Se qui vuoi restare uno di questi lavori devi fare: le professioni più richieste in Sicilia
Un mercato del lavoro che cambia velocemente, nuove figure richieste, ma anche precarietà e una forte emigrazione: l'occupazione in Sicilia tra luci e ombre
I dati continuano a raccontare una Sicilia in forte difficoltà sul fronte dell’occupazione giovanile. Secondo le più recenti rilevazioni Istat, infatti, il tasso di occupazione nella fascia compresa tra i 15 e i 34 anni si mantiene stabilmente tra il 30% e il 35%, collocando la regione tra le ultime in Italia per inserimento lavorativo delle nuove generazioni.
Un dato che fotografa una realtà complessa e che interessa in modo diretto anche Palermo e la sua provincia, dove migliaia di giovani incontrano ancora ostacoli significativi nell’accesso al lavoro stabile e qualificato. La situazione appare particolarmente delicata nella fascia tra i 18 e i 29 anni.
In molti casi il primo ingresso nel mercato del lavoro avviene attraverso contratti precari, stagionali o part-time, mentre non mancano situazioni di sottooccupazione o impieghi poco coerenti con il percorso di studi intrapreso.
«Il mercato del lavoro giovanile sta attraversando una fase di trasformazione profonda - evidenzia Alba Giordano, direttore amministrativo del Centro Studi I.D.I. - Accanto alle difficoltà strutturali, iniziano però a emergere nuovi spazi occupazionali soprattutto nei settori collegati ai servizi, alla digitalizzazione e alle professioni tecniche».
Secondo Giordano da un'analisi del mercato occupazionale, i comparti che oggi offrono le maggiori opportunità lavorative ai giovani nel territorio palermitano sono principalmente quelli del turismo e dell’hospitality, della ristorazione, del commercio e dei servizi alla persona.
Accanto a questi continuano a crescere in maniera significativa le attività collegate al marketing digitale, ai servizi informatici, all’amministrazione aziendale, alla logistica e alle professioni legate alla sostenibilità energetica e ambientale.
Il turismo continua a rappresentare uno dei motori più importanti dell’economia cittadina. Palermo, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante dei flussi turistici, con un aumento significativo delle presenze straniere e della domanda di servizi collegati all’accoglienza.
Alberghi, strutture ricettive, ristoranti, agenzie di servizi turistici e attività culturali continuano infatti a rappresentare uno dei principali sbocchi lavorativi per i giovani, soprattutto durante i periodi di maggiore affluenza turistica.
Accanto al comparto turistico tradizionale, stanno crescendo in maniera significativa anche le professioni legate alla trasformazione digitale. Sempre più aziende ricercano figure specializzate nella comunicazione online, nella gestione dei social media, nel marketing digitale, nell’e-commerce e nei servizi informatici.
Secondo le stime elaborate da Unioncamere e dal sistema Excelsior, negli ultimi anni oltre il 40% delle imprese italiane ha dichiarato difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei settori tecnici, digitali e scientifici. Una tendenza che interessa sempre di più anche il tessuto produttivo siciliano.
Parallelamente aumenta la richiesta di figure operative specializzate nei comparti socio-sanitario, logistico ed energetico. Cresce, ad esempio, il fabbisogno di operatori socio-sanitari, tecnici informatici, addetti alla cybersecurity, esperti in energie rinnovabili, tecnici della manutenzione, professionisti del marketing digitale e addetti alla gestione amministrativa e contabile.
«Molte imprese segnalano oggi grandi difficoltà nel reperire personale con competenze pratiche immediatamente spendibili -, sottolinea Alba Giordano - Esiste ancora un forte disallineamento tra il sistema formativo e le reali esigenze produttive del territorio».
Secondo il centro studi, una delle principali criticità continua infatti a essere il divario tra formazione scolastica o universitaria e richieste concrete del mercato del lavoro. Molti giovani terminano il proprio percorso di studi con una preparazione prevalentemente teorica, mentre le aziende ricercano competenze tecniche, operative e digitali sempre più specifiche. Per questo motivo stanno assumendo un ruolo sempre più centrale la formazione professionalizzante, i percorsi duali, i tirocini, l’apprendistato, le qualifiche professionali e le esperienze dirette in azienda.
