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Tra gli sfollati di Niscemi: "Sembra l'apocalisse, qui nulla sarà più come prima"

Parla Francesco Cirrone, presidente della Pro Loco di Niscemi, anche lui tra gli sfollati che rischiano di perdere la casa. "Scene mai viste prima, rischiamo di perdere tutto"

  • 27 gennaio 2026

Francesco Cirrone, presidente della Pro Loco di Niscemi, anche lui tra gli sfollati

Per gli abitanti di Niscemi quella che stanno vivendo è una situazione “apocalittica, mai vista prima". E come dargli torto. Un paese "spezzato" in due da una frana che avanza: con nuovi cedimenti in meno di 24 ore che hanno costretto il sindaco ad ampliare la zona rossa e ordinare nuove evacuazioni. È salito a 1500 il numero degli sfollati.

Tante le case sgomberate e tra queste, la gran parte è destinata a venire giù col terreno. Un "dramma" per tutte le famiglie costrette ad abbandonare le proprie case, costruite con tanti sacrifici. Tra loro c'è Francesco Cirrone, presidente della Pro Loco di Niscemi. È tra gli sfollati, perché la sua abitazione si trova nei pressi del Belvedere, proprio nella zona più colpita: il giardino di casa sua non esiste più.

Ci racconta cosa sta vivendo e come è cambiata la sua vita da quel 25 gennaio, quando alle ore 13.00 tutto è cominciato. «La domenica è stata traumatica» racconta a Balarm mentre si trova in piazza. In sottofondo il rumore di un elicottero della Protezione civile che sorvola la zona, mentre i tecnici sono a lavoro per capire lo stato dei fatti.

«Per fortuna gli eventi si sono manifestati in un determinato range – prosegue -. Quindi, abbiamo avuto il tempo di avere dei preavvisi e le comunicazioni per lo sgombero sono state tempestive. Questo ha permesso al paese di non avere né vittime né feriti. La situazione, come descritta da tutti, dalle immagini e dai video che circolano sui social, racconta uno scenario apocalittico. Non era successa mai una cosa di tale portata. Io e la mia famiglia, assieme a tante altre, siamo stati costretti a lasciare la nostra casa».

Francesco ha trovato, inizialmente, ospitalità in casa di amici, mentre i suoi genitori in una casa di riposo. Alle sue spalle c’è il Belvedere e la sua casa si trova in fondo. «Si parla che queste case, ormai non avranno più un futuro. Ancora, la situazione è da valutare, ma sono queste le prospettive. Accanto a me ci sono i tecnici che stanno valutando la situazione del paese – precisa -. Per adesso siamo tutti alloggiati al meglio».

La Sicilia, mostrando il suo lato più bello, anche nei momenti difficili, ha visto partire, a Niscemi è partita la gara di solidarietà tra amici e parenti per ospitare chi ha dovuto lasciare il proprio alloggio.

«Il primo giorno sono andato a casa di amici – racconta Francesco -. Poi, i miei genitori in una casa di riposo. Io, adesso, vivo in campagna. Ieri sera, è stata allargata la fascia di protezione in via precauzionale e altri amici e parenti sono stati fatti evacuare».

Quella domenica, ad ora di pranzo, inizialmente, come racconta Cirrone, non avevano avvertito nulla. Poi, sono cominciate ad arrivare le comunicazioni sulle fratture che si stavano creando sulla strada utilizzata per arrivare a Gela. Da lì è cominciata la macchina organizzativa e la mobilitazione per sgomberare gli alloggi.

«Alcune case non ci sono più – prosegue il presidente della Pro Loco Niscemi -. La mia è stata colpita marginalmente: nella parte più esterna c’era un giardino e 10-15 metri quadrati di questi sono caduti a valle. Sotto c’è la voragine. E, forse, cadrà anche la casa dei miei nonni, che era stata colpita dalla frana del 1997. La situazione non sappiamo come si evolverà».

Tanti altri si trovano nella sua stessa situazione: c’è chi è andato in seconde case, chi al Palazzetto dello Sport "Pio La Torre", altri ancora da parenti e amici. Molti, purtroppo, potrebbero non rivedere più la loro casa.

«Il Comune ha allestito con il nostro supporto la palestra comunale ma molti stanno trovando alloggio in seconde case o da amici – fa sapere, sui social, il capo della Protezione Civile Regionale, Salvo Cocina -. Probabilmente, gran parte di queste case non potrà essere più recuperate e bisognerà pensare a reperire nuovi alloggi. La scelta migliore, più rapida ed efficace, sarebbe quella di erogare un contributo ai cittadini per l’acquisto di una casa esistente, e ve ne sono tante chiuse nei nostri paesi».

Al momento, per raggiungere Niscemi, la strada sicura è quella che porta a Caltagirone, mentre è anche aperta (ma sotto osservazione), quella per Vittoria.

«L’appello che voglio lanciare è che via sia un interesse regionale e nazionale per aiutare la popolazione di Niscemi» conclude Francesco Cirrone.
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