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Tra angoli nascosti e incursioni nel verde: il trekking (urbano) nei sentieri di Ragusa Ibla

È uno dei centri storici siciliani che meglio si presta al percorso urbano. Dalla città superiore di Ragusa fino a Ibla l'itinerario offre tutte le soddisfazioni di un vero trekking

Carmelo Sgandurra
Insegnante e divulgatore scientifico
  • 11 novembre 2021

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Ragusa Ibla

Il trekking urbano è un modo diverso di vivere l’escursionismo e riscuote un certo successo tra i camminatori alla ricerca di nuovi paesaggi e nuove suggestioni. Uno dei centri storici siciliani che meglio si presta è quello di Ragusa.

Oggi, senza soluzione di continuità, convivono due città in una, la superiore con il centro storico a scacchiera regolare, e la inferiore, rinata sul sito della preesistente città medievale distrutta dal terremoto del 1693. Lo scrittore Matteo Collura definisce il capoluogo ragusano, la “città bifronte” con “due anime e due corpi, due facce, due storie”.

L’elemento unificante è quello stile barocco che le è valso il riconoscimento Unesco. E niente può unire idealmente i due centri meglio di una camminata.

Dalla città superiore a Ibla il percorso offre tutte le soddisfazioni di un vero trekking, con dislivelli, fatica, gradinate e soste tra angoli nascosti, con la possibilità di incursioni nel verde.



Paesaggio urbano e paesaggio naturale sono una simbiosi, chi afferra Ibla con lo sguardo da lontano coglie una perfetta armonia con l’ambiente circostante delle cave iblee. Protagonista assoluta di questa fusione è la bianca pietra calcarea.

La mano dell’uomo ha lasciato la sua impronta nelle forme della campagna iblea, nei terrazzamenti che hanno ridisegnato le geometrie delle colline, nelle mànnere coi paralupi, nei muragghi e nei muri a secco. Le cavità custodiscono grandi latomie, angusti ingressi nascondono mondi sotterranei come le catacombe di Cava Celone.

Una rete di sentieri permette di esplorare i dintorni partendo a piedi dal centro abitato. Cava San Leonardo e Cava Misericordia, detta la valle dei mulini, sono facilmente raggiungibili.

Il punto di partenza ideale del trekking urbano è la Cattedrale di San Giovanni da cui si aprono due possibilità.

La prima opzione, per chi cerca un percorso misto tra città e natura, è quella di immergersi subito nella cava Santa Domenica, in bilico tra degrado e tentativi di riqualificazione. Alle spalle del tribunale, da via Natalelli, si scende in questo angolo di natura selvaggia dentro la città e si cammina fino a Ibla, transitando dal quartiere san Paolo.

È una cava ricca d’acqua Santa Domenica, acqua che alimentava mulini di cui rimangono ancora le tracce, ed irrigava i numerosi orti conquistati con i terrazzamenti. Interessanti le latomie, che fanno il paio con quelle della vicina cava Gonfalone; qui si estraeva la pietra e, nelle carcare ancora visibili, si lavorava la calce.

Il sentiero offre una visuale insolita, dal basso, dei tre grandi ponti che tagliano Cava Santa Domenica per collegare due quartieri della città. Tra i segni lasciati dall’uomo sono ben visibili anche i resti di una necropoli.

La seconda opzione per raggiungere Ibla, per chi cerca un percorso tutto urbano, è un misto di strade e scalinate che colmano il dislivello tra le due Raguse.

Dalla cattedrale si raggiunge Santa Maria della Scale e, per dirla con Gesualdo Bufalino, inizia la discesa dalle "vedute di fulmineo teatro che ogni svolta dei duecento e passa gradini regala al pedone paziente".

Meritevoli di attenzione i sontuosi palazzi come quello della Cancelleria e le piccole e grandi chiese disseminate lungo il tracciato. Alla fine della discesa la piazza delle Repubblica con la chiesa della Anime del Purgatorio apre le porte di Ibla.

Si può proseguire in maniera casuale lasciandosi sorprendere dai vicoli ciechi o perdendosi in "giravolte inutili" nel labirinto di stradine. I suoi gioielli più preziosi, dal Duomo di San Giorgio al portale gotico di San Giorgio vecchio, non hanno bisogno di ulteriori descrizioni.

La meta finale è il Giardino Ibleo che si affaccia sulla valle dell’Irminio. Un percorso che si rispetti deve tenere conto del patrimonio immateriale, solo gustando le tradizionali scacce accompagnate dal Cerasuolo di Vittoria si potrà dire di avere assaporato appieno questo angolo di Sicilia.

Per dirla ancora con il grande scrittore comisano "bisogna essere intelligenti per venire a Ibla e voi ci siete già stati".
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