Secondo diverse analisi nazionali, le professioni digitali e tecnico-specialistiche saranno tra quelle con il più alto tasso di crescita nei prossimi anni, soprattutto nei settori collegati all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità ambientale e alla cybersecurity.
Resta però centrale il fenomeno della mobilità giovanile fuori dalla Sicilia. Secondo le analisi Svimez, ogni anno la Sicilia perde circa 15 mila residenti, molti dei quali giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio per motivi di studio o lavoro. Negli ultimi dieci anni il fenomeno migratorio ha inciso profondamente sul tessuto sociale ed economico dell’isola, determinando una progressiva perdita di capitale umano qualificato.
Le principali destinazioni italiane continuano a essere Milano, Bologna e Torino, città considerate più dinamiche dal punto di vista occupazionale e professionale. Molti giovani, prima ancora di scegliere l’estero, si trasferiscono infatti verso il Nord Italia alla ricerca di stipendi più elevati, maggiore stabilità contrattuale, percorsi di carriera più rapidi, ambienti lavorativi più innovativi e opportunità professionali più competitive.
Sul fronte internazionale, invece, le mete maggiormente scelte dai giovani siciliani risultano essere Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Irlanda, Paesi che continuano ad attrarre personale qualificato soprattutto nei settori tecnologici, sanitari, turistici e dei servizi avanzati.
«In molti casi i giovani riescono a trovare occupazione anche restando in Sicilia, ma non sempre in modo coerente con il proprio percorso formativo -, osserva Giordano - Spesso esiste una fase iniziale di adattamento durante la quale si accettano lavori differenti rispetto agli studi svolti pur di entrare nel mercato del lavoro».
Secondo le stime europee sulla transizione digitale ed ecologica, entro il 2030 milioni di nuovi posti di lavoro saranno legati alle competenze tecnologiche e ambientali, mentre crescerà la domanda di personale specializzato nei servizi avanzati e nell’innovazione. Anche il lavoro flessibile e i modelli organizzativi ibridi continueranno a trasformare il mercato occupazionale, imponendo ai giovani competenze sempre più dinamiche e multidisciplinari.
«La vera sfida per il territorio siciliano sarà riuscire a trattenere i giovani qualificati creando opportunità lavorative più stabili, competitive e coerenti con le trasformazioni economiche in atto - conclude il direttore amministrativo dell'Idi - Investire nella formazione professionalizzante significa oggi investire direttamente nello sviluppo economico e sociale del territorio».
Un dato che fotografa una realtà complessa e che interessa in modo diretto anche Palermo e la sua provincia, dove migliaia di giovani incontrano ancora ostacoli significativi nell’accesso al lavoro stabile e qualificato. La situazione appare particolarmente delicata nella fascia tra i 18 e i 29 anni.
In molti casi il primo ingresso nel mercato del lavoro avviene attraverso contratti precari, stagionali o part-time, mentre non mancano situazioni di sottooccupazione o impieghi poco coerenti con il percorso di studi intrapreso.
«Il mercato del lavoro giovanile sta attraversando una fase di trasformazione profonda - evidenzia Alba Giordano, direttore amministrativo del Centro Studi I.D.I. - Accanto alle difficoltà strutturali, iniziano però a emergere nuovi spazi occupazionali soprattutto nei settori collegati ai servizi, alla digitalizzazione e alle professioni tecniche».
Secondo Giordano da un'analisi del mercato occupazionale, i comparti che oggi offrono le maggiori opportunità lavorative ai giovani nel territorio palermitano sono principalmente quelli del turismo e dell’hospitality, della ristorazione, del commercio e dei servizi alla persona.
Accanto a questi continuano a crescere in maniera significativa le attività collegate al marketing digitale, ai servizi informatici, all’amministrazione aziendale, alla logistica e alle professioni legate alla sostenibilità energetica e ambientale.
Il turismo continua a rappresentare uno dei motori più importanti dell’economia cittadina. Palermo, negli ultimi anni, ha registrato una crescita costante dei flussi turistici, con un aumento significativo delle presenze straniere e della domanda di servizi collegati all’accoglienza.
Alberghi, strutture ricettive, ristoranti, agenzie di servizi turistici e attività culturali continuano infatti a rappresentare uno dei principali sbocchi lavorativi per i giovani, soprattutto durante i periodi di maggiore affluenza turistica.
