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Sembra uno squalo per la pinna che esce dall'acqua: l'allarme dalle coste di Milazzo

Molti utenti dei social, in particolare, hanno inviato dei messaggi a Carmelo Isgrò, biologo, direttore e fondatore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo, per avere conferma

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 28 agosto 2020

In spiaggia a Milazzo la pinna che ha fatto pensare ad uno squalo

È stato sufficiente che spuntasse una sua pinna dalle acque del mare dello Stretto per mettere in allerta migliaia di spiaggianti che hanno lanciato l'allarme, immotivato, relativo alla presenza di uno squalo in una spiaggia di Milazzo.

Molti utenti dei social, in particolare, hanno inviato dei messaggi a Carmelo Isgrò, biologo, direttore e fondatore del MuMa-Museo del Mare di Milazzo, membro del Comitato Tecnico Scientifico del museo della fauna dell’Università degli studi di Messina.

A lui, esperto, è bastato dare un'occhiata per rendersi conto che, intanto, non si trattasse di uno squalo e, soprattutto, la circostanza si è rilevata una buona occasione per sostenere ancora una volta la missione che Carmelo porta avanti da anni.

«C'è un'errata percezione del pericolo - ci ha detto Isgrò - legata a doppio filo alla specie degli squali. Intanto è giusto precisare che nelle acque dello Stretto sono presenti da decenni una decine di specie diverse di squali per cui se se ne avvistasse qualcuno non ci sarebbe nulla di straordinario.



Mi batto da anni contro l'erronea idea che lo squalo sia il nemico principale dell'uomo in mare, non è affatto così. Voglio ricordare che la specie di squalo "Verdesca" in centinaia di anni in Sicilia ha attaccato l'uomo cinque volte mentre, per esempio, ogni anno muiono 200 persone colpite in testa dalla caduta di un cocco da alberi di palma».

Carmelo ha le idee molto chiare e, pur non sottovaluntando, la natura aggressiva di alcuni animali marini, è assolutamente convinto, come ha scritto su un post di Facebook, che il principale nemico del mare sia l'uomo: «Dobbiamo temere chi il mare lo distrugge buttando la spazzatura nelle acque, non chi il mare lo abita da milioni e milioni di anni».

Il biologo messinesse, infatti, convinto che la sensibilizzazione costante sia l'unico strumento efficace per un cambiamento concreto, è promotore di numerose “giornate di raccolta della plastica”, specialmente nelle spiagge del Promontorio di Capo Milazzo, a cui hanno partecipato moltissime associazioni e centinaia di liberi cittadini.
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