Tra traffico e buche, guidare a Palermo è il "male": ben 2 classifiche lo confermano
Tra buche, parcheggi selvaggi e cantieri sparsi per tutta la città si salvi chi può e inevitabilmente trascorrere giornate in auto non è un immaginario improbabile
Viale Regione Siciliana a Palermo in prossimità del Ponte Corleone
A Palermo tra buche, parcheggi selvaggi e cantieri sparsi per tutta la città si salvi chi può e inevitabilmente trascorrere giornate in auto non è un immaginario così tanto improbabile, anzi. Spesso e volentieri, è la vita che trascorrono un po' tutti i palermitani che per spostarsi quotidianamente utilizzano la macchina.
A dimostrare la pessima situazione in città non è soltanto il malcontento dei cittadini, ma sono i numeri inseriti nel report di "TomTom" che si riferiscono al 2025 e Palermo si piazza al primo posto tra le città più trafficate d'Italia spodestando Roma. Infatti, nel corso dell'anno il capoluogo ha registrato il 51% di livello di congestione, una velocità media di 27,1 km/h, in 15 minuti si percorrono in media 6,8 chilometri. Confrontando i dati con il 2024, ci accorgiamo che il livello medio di congestione è di 1,5 % in più nel 2025.
Ma un dato che preoccupa è la velocità media in autostrada ed è 80,9 all'ora, 0,8 km/h più lento rispetto al 2024. Al terzo posto c'è Catania con 47% di congestione e 103 ore perse all'anno. Dati disastrosi che purtroppo ci ricordano quanto le strade della città non siano sicure e scorrevoli, anzi tra restringimenti e voragini che spuntano col maltempo, il rischio di restare impantanati nel traffico è più alto di quanto si possa pensare.
Ma non è finita qui: l'indicatore di pericolosità stradale 2026 commissionato da Castigliani Gomme all’International Center for Social Research parla chiaro e non fa sconti. Al 12esimo, al 13esimo e 15esimo posto ci sono rispettivamente Palermo, Catania e Messina, un dato che si elabora in base al numero di incidenti, ai tassi di incidentalità e alle spese pro capite per la manutenzione delle strade (quanto denaro viene speso, in media, per ogni abitante per mantenere le strade in buone condizioni, ndr).
L'International Center for Social Research lo scorso anno ha elaborato il nuovo indicatore di pericolosità stradale che misura la pericolosità stradale e a giudicare dalle posizioni che ricoprono le nostre città siciliane, la situazione non è delle migliori, anche se sembrerebbe che rispetto agli altri anni, gli incidenti siano diminuiti considerevolmente. Le buche, però, restano un problema serio.
Come vi abbiamo già raccontato in un precedente articolo, chi ha creato il detto "attento a dove metti i piedi", forse inconsciamente pensava proprio a Palermo. Purtroppo, che sia in macchina, in bici, in moto o da pedoni (per non parlare del monopattino), le strade del capoluogo sono diventate un percorso ad ostacoli e con il maltempo, la situazione peggiora giorno dopo giorno, pioggia dopo pioggia.
E di buche nel corso degli anni ne abbiamo collezionate un po', alcune persino "arredate" con sedie o pedane per renderle più visibili, soprattutto se si trovano in punti dove l'illuminazione scarseggia in serata. Tra queste ricordiamo quella in via Marinuzzi, in via Giorgio Arcoleo (entrambe a pochi passi dalla stazione Centrale), in corso dei Mille, in via delle Magnolie, in via Boris Giuliano, in via Dante e in via Guido D'Arezzo, dove per altro a Capodanno tre auto sono rimaste a terra perché hanno beccato la buca. Per alcuni, infatti, il 2026 è iniziato "col botto".
Per non parlare di quella in via Roma all'incrocio con via Guardione, che il 9 gennaio si è aperta e che non è stata attualmente risanata, anche se i lavori proseguono.
Ma anno nuovo, strade nuove. Il Comune apre il 2026 con alcuni provvedimenti che danno il via libera a nuovi cantieri per il rifacimento di asfalto e marciapiedi praticamente in tutta la città, dal centro alle periferie. Gli interventi riguardano: Seconda Circoscrizione, Quarta Circoscrizione, Quinta Circoscrizione e Ottava Circoscrizione.
Gli interventi riguardano:
- Seconda Circoscrizione (960 mila euro): piazza Giulio Cesare; via Oreto (tra piazza Giulio Cesare e via Vincenzo Errante); via Lincoln (tra piazza Giulio Cesare e corso dei Mille); corso dei Mille (tra via Lincoln e via Biagio Conte).
- Quarta Circoscrizione (954 mila euro): via Piave (da via Morozzo della Rocca a via Emilio D’Angelo); via Montegrappa (da via Giovanni Argento a piazzetta Porcelli); via Gustavo Roccella (da piazza Montegrappa a via San Raffaele Arcangelo); via Ernesto Tricomi (nei tratti compresi tra via Gaetano Parlavecchio, via Ughetti e via Carmelo Lazzaro); via Carmelo Lazzaro (da via Ernesto Tricomi a via Gaetano Lodato).
- Quinta Circoscrizione (1 milione 186 mila euro): via Leonardo da Vinci (da via Casalini a viale Regione Siciliana); via Corrado Gianquinto e via Bova; via Ignazio Silvestri; via Nazario Sauro; via Eugenio L’Emiro (nei due tratti previsti); via Michele Piazza; corso Finocchiaro Aprile; via Imera; via Costantino Lascaris; via Marco Polo.
- Ottava Circoscrizione (960 mila euro): via Principe di Paternò, via Alessio di Giovanni, via Vittorio Alfieri, via Luigi Pirandello, via Francesco Petrarca e piazza Boccaccio.
A dimostrare la pessima situazione in città non è soltanto il malcontento dei cittadini, ma sono i numeri inseriti nel report di "TomTom" che si riferiscono al 2025 e Palermo si piazza al primo posto tra le città più trafficate d'Italia spodestando Roma. Infatti, nel corso dell'anno il capoluogo ha registrato il 51% di livello di congestione, una velocità media di 27,1 km/h, in 15 minuti si percorrono in media 6,8 chilometri. Confrontando i dati con il 2024, ci accorgiamo che il livello medio di congestione è di 1,5 % in più nel 2025.
Ma un dato che preoccupa è la velocità media in autostrada ed è 80,9 all'ora, 0,8 km/h più lento rispetto al 2024. Al terzo posto c'è Catania con 47% di congestione e 103 ore perse all'anno. Dati disastrosi che purtroppo ci ricordano quanto le strade della città non siano sicure e scorrevoli, anzi tra restringimenti e voragini che spuntano col maltempo, il rischio di restare impantanati nel traffico è più alto di quanto si possa pensare.
Ma non è finita qui: l'indicatore di pericolosità stradale 2026 commissionato da Castigliani Gomme all’International Center for Social Research parla chiaro e non fa sconti. Al 12esimo, al 13esimo e 15esimo posto ci sono rispettivamente Palermo, Catania e Messina, un dato che si elabora in base al numero di incidenti, ai tassi di incidentalità e alle spese pro capite per la manutenzione delle strade (quanto denaro viene speso, in media, per ogni abitante per mantenere le strade in buone condizioni, ndr).
L'International Center for Social Research lo scorso anno ha elaborato il nuovo indicatore di pericolosità stradale che misura la pericolosità stradale e a giudicare dalle posizioni che ricoprono le nostre città siciliane, la situazione non è delle migliori, anche se sembrerebbe che rispetto agli altri anni, gli incidenti siano diminuiti considerevolmente. Le buche, però, restano un problema serio.
Come vi abbiamo già raccontato in un precedente articolo, chi ha creato il detto "attento a dove metti i piedi", forse inconsciamente pensava proprio a Palermo. Purtroppo, che sia in macchina, in bici, in moto o da pedoni (per non parlare del monopattino), le strade del capoluogo sono diventate un percorso ad ostacoli e con il maltempo, la situazione peggiora giorno dopo giorno, pioggia dopo pioggia.
E di buche nel corso degli anni ne abbiamo collezionate un po', alcune persino "arredate" con sedie o pedane per renderle più visibili, soprattutto se si trovano in punti dove l'illuminazione scarseggia in serata. Tra queste ricordiamo quella in via Marinuzzi, in via Giorgio Arcoleo (entrambe a pochi passi dalla stazione Centrale), in corso dei Mille, in via delle Magnolie, in via Boris Giuliano, in via Dante e in via Guido D'Arezzo, dove per altro a Capodanno tre auto sono rimaste a terra perché hanno beccato la buca. Per alcuni, infatti, il 2026 è iniziato "col botto".
Per non parlare di quella in via Roma all'incrocio con via Guardione, che il 9 gennaio si è aperta e che non è stata attualmente risanata, anche se i lavori proseguono.
Ma anno nuovo, strade nuove. Il Comune apre il 2026 con alcuni provvedimenti che danno il via libera a nuovi cantieri per il rifacimento di asfalto e marciapiedi praticamente in tutta la città, dal centro alle periferie. Gli interventi riguardano: Seconda Circoscrizione, Quarta Circoscrizione, Quinta Circoscrizione e Ottava Circoscrizione.
Gli interventi riguardano:
- Seconda Circoscrizione (960 mila euro): piazza Giulio Cesare; via Oreto (tra piazza Giulio Cesare e via Vincenzo Errante); via Lincoln (tra piazza Giulio Cesare e corso dei Mille); corso dei Mille (tra via Lincoln e via Biagio Conte).
- Quarta Circoscrizione (954 mila euro): via Piave (da via Morozzo della Rocca a via Emilio D’Angelo); via Montegrappa (da via Giovanni Argento a piazzetta Porcelli); via Gustavo Roccella (da piazza Montegrappa a via San Raffaele Arcangelo); via Ernesto Tricomi (nei tratti compresi tra via Gaetano Parlavecchio, via Ughetti e via Carmelo Lazzaro); via Carmelo Lazzaro (da via Ernesto Tricomi a via Gaetano Lodato).
- Quinta Circoscrizione (1 milione 186 mila euro): via Leonardo da Vinci (da via Casalini a viale Regione Siciliana); via Corrado Gianquinto e via Bova; via Ignazio Silvestri; via Nazario Sauro; via Eugenio L’Emiro (nei due tratti previsti); via Michele Piazza; corso Finocchiaro Aprile; via Imera; via Costantino Lascaris; via Marco Polo.
- Ottava Circoscrizione (960 mila euro): via Principe di Paternò, via Alessio di Giovanni, via Vittorio Alfieri, via Luigi Pirandello, via Francesco Petrarca e piazza Boccaccio.
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