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Sorge dove c'era l'Esposizione Nazionale: il palazzo Liberty apre le porte alle visite

Basile, con la sua maestria, progetta palazzo Utveggio nella zona del "Firriato di Villafranca" a Palermo: gli interni sono affrescati da Salvatore Gregorietti

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 5 settembre 2019

Uno degli affreschi di palazzo Utveggio a Palermo

Dopo l'Esposizione Nazionale del 1891/1892, nella zona del "Firriato di Villafranca" che l'aveva ospitata, si cominciarono a realizzare delle costruzioni. Così, nel 1903, l'imprenditore Michele Utveggio conferì mandato all'architetto Ernesto Basile per la progettazione di un edificio composto da appartamenti da concedere in locazione.

Cominciava in quel periodo ad affermarsi, da parte della classe media, una nuova idea abitativa strutturata sulla linea degli attuali condomini. Basile, con la sua maestria, progettò un palazzo dalla facciata esterna riccamente decorata in stile Liberty e ben intonato con gli spazi interni, artisticamente affrescati da Salvatore Gregorietti.

Questo edificio, ubicato in via XX Settembre al civico 62, si può senz'altro ritenere un efficace esempio del Modernismo di Basile.

Un'incisione sul portone d'ingresso indica la data della sua realizzazione in numeri romani, anche se curiosamente esposta: MDCCCCIII anzichè MCMIII. Gli spazi condominiali sono originali: portineria, scala, ringhiera, inferriate esterne e seminterrato, anche se quest'ultimo ancora da ristrutturare.

Il palazzo si articola su cinque livelli: seminterrato, piano rialzato e tre piani superiori. La terrazza ospita una torretta, purtroppo non visitabile e non ben visibile dall'esterno, della quale i visitatori possono però ammirare un esempio nel palazzo di fronte.

Negli anni, con le varie locazioni, molti affreschi del Gregorietti erano stati incredibilmente ricoperti. Soltanto di recente, con l'attiva opera della cooperativa Paidea che se ne occupa, il palazzo sta rinascendo a nuova vita come centro d'arte polifunzionale dotando la dimora storica di un museo, una caffetteria e un archivio di architettura.

I restauri sono ancora in corso, specialmente nei due appartamenti dell'ultimo piano: gli unici visitabili poiché gli altri sottostanti sono affittati. Attualmente il palazzo è ancora privo di ascensore, ma mostra pienamente il fascino delle decorazioni e dell'impostazione degli appartamenti di una volta, con le stanze che si susseguono l'una all'altra e gli ambienti per i servizi dislocati in una zona più riservata e preceduti da un disimpegno, che mi hanno fatto ricordare con piacere l'appartamento, ubicato poco vicino, che vide gli anni della mia adolescenza.

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