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Se ci vai senti ancora il rombo dei motori: "Floriopoli", cuore della gara più antica al mondo

Un viaggio nel tempo all'epoca della gloriosa Targa Florio. Vi portiamo alle cosiddette "Tribune di Cerda", anche se ricadono nel territorio di Termini Imerese

Roberto Tedesco
Architetto, giornalista e altro
  • 5 settembre 2021

Tribune di Cerda di Termini Imerese

Appena oltrepassata la stazione ferroviaria di Cerda, si arriva a un passaggio a livello, qui le strade statali 113 e 120 si incrociano nel silenzio della campagna, di tanto in tanto, interrotto dal belare di qualche pecora in lontananza.

Proseguendo sulla sinistra, in direzione di Fiumefreddo, e dopo aver percorso qualche centinaio di metri, si giunge a “Floriopoli” un luogo considerato "magico" per tutti gli appassionati dei motori.

Qui sembra che il tempo si sia fermato, almeno è quello che si prova guardandosi intorno. La suggestione è così grande che sembra sentire il rombo dei motori e le urla degli spettatori.

Ci troviamo alle cosiddette “Tribune di Cerda” anche se ricadono nel territorio di Termini Imerese.

Siamo nel “cuore pulsante” della gara più antica del mondo: la mitica “Targa Florio”. Queste strutture furono realizzate per volere di Vincenzo Florio, che ebbe l’intuizione di organizzare una gara automobilistica tra le polverose strade delle Madonie.



Avevano la funzione di accogliere e fornire assistenza tecnica ai piloti ma nel contempo di offrire uno spettacolo innovativo a coloro che avevano la fortuna di accomodarsi nelle tribune. Un privilegio che solo in pochi potevano accaparrarsi un posto a sedere considerato che la capienza del pubblico non superava il migliaio.

Realizzate intorno agli anni Venti del secolo scorso vennero concepite per rimanere nel tempo e dimostrare al mondo l’idea futuristica del suo mecenate, non a caso tutt’oggi questo luogo rimane meta internazionale del turismo tematico.

A quel tempo Vicenzo Florio le volle realizzare prevedendo dei box, il paddock e diverse tribune necessarie per fornire un confort a tutti coloro che arrivavano da tutto il mondo.

A supporto di Floriopoli c’era il prestigioso Grand Hotel delle Terme di Termini Imerese, progettato da uno dei più grandi architetti di fine ottocento, Giuseppe Damiani Almeyda, in breve tempo diventò il quartiere generale della gara anche perché ospitava la nobiltà, il personale delle scuderie e i giornalisti.

Tutto questo faceva da scenario a quello che un tempo era un luogo dove la nobiltà e gli appassionati dei motori si riunivano per tifare i loro beniamini: Alessandro Cagno, Felice Nazzaro, Giulio Masetti, Ninni Vaccarella solo per fare alcuni nomi tra i protagonisti della Targa Florio.

In un splendido dipinto intitolato proprio la “Targa Florio” realizzato nel 1930, da Margaret Bradley, pittrice inglese e figlia del famoso giornalista, rappresenta con estrema chiarezza la mondanità di quel tempo che si respirava a Floriopoli.

Le tribune sono colme di pubblico: donne vestite alla moda con enormi cappelli e uomini interessati a veder sfrecciare le auto. In occasione del 100° anniversario della "Targa Florio", nel 2006, questo dipinto venne coniato dalle Poste Italiane in un francobollo del valore di €0,60.

«Floriopoli rappresentò la ripartenza economica dell’intera Sicilia a seguito del primo conflitto mondiale - racconta il responsabile del Museo del Motorismo Siciliano di Termini Imerese, Nuccio Salemi -. La neonata industria dell’automobile era pronta per mostrare al mondo i propri prodotti e questa gara rappresenta un’occasione da non perdere per l’intera classe industriale».

Ecco che le tribune di Floriopoli diventano un’unicità non riscontrabile in nessuna parte del mondo. Vincenzo Florio, grazie alla sua lungimiranza, aveva introdotto per primo una competizione tra le tortuose e polverose strade mettendo a dura prova le auto di quel tempo.

Ecco perché nasce la necessità di realizzare delle strutture che fossero di appoggio ai piloti, alle scuderie e al numerosi appassionati. Credo che gli anni ’50 – 60 siano stati i più travolgenti.”

«Erano i tempi del campionato mondiale marche - conclude Nuccio - con, ai nastri di partenza, le principali case costruttrici del mondo e con i grandi piloti che, ancora oggi fanno sognare, tra questi il mitico Fangio e il nostro intramontabile Ninni Vaccarella».
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