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Sui monti Iblei tra storia e leggenda: il ponte di pietra e le "due guardie" Currarino e Calamaru

Un incantevole scenario tardo settecentesco in grado di portare indietro nel tempo i visitatori e in cui la bellezza architettonica e lo splendido paesaggio naturale si fondono

Simona Russo
Giornalista
  • 7 marzo 2021

Ponte di Alfano a Canicattini Bagni e le due statue della leggenda

La Sicilia non finisce mai di sorprenderci con i suoi angoli segreti e inaspettati. Uno di questi si trova nei pressi di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa, e si tratta di un ponte molto particolare, immerso nel verde lussureggiante di una cava.

Un grande arco e due imponenti ed enigmatiche statue ai lati caratterizzano questo ponte, e proprio a queste statue è legata una antica leggenda. Canicattini Bagni, sorge sulle estreme propaggini dei monti Iblei a 362 metri sul livello del mare.

Il suolo, collinoso dalla parte di mezzogiorno, scende dolcemente verso tramontana fino alla Cava di Alfano dove un ponte di pietra, costruito nel 1796, congiunge il territorio di Canicattini all’ex feudo S. Alfano. La cava, correndo lunga verso levante, tocca il feudo Bagni dal quale prende il nome di Cava Bagni.

La storia del Ponte Sant’Alfano, conosciuto anche come Ponte di Alfano, è appunto legata inizialmente all'antica Alfano, un piccolo territorio situato nelle immediate vicinanze del comune siracusano. È diventato un vero e proprio simbolo di Canicattini Bagni, nonché un suo importante punto d'interesse data la bellezza architettonica che si mescola benissimo con lo splendido paesaggio naturale che lo circonda, facendo di questo luogo un incantevole scenario tardo settecentesco in grado di portare indietro nel tempo i visitatori che lo raggiungono per ammirarlo.



I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1791 e ci sono voluti cinque anni per terminarli; l’intero progetto venne finanziato e commissionato da Giuseppe Landolina, lo storico Barone di Alfano, che decise di costruire questo collegamento per facilitare il commercio tra il suo feudo e l’antico borgo di Canicattini Bagni, i quali erano separati dalla Cava Bagni, un profondo burrone che impediva il passaggio da una località all’altra.

A lavori ultimati il barone fece installare anche dei cancelli che limitassero l’ingresso nel suo feudo da parte dei canicattinesi, facendo una rigida selezione dei soli mercanti abilitati ad attraversarlo. Nonostante questo iniziale intento, nel giro di pochi anni i controlli vennero sempre meno, a tal punto che il Ponte Sant’Alfano venne spesso preso di mira da parte dei briganti che si nascondevano nelle sue vicinanze e prendevano d’assalto chiunque passasse da quelle parte, derubandoli di ogni bene.

A causa dell’incuria da parte del Barone di Alfano, si arrivò ad un contenzioso che consentì alla città di Canicattini Bagni di poter utilizzare il ponte ogni qualvolta i suoi abitanti ne avessero avuto il bisogno, evitando qualsiasi tipo di controllo o autorizzazione.

Il ponte è una costruzione in pietra calcarea locale, lavorata a blocchi squadrati e lisci. Da parte a parte sovrasta la Cava Bagni estendendosi per circa 20 metri. Il portale, posto all'ingresso dell'ex feudo, riecheggia l'architettura classico-romana degli archi trionfali e risulta costituito da un arco a tutto sesto, due muri paralleli posti ai lati come parapetto, mentre la pavimentazione, più volte rimaneggiata, mostra alcune porzioni originarie del fondo costituito da ciottoli bianchi.

L'ingresso in origine doveva reggere una grande porta in legno, in grado di assicurare sia l'ingresso sia l'inviolabilità al feudo e veniva presidiato da guardie. Conferiscono un aspetto grandioso all'intera costruzione i due bassorilievi posti ai lati del portale.

Queste due statue, incastonate ai lati del portale, hanno dimensioni imponenti rispetto all'intera struttura e attorno ad esse, nel tempo, sono sorte diverse leggende: alcuni vi hanno visto due soldati spagnoli in uniforme, altri ricordavano storie antiche di briganti dato che il parapetto di protezione del ponte contiene ancora delle feritoie ove si nascondevano per tentare delle imboscate, altri ancora raccontano la volontà del barone che voleva con questi simboli imporre i limiti della sua proprietà (cioè i segni del Potere e della Forza).

Infine la leggenda forse più corrispondente al vero e anche più avvalorata e quella che fa corrispondere l'identità delle due statue con quella di due fattori del barone: Currarino e Calamaru. Sembra che i due un giorno litigarono per una fascina di legna o per vicende d'amore e si diedero appuntamento sul ponte per sfidarsi, si affrontarono in un duello rusticano in cui Calamaru ci rimise una gamba e Curraino un braccio.

I due personaggi vengono rappresentati l'uno con in mano un pezzo di pane e l'altro con un fiasco di vino, ciò voleva essere un invito: trasferirsi nel feudo con la sicurezza di trovarvi un tozzo di pane e un pò di vino, cioè avere di che mangiare.

Come arrivare al Ponte Sant’Alfano: il ponte si trova leggermente fuori il comune di Canicattini Bagni, precisamente a nord ovest, a pochi passi dalla Strada Provinciale 86 che collega la cittadina col resto della Sicilia.
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