ARTE CONTEMPORANEA

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Tra i ruderi di Ballarò spunta Santa Rosalia: un omaggio a Palermo e alla sua potenza

Tra i ruderi dell’ex chiesa di Santa Maria del Soccorso è stata realizzata un'opera d'arte permanente da Filippo di Sambuy con il sostegno della Fondazione Sicilia

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 29 maggio 2019

L'opera di Di Sambuy sui ruderi dell’Ex Chiesa di Santa Maria del Soccorso in via Michele del Giudice a Ballarò

«Camminando per Ballarò e perdendomi tra le stradine intorno al mercato mi ritrovai davanti a quest'abside semi distrutta. Ultima vestigia di una chiesa probabilmente barocca. Non ne fui colpito ma immensamente emozionato. Quello che sembrava una rovina davanti ad un parcheggio mi si rivelò un luogo di devozione inaspettato. Mi ero perso per arrivare proprio lì e intuire la bellezza e la dedizione di un quartiere, dei suoi abitanti».

Con queste parole Filippo di Sambuy, artista torinese che vive a Parigi, racconta l'ispirazione folgorante che ha avuto tra le viuzze di Palermo per realizzare una nuova opera d'arte permanente: un mosaico che rappresenta Santa Rosalia.

La volontà di integrare un’opera contemporanea all'interno delle rovine di una chiesa, cercando in questo modo di salvaguardarla, fa parte della poetica e del percorso artistico dell’artista, il quale rimettendo radicalmente in questione la linearità del tempo, determina un continuo corto circuito tra passato e presente in una serie di siti architettonici di straordinario fascino.

L’installazione, collocata all’interno dei ruderi dell’Ex Chiesa di Santa Maria del Soccorso in via Michele del Giudice a Ballarò è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione Sicilia.

«Tutto intorno c'era il mercato con il suo casino, - continua l'artista - era come qualcosa rimasto integro nonostante fosse stato bombardato durante la guerra. Il ricordo di questa chiesa in mezzo al caos mi ha chiamato, è stato un colpo di fulmine. Girando intorno per il quartiere tutto parlava di Santa Rosalia e così ho pensato di fare qualcosa che avesse a che fare con la devozione che qui a Palermo sento forte. Così ho ricreato un'immagine moderna ma riconoscibile della Santa, una specie di edicola votiva. Adesso sento che anche io ho una santa protettrice. Adoro Palermo la trovo meravigliosa, con una potenza creativa che altre città non hanno, sono sempre di più affascinato dal Mediterraneo e Palermo è al margine d'Europa ma è la capitale del Mediterraneo».

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