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Tra paesaggi spettacolari e disagi: i come e i perché della neve che è caduta sulla Sicilia

Monti innevati (anche monte Pellegrino), bufere sui centri abitati e temperature ai minimi storici: quella di questo gennaio verrà ricordata come una grande irruzione di freddo

Andrea Di Piazza
Geologo e ricercatore
  • 9 gennaio 2019

Petralia Soprana (foto Pino Federico, gennaio 2019)

Quella appena passata verrà ricordata in molti angoli della Sicilia come una delle irruzioni fredde più intense degli ultimi anni.

Temperature sottozero, bufere di neve, anche a quote bassissime, e venti da nord hanno spazzato la nostra isola in lungo e in largo.

Basta guardare i dati del Servizio Agrometeorologico Siciliano (Sias) per rendersi conto dell’entità della perturbazione: tra il 4 ed il 5 gennaio l’intera Sicilia è piombata nella morsa del freddo con temperature minime spesso al di sotto dello zero.

Da ovest ad est, sulla fascia costiera spicca Marsala con una minima di -0.2ºC il 4 gennaio, Trapani tra +0.2ºC e -0.2ºC, Sciacca +0.3ºC, Palermo +1.7ºC, Termini Imerese -0.6ºC, Patti con +3ºC, Messina -0.2ºC il 5 gennaio, Catania +0.9ºC, Augusta -0.3ºC e Siracusa -3.3ºC il 5 gennaio. Il gelo salendo di quota: Erice -1.5ºC, Corleone -2.5ºC, Petralia Sottana -3.6ºC, Polizzi Generosa -2.7ºC, Sclafani Bagni -2.6, Prizzi -6.1ºC, Cesarò -4ºC, San Fratello -4.4ºC, Caltanissetta -2.9ºC, Nicosia -3.8ºC, Piazza Armerina -4.2ºC, Maletto -5.7ºC.

Impressionanti ma per niente eccezionali poi i dati di Caronia Pomiere (-8.4ºC) ed Etna nord (-11.8ºC). Dal Sias rimarcano il carattere di eccezionalità di questa ondata di freddo.

Si legge sul loro sito: “L'analisi delle serie di temperature della rete conferma che i record di minime registrati il 5 gennaio 2019 da alcune stazioni situate tra le province di Caltanissetta e Ragusa, non sono legati a fattori microclimatici, bensì descrivono un'avvezione di carattere eccezionale che ha permesso al flusso di aria gelida di spingersi in modo particolarmente intenso proprio in quella zona della Sicilia”.

Tutte le stazioni di quell'area hanno infatti registrato il loro record di minima assoluta dall'inizio delle rilevazioni, avvenuto nel 2002.

Continuando: “Nella zona solo la stazione SIAS di Gela e quella di Comiso, entrambe soggette a forti gelate radiative, con -3,2 °C e -4,9 °C, avevano in passato registrato nella loro storia valori inferiori".

"Hanno invece stabilito il loro record dal 2002 le stazioni SIAS di Acate (-1,6 °C, precedente -1,4 °C il 18/02/2008), Mazzarrone (-3,8 °C, precedente -3,5 °C il 18/02/2008), Butera (-0,8 °C, precedente -0,4 °C il 18/02/2008), Mazzarino (-3,1 °C, precedente -2,4 °C il 06/01/2017) e, fuori da questa zona, Ramacca Giumarra (-2,1 °C, precedente -1,8 °C il 07/01/2017)”.

Oltre al gelo sono state le nevicate a tenere banco. In alcune zone persino spiagge e scogliere sono apparse leggermente imbiancate, secondo i meteorologi però si sarebbe trattato di graupel o neve tonda, non di veri e propri fiocchi.

Sulle montagne del Palermitano la neve ha coperto tutti i rilievi sopra i 300-400 metri di quota, imbiancata la cima di Monte Pellegrino ma anche i monti della Conca d’Oro.

Enormi disagi sulle Madonie, sepolte a 1000 m da circa 60 cm di neve; il forte vento ha creato accumuli eolici che in alcuni punti hanno superato i due metri di spessore.

Assoluta regina delle nevi si è confermata Petralia Soprana, quest’anno insignita del titolo di “Borgo dei Borghi”, che le bufere di neve hanno trasformato in un paese siberiano con case, chiese, balconi e alberi coperti da enormi cumuli di neve.

Paesaggio simile a Gangi, ancor più spettacolare sotto le tormente, ed a Geraci Siculo, dove la neve ha ostruito persino le case delle abitazioni.

Oltre 20 cm anche a Polizzi Generosa, Castellana Sicula, Caltavuturo, Sclafani Bagni ed Isnello, leggermente imbiancate anche Castelbuono e Pollina.

Stessa storia sui Nebrodi, soprattutto sul versante meridionale, dove Cesarò, San Teodoro, Troina, Capizzi e Cerami sono state letteralmente sepolte dalla neve con enormi disagi alla circolazione. Innevate anche Nicosia e Sperlinga, così come i paesi della fascia pedemontana etnea.

La neve è caduta anche nelle zone meridionali della Sicilia, tipicamente agricole, creando enormi danni alle coltivazioni.

La Regione ha iniziato la stima dei danni per avanzare la richiesta al Ministero per le Politiche Agricole di dichiarazione dello stato di calamità naturale.

Freddo, gelo e neve ma non fatevi ingannare: secondo il Cnr, il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800, mentre il 2017 occupa la seconda posizione.

Riscaldamento globale e inverni gelidi, come si legano i due fattori? Secondo un team di ricercatori dell’Università di Sheffield, il riscaldamento della zona polare provocherebbe delle forti ondulazioni della corrente a getto del fronte polare, il fenomeno darebbe vita così a frequenti incursioni di aria fredda a medio-bassa latitudine.

Studi precedenti hanno inoltre dimostrato come l’aumento di CO2 disciolta negli oceani e lo scioglimento dei ghiacci polari, dovuto al riscaldamento globale, provochino una variazione di salinità e densità della Corrente del Golfo tale da indurne il rallentamento.

L’effetto diretto sulla zona europea, lambita sul lato atlantico dal "ramo caldo" della Corrente, è una maggiore esposizione alle correnti fredde (e calde) legate alle oscillazioni della corrente a getto.

Non è un caso del resto se negli ultimi 5 anni (2014-2019), che includono alcuni dei più caldi di sempre, si siano registrate tre poderose irruzioni di aria artica con copiose nevicate alle nostre latitudini: dicembre 2014-gennaio 2015, gennaio 2017 e gennaio 2019.

Il consiglio ai nostri amministratori è quello di tener conto di eventuali proiezioni climatiche per gli anni a venire, giusto per non farsi trovare eventualmente impreparati.

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