Se vedi una buca, scansala (ma fai una foto): c'è la nuova app gratuita PalermoAlert
La nuova web app gratuita che permette ai cittadini di fare segnalazioni direttamente al Comune: si tratta di una comunità digitale e una bacheca civica informale
App per segnalare le buche
A Palermo c’è un’esperienza che accomuna automobilisti, motociclisti e ciclisti: quella di evitare le buche. Una specie di sport urbano praticato ogni giorno tra slalom improvvisati, frenate all’ultimo secondo e sospensioni messe alla prova: basta distrarsi un attimo per ritrovarsi con la ruota dentro una cavità dell’asfalto spuntata dal nulla.
E le buche sono solo una parte del "triathlon" giornaliero: tra lampioni spenti, segnaletica fantasma, marciapiedi sconnessi e tombini ostruiti, chi attraversa la città sa che l’imprevisto può spuntare praticamente a ogni angolo. Adesso però qualcuno ha deciso di trasformare questo rituale quotidiano in una segnalazione ufficiale.
Si chiama "PalermoAlert" ed è una nuova web app gratuita che permette ai cittadini di fare segnalazioni direttamente al Comune. In realtà il progetto non nasce oggi. PalermoAlert esiste da circa dieci anni come gruppo Facebook, creato per raccogliere indicazioni e fotografie dei problemi del capoluogo: una comunità digitale che negli anni è diventata una sorta di bacheca civica informale, dove chiunque condivide criticità nella speranza di ottenere risposte dalle Istituzioni.
La versione web app appena lanciata rappresenta quindi l’evoluzione di quell’esperienza: non più soltanto segnalazioni sui social, ma uno strumento che prova a trasformarle in una procedura formale.
Il funzionamento è piuttosto semplice: si entra nel sito ufficiale, il sistema geolocalizza automaticamente la posizione e a quel punto basta indicare il tipo di problema, scattare una foto e confermare.
In pochi secondi viene generato un numero di protocollo con un codice Qr e un pdf che contiene tutti i dettagli della richiesta, dalle coordinate della strada alle immagini. Da qui parte l’iter amministrativo: la segnalazione viene inoltrata agli organi competenti e il cittadino può seguirne l’evoluzione tramite aggiornamenti via email o notifiche.
La foto della buca smette così di essere soltanto materiale da sfogo sui social e diventa una pratica ufficiale che entra nel circuito degli uffici. Le criticità che possono essere segnalate sono varie: tra le categorie previste ci sono avvallamenti e cedimenti della carreggiata, segnaletica mancante, illuminazione pubblica non funzionante, rifiuti abbandonati, tombini ostruiti, marciapiedi dissestati, allagamenti stradali, vegetazione invadente, veicoli abbandonati e perfino la presenza di carcasse di animali.
Nei primi mesi di utilizzo sono già arrivate circa 150 segnalazioni da ogni parte di Palermo, un risultato che non sorprende troppo chi vive ogni giorno la città: tra buche, avvallamenti e asfalto che cede, il materiale da denunciare non manca di certo. Ma dietro l’app c’è anche un’idea che va oltre la semplice “denuncia”.
L’obiettivo è cambiare il modo in cui i cittadini si relazionano ai problemi della città: «Le persone non hanno bisogno dell’amico o del politico di turno per far riparare una buca - spiegano i promotori -. La manutenzione di una strada o di un lampione non è un favore che qualcuno concede, ma un diritto di chi la abita».
Lo strumento vuole quindi lanciare un messaggio di attivismo civico: «Il cittadino deve sapere che può agire autonomamente, senza chiedere a nessuno. Basta fare la segnalazione nel modo corretto e si avvia la procedura».
Da qui nasce anche l’idea di responsabilità diffusa che sta dietro al progetto: «Tutti dovrebbero iniziare a sentirsi responsabili. Se ognuno contribuisce, anche con una semplice segnalazione, quella che sembra un’azione individuale diventa un’azione collettiva che aiuta il bene pubblico. In fondo, ognuno può trasformarsi in una sorta di “sindaco del proprio metro quadrato”».
Seguendo questa filosofia, la piattaforma tiene traccia anche delle tempistiche degli interventi e calcola un tempo medio di risposta. Se questo viene superato, il sistema invia automaticamente dei solleciti agli enti competenti e ai consiglieri comunali e di circoscrizione.
«La cosa interessante è che ogni segnalazione diventa anche un dato - aggiungono -. Nel tempo si crea una fotografia molto chiara delle emergenze urbane: dove si concentrano i problemi, quanto tempo passa prima che vengano risolti e quali quartieri hanno più bisogno di interventi».
Non solo. C’è anche una componente di "gamification" (l’utilizzo di elementi tratti dai giochi, ndr): chi invia segnalazioni viene chiamato “Alerter” e compare in una graduatoria pubblica. In futuro, sperano gli ideatori, chi contribuirà maggiormente a migliorare la città non solo scalerà le classifiche, ma potrà anche ricevere premi da aziende locali che decideranno di sostenere il progetto.
L’obiettivo è costruire nel tempo una mappa partecipata e aggiornata direttamente dai cittadini, una sorta di archivio delle criticità che racconta Palermo non attraverso le cartoline ma attraverso ciò che succede sulle sue strade.
