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Stanze reali e decori: la Casina Cinese di Palermo svelata per chi non può andare

Non tutti hanno la possibilità di andare di persona a visitare uno dei monumenti più iconici di Palermo: immersa nel Parco della Favorita, la settecentesca casina cinese

Balarm
La redazione
  • 11 novembre 2019

La Palazzina Cinese, conosciuta anche come Real Casina Cinese, si trova all'interno del Parco della Favorita, e rappresenta uno straordinario esempio di gusto per l'arte orientale (diffusissimo in Europa già nel 1600) e che ha ispirato lo stile "Carlo X" in Francia e l'Eclettismo britannico.

La villa risale al 1790 e fino alla fine del secolo è rimasta una casina di legno e pietra decorata in stile cinese, utilizzata dal barone Della Scala come rifugio durante le battute di caccia.

L'attuale aspetto dell'edificio si deve al progetto unico al mondo frutto della creatività dell'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, che nel 1799 iniziò i lavori su commissione del Re Ferdinando IV di Borbone, costretto a fuggire da Napoli insieme alla moglie Maria Carolina a causa dell'avanzata napoleonica.

Al Marvuglia si devono tutti gli elementi architettonici in stile orientale: tra porticati ad arco e torrette con scale elicoidali, partendo dal corpo centrale fino in alto, al tetto a pagoda.

Gli appartamenti sono distribuiti su tre piani, innalzati al di sopra di un pian terreno decorato con opera di Giuseppe Patricolo.

Nel seminterrato si trovano la sala da ballo e la saletta delle udienze decorate da Giuseppe Velasquez, mentre al primo piano si trovano il salone dei ricevimenti con pannelli in stoffa dipinti dal Riolo, la sala da pranzo e l'alcova del Re con la volta dipinta dal Codardi e dal Velasquez.

Il secondo piano è occupato dall’appartamento della Regina, diviso tra due anticamere di ricevimento e la camera da letto, mentre all’ultimo piano si trova una terrazza di forma ottagonale coperta a pagoda con soffitto decorato dal Silvestri.

Dopo l'Unità d'Italia la proprietà della Palazzina e del Parco passarono alla Corona Sabauda e poi allo Stato. Attualmente sono proprietà del Comune di Palermo e destinati al turismo.

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