensità: la responsabilità, il timore di qualche errore ma anche e soprattutto il grande rispetto per il tricolore che indossa rendono il tutto sicuramente speciale.

«Ho assistito in passato a qualche matrimonio in altri Comuni – dice - e con l’orologio alla mano posso dire che la durata si limitava a cinque o sette minuti al massimo: nemmeno il tempo di sedersi che si era già fuori. A Marsala no. Ci teniamo a rendere unico il giorno delle nozze: tra letture, interventi di parenti e amici, riti e specifico iter burocratico, si tenta di rendere particolare quel momento e fare in modo che resti nella mente e nel cuore per gli anni a venire».

E il tentativo è puntualmente compiuto, come testimoniano i commenti delle coppie che si affidano alla gioia e alla partecipazione emotiva di Enza, che segue le varie fasi della preparazione fino al clou degli eventi con l’intenzione di garantire sempre accoglienza e conforto.

«Il matrimonio più bizzarro? Quello in cui lo sposo si presentò vestito da Superman e la sposa accompagnata da una asina, con la quale, per entrare in confidenza, aveva fatto il bagno in piscina, insieme. L’animale portava al collo le fedi che poi gli sposi si sono scambiate».

E quello più emozionante? «Il matrimonio di un carissimo amico, senza dubbio». E c’è stato un matrimonio curioso al punto da essere imbarazzante? «Sì, c’è stato. Ed è quello di due francesi che non parlavano una sola parola di italiano, ed io nemmeno mezza di francese. L’interprete interveniva a sprazzi, potete immaginare…».

Chissà se c’è una coppia che è rimasta nel cuore di questo appassionato Ufficiale di Stato civile che ogni giorno aggiunge un po’ di batticuore, e colore, all’archivio dei ricordi del suo lavoro. «Certo. Tutte. Serbo un ricordo di ognuna di loro, anche perché mi coinvolgono nell’organizzazione del rito e divento parte integrante delle nozze. Che sono coinvolgenti sempre, a partire dal preliminare, cioè le pubblicazioni di matrimonio.

È un iter per cui ci troviamo ad avere in ufficio numerose persone, dal momento che questo provvedimento amministrativo è particolarmente partecipato; una sorta di pre-matrimonio, che nel periodo attuale consente per chiari motivi l’accesso solamente ai nubenti. E allora mi sono inventata una cosa: mi faccio dare un telefonino e scatto foto e video per immortalare questo momento irripetibile. Che loro possono condividere con chi vogliono».

Basta poco per donare un pizzico di gioia a chi ci sta intorno e farsi ricordare. Spesso serve soltanto amare il proprio lavoro e la propria città, che viene valorizzata anche così, assieme alla qualità dei sentimenti migliori.
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