Accanto al comparto turistico tradizionale, stanno crescendo in maniera significativa anche le professioni legate alla trasformazione digitale. Sempre più aziende ricercano figure specializzate nella comunicazione online, nella gestione dei social media, nel marketing digitale, nell’e-commerce e nei servizi informatici.
Secondo le stime elaborate da Unioncamere e dal sistema Excelsior, negli ultimi anni oltre il 40% delle imprese italiane ha dichiarato difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei settori tecnici, digitali e scientifici. Una tendenza che interessa sempre di più anche il tessuto produttivo siciliano.
Parallelamente aumenta la richiesta di figure operative specializzate nei comparti socio-sanitario, logistico ed energetico. Cresce, ad esempio, il fabbisogno di operatori socio-sanitari, tecnici informatici, addetti alla cybersecurity, esperti in energie rinnovabili, tecnici della manutenzione, professionisti del marketing digitale e addetti alla gestione amministrativa e contabile.
«Molte imprese segnalano oggi grandi difficoltà nel reperire personale con competenze pratiche immediatamente spendibili -, sottolinea Alba Giordano - Esiste ancora un forte disallineamento tra il sistema formativo e le reali esigenze produttive del territorio».
Secondo il centro studi, una delle principali criticità continua infatti a essere il divario tra formazione scolastica o universitaria e richieste concrete del mercato del lavoro. Molti giovani terminano il proprio percorso di studi con una preparazione prevalentemente teorica, mentre le aziende ricercano competenze tecniche, operative e digitali sempre più specifiche. Per questo motivo stanno assumendo un ruolo sempre più centrale la formazione professionalizzante, i percorsi duali, i tirocini, l’apprendistato, le qualifiche professionali e le esperienze dirette in azienda.
Secondo diverse analisi nazionali, le professioni digitali e tecnico-specialistiche saranno tra quelle con il più alto tasso di crescita nei prossimi anni, soprattutto nei settori collegati all’intelligenza artificiale, alla sostenibilità ambientale e alla cybersecurity.
Resta però centrale il fenomeno della mobilità giovanile fuori dalla Sicilia. Secondo le analisi Svimez, ogni anno la Sicilia perde circa 15 mila residenti, molti dei quali giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio per motivi di studio o lavoro. Negli ultimi dieci anni il fenomeno migratorio ha inciso profondamente sul tessuto sociale ed economico dell’isola, determinando una progressiva perdita di capitale umano qualificato.
Le principali destinazioni italiane continuano a essere Milano, Bologna e Torino, città considerate più dinamiche dal punto di vista occupazionale e professionale. Molti giovani, prima ancora di scegliere l’estero, si trasferiscono infatti verso il Nord Italia alla ricerca di stipendi più elevati, maggiore stabilità contrattuale, percorsi di carriera più rapidi, ambienti lavorativi più innovativi e opportunità professionali più competitive.
Sul fronte internazionale, invece, le mete maggiormente scelte dai giovani siciliani risultano essere Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Irlanda, Paesi che continuano ad attrarre personale qualificato soprattutto nei settori tecnologici, sanitari, turistici e dei servizi avanzati.
«In molti casi i giovani riescono a trovare occupazione anche restando in Sicilia, ma non sempre in modo coerente con il proprio percorso formativo -, osserva Giordano - Spesso esiste una fase iniziale di adattamento durante la quale si accettano lavori differenti rispetto agli studi svolti pur di entrare nel mercato del lavoro».
Secondo le stime europee sulla transizione digitale ed ecologica, entro il 2030 milioni di nuovi posti di lavoro saranno legati alle competenze tecnologiche e ambientali, mentre crescerà la domanda di personale specializzato nei servizi avanzati e nell’innovazione. Anche il lavoro flessibile e i modelli organizzativi ibridi continueranno a trasformare il mercato occupazionale, imponendo ai giovani competenze sempre più dinamiche e multidisciplinari.
«La vera sfida per il territorio siciliano sarà riuscire a trattenere i giovani qualificati creando opportunità lavorative più stabili, competitive e coerenti con le trasformazioni economiche in atto - conclude il direttore amministrativo dell'Idi - Investire nella formazione professionalizzante significa oggi investire direttamente nello sviluppo economico e sociale del territorio».
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