Se funzionerà lo dirà il tempo, intanto lo “sport urbano” degli automobilisti palermitani avrà una nuova disciplina, questa volta utile a tutti: oltre allo slalom tra le buche, anche il gesto di denunciarle con lo smartphone.
E le buche sono solo una parte del "triathlon" giornaliero: tra lampioni spenti, segnaletica fantasma, marciapiedi sconnessi e tombini ostruiti, chi attraversa la città sa che l’imprevisto può spuntare praticamente a ogni angolo. Adesso però qualcuno ha deciso di trasformare questo rituale quotidiano in una segnalazione ufficiale.
Si chiama "PalermoAlert" ed è una nuova web app gratuita che permette ai cittadini di fare segnalazioni direttamente al Comune. In realtà il progetto non nasce oggi. PalermoAlert esiste da circa dieci anni come gruppo Facebook, creato per raccogliere indicazioni e fotografie dei problemi del capoluogo: una comunità digitale che negli anni è diventata una sorta di bacheca civica informale, dove chiunque condivide criticità nella speranza di ottenere risposte dalle Istituzioni.
La versione web app appena lanciata rappresenta quindi l’evoluzione di quell’esperienza: non più soltanto segnalazioni sui social, ma uno strumento che prova a trasformarle in una procedura formale.
Il funzionamento è piuttosto semplice: si entra nel sito ufficiale, il sistema geolocalizza automaticamente la posizione e a quel punto basta indicare il tipo di problema, scattare una foto e confermare.
In pochi secondi viene generato un numero di protocollo con un codice Qr e un pdf che contiene tutti i dettagli della richiesta, dalle coordinate della strada alle immagini. Da qui parte l’iter amministrativo: la segnalazione viene inoltrata agli organi competenti e il cittadino può seguirne l’evoluzione tramite aggiornamenti via email o notifiche.
La foto della buca smette così di essere soltanto materiale da sfogo sui social e diventa una pratica ufficiale che entra nel circuito degli uffici. Le criticità che possono essere segnalate sono varie: tra le categorie previste ci sono avvallamenti e cedimenti della carreggiata, segnaletica mancante, illuminazione pubblica non funzionante, rifiuti abbandonati, tombini ostruiti, marciapiedi dissestati, allagamenti stradali, vegetazione invadente, veicoli abbandonati e perfino la presenza di carcasse di animali.
Nei primi mesi di utilizzo sono già arrivate circa 150 segnalazioni da ogni parte di Palermo, un risultato che non sorprende troppo chi vive ogni giorno la città: tra buche, avvallamenti e asfalto che cede, il materiale da denunciare non manca di certo. Ma dietro l’app c’è anche un’idea che va oltre la semplice “denuncia”.
L’obiettivo è cambiare il modo in cui i cittadini si relazionano ai problemi della città: «Le persone non hanno bisogno dell’amico o del politico di turno per far riparare una buca - spiegano i promotori -. La manutenzione di una strada o di un lampione non è un favore che qualcuno concede, ma un diritto di chi la abita».
Lo strumento vuole quindi lanciare un messaggio di attivismo civico: «Il cittadino deve sapere che può agire autonomamente, senza chiedere a nessuno. Basta fare la segnalazione nel modo corretto e si avvia la procedura».
Da qui nasce anche l’idea di responsabilità diffusa che sta dietro al progetto: «Tutti dovrebbero iniziare a sentirsi responsabili. Se ognuno contribuisce, anche con una semplice segnalazione, quella che sembra un’azione individuale diventa un’azione collettiva che aiuta il bene pubblico. In fondo, ognuno può trasformarsi in una sorta di “sindaco del proprio metro quadrato”».
Seguendo questa filosofia, la piattaforma tiene traccia anche delle tempistiche degli interventi e calcola un tempo medio di risposta. Se questo viene superato, il sistema invia automaticamente dei solleciti agli enti competenti e ai consiglieri comunali e di circoscrizione.
«La cosa interessante è che ogni segnalazione diventa anche un dato - aggiungono -. Nel tempo si crea una fotografia molto chiara delle emergenze urbane: dove si concentrano i problemi, quanto tempo passa prima che vengano risolti e quali quartieri hanno più bisogno di interventi».
Non solo. C’è anche una componente di "gamification" (l’utilizzo di elementi tratti dai giochi, ndr): chi invia segnalazioni viene chiamato “Alerter” e compare in una graduatoria pubblica. In futuro, sperano gli ideatori, chi contribuirà maggiormente a migliorare la città non solo scalerà le classifiche, ma potrà anche ricevere premi da aziende locali che decideranno di sostenere il progetto.
L’obiettivo è costruire nel tempo una mappa partecipata e aggiornata direttamente dai cittadini, una sorta di archivio delle criticità che racconta Palermo non attraverso le cartoline ma attraverso ciò che succede sulle sue strade.
Se funzionerà lo dirà il tempo, intanto lo “sport urbano” degli automobilisti palermitani avrà una nuova disciplina, questa volta utile a tutti: oltre allo slalom tra le buche, anche il gesto di denunciarle con lo smartphone.
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