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Sveva, Franca, Costanza e Isabella regine sì, ma della tavola: le nuove Cassate siciliane

A Palermo c'è un luogo in cui storia e tradizione rivivono nelle "opere d'arte" di maestri contemporanei: un modo originale e creativo per solleticare i palati di tutti

Nicoletta Fersini
Giornalista e Fotografa
  • 22 dicembre 2018

Scorze agrumate raggianti come gioielli, creme sontuose e morbide come stoffe che volteggiano in saloni d'altri tempi.

Storie "da romanzo" di una nobiltà perduta, fasti di un'epoca che ha visto protagoniste donne che tutt'oggi popolano l'immaginario collettivo dei siciliani.

Costanza, ultima erede della casata normanna degli Altavilla e madre di Federico II, lo "Stupor Mundi". La bella e intelligente Donna Franca, moglie del ricchissimo Ignazio Florio. Isabella, che regnò in Sicilia insieme al cattolicissimo Ferdinando.

Belle, ricche e di carattere, tanto da ispirare i maestri pasticceri nella creazione di vere e proprie opere d'arte della pasticceria sicula.

Ognuna con le sue decorazioni e le sue peculiarità, Sveva, Franca, Costanza e Isabella sono le quattro cassate ideate e realizzate da Cannoli&Co, luogo situato nella centralissima via Maqueda al civico 268 (telefono 091 7320079) dove a far da padrona è la migliore tradizione isolana.

Un omaggio, questo, alle quattro donne e alla pasticceria di casa nostra sì, ma senza dimenticare la qualità dei prodotti e degli ingredienti sempre lavorati in maniera artigianale e nel rispetto delle loro proprietà.

La cassata, così, non è solo buona e bella ma ha anche un nome, è fatta con amore e dedizione e si adatta a tutti i gusti e a tutte le esigenze. Opzioni da non sottovalutare in periodo "di feste", quando la cassata come gli altri dolci della tradizione sono un must per le tavole dei palermitani.

Si può scegliere, infatti, di lasciarsi andare ai piaceri della ricotta e delle scorzette con i cannoli, probabilmente i dolci siciliani più conosciuti al mondo.

E il tutto rigorosamente a vista: il bancone si fa scenario del "solenne" rito del riempimento della cialda con la classica crema di ricotta o, per i coraggiosi sperimentatori, con le varianti di pistacchio, mandorla, cioccolato, arancia, limone e nocciole.

Non solo. Il cliente può perfino sceglierne la guarnizione tra scorze d'arancia, granella di pistacchi o granella di nocciole o ancora con gocce di cioccolato. Tutti ingredienti che raccontano il territorio e i suoi sapori.

Se di peccato di gola si vuol "morire", tanto vale farlo con stile. Oltre alle cassate "speciali" e ai cannoli "personalizzati" ci si può sbizzarrire nella scelta di "mignon" - come si chiamano familiarmente in città - ovvero i mini-dessert.

Anche qui tradizione e creatività vanno a braccetto: insieme ai tipici dolcetti alle mandorle, gli sciù e le sfince convivono delle originali versioni "scomposte" di cannoli e cassate, vere e proprie creazioni di finger food da assaporare direttamente con cucchiaino e bicchiere alla mano.

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