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Studenti siciliani in classe col giubbotto per il freddo: "Come se andassero a sciare"

Con l'inverno gli alunni e i docenti sono costretti a equipaggiarsi per sopportare le temperature in calo: l'intervista al deputato pentastellato e pediatra Carlo Gilistro

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 30 gennaio 2026

Aule al freddo a Siracusa

Le condizioni delle scuole siciliane di ogni ordine e grado sono note a tutti: edifici fatiscenti, aule troppo piccole, mancanza di dispositivi per far fronte alle temperature, bassissime d’inverno ed esageratamente calde durante l'approssimarsi della stagione estiva.

Da anni gli studenti protestano contro tutto questo che, di fatto, resta un ostacolo per il diritto allo studio. La rivendicazione dei giovani siciliani è sempre stata chiara: di non essere trattati come studenti di serie b e di avere strutture adeguate. Condizione che viene confermata anche da chi lavora nel mondo della suola, costretto a sopportare i disagi sulla propria pelle, creati dai mancati finanziamenti.

E con la stagione invernale, si sa, gli studenti, i docenti e gli operatori scolastici sono costretti a equipaggiarsi quanto più possibile per sopportare le temperature in calo. Carlo Gilistro, deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars e pediatra, durante un’ispezione svolta all’istituto di istruzione superiore Einaudi di Siracusa, ha trovato una situazione tutt’altro che agevole per studenti e insegnanti.

«Nella scuola c'era un termometro esposto e c'erano 11 gradi, a fronte della temperatura vigente prevista dalla normativa, che impedisce di fare lezione al di sotto di 18 gradi – dichiara Gilistro a Balarm -. I ragazzi fermi con i giubbottoni come se andassero a sciare, con tre maglioni sotto; addirittura le operatrici scolastiche con quattro o cinque capi appresso perché stare seduti in un corridoio senza stufa, senza nulla, con 10 gradi non è certamente confortevole».

Ma l’esposizione a queste temperature per tempi prolungati, non va bene e non solo questione di comfort: «C'è un problema anche di ordine sanitario. Io sono un pediatra e come medico, devo far notare che non è soltanto un problema di "c'è caldo e uso il ventaglio, c'è freddo e mi copro". No, ci sono patologie che possiamo vedere anche a distanza di anni.

Tra queste: reumatismi, problematiche di tipo artrosico, problematiche anche di tipo reumatologico che possono nascere da esposizioni prolungate a temperature molto rigide, per non parlare delle patologie da raffreddamento, che si palesano nell’immediato. Non possiamo permetterci di esporre i nostri ragazzi a questi rischi».

Oltre alla “questione freddo”, il problema delle scuole siciliane riguarda proprio la (mancata) agibilità degli edifici. Infatti, in Sicilia, solo il 21.5% delle scuole ha la certificazione di agibilità. Secondo Gilistro: «questo è un controsenso: se una scuola è inagibile non dovrebbe essere frequentata».

Un altro grave problema riscontrato dal deputato sia dalla sua ispezione, che dalle numerose segnalazioni che riceve giornalmente, sono le condizioni igienico-sanitarie in cui versano le scuole: «La seconda cosa più importante è che molti di questi plessi non hanno le condizioni igienico-sanitarie minime, soprattutto per quello che riguarda gli studenti disabili. Tante scuole non hanno alcuni bagni, oppure hanno bagni in condizioni fatiscenti e non utilizzabili.

Ad esempio, all’Einaudi di Siracusa, risultano che su 16/17 bagni, 14 sono chiusi perché sono in una situazione di inagibilità totale. Inoltre, ci sono moltissime scuole che non hanno spazi all'aperto, che non hanno palestre dove gli studenti possano svolgere attività fisica».

La risposta del deputato a tutto questo è: «Presenterò un esposto, insieme agli altri deputati del Movimento 5 Stelle, alla Procura della Repubblica contro ignoti. I capi d’accusa che abbiamo intenzione di muovere sono ben precisi e riguardano la salute di studenti e operatori. Ma non si può non fare nulla: lasciare gli studenti in queste condizioni è maltrattamento.

L’esposto che stiamo preparando ha una connotazione ben precisa: non è più accettabile che nel 2026 si permetta ai ragazzi di frequentare scuole in queste condizioni. Il tempo oggi è finito, e il Movimento cercherà di stimolare e di accendere i riflettori sulla questione».

L'obiettivo è quello di guardare alle scuole siciliane non come catapecchie in cui stipare gli studenti, ma come luoghi sicuri e risorse per le città: «Spesso capita che le scuole, per mancanza del certificato di agibilità, non possano neanche accedere a bandi con fondi sull’energia. Fondi che potrebbero essere destinati all’acquisto di pannelli fotovoltaici, pompe di calore a costo zero o addirittura azzerare le spese energetiche.

Fare anche delle comunità energetiche per le scuole vuol dire anche creare energia da mettere a disposizione delle città, viste le loro terrazze enormi, essere insomma una risorsa non solo formativa, ma anche energetica per i comuni in cui sono collocate».

Agire ora per ridare dignità alle scuole siciliane vuol dire lottare contro lo spopolamento dell’Isola, che costringe migliaia di giovani a lasciare la propria terra, per cercare condizioni migliori altrove.
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