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Tutti ne parlano ma l'accesso è "riservato": perchè Clubhouse è il social del momento

Niente foto o video sul nuovo canale social che sta spopolando in Europa e che si basa esclusivamente su materiale audio. Le sue parole d'ordine sono: "ora e adesso"

Balarm
La redazione
  • 10 febbraio 2021

L'applicazione del nuovo canale social Clubhouse

Propone contenuti su arte, cultura e creatività ma in una modalità nuova: stiamo parlando di “Clubhouse” l’applicazione che da poco è entrata nel mondo dei social e che, sembrerebbe, avrebbe scalzato, per modernità e velocità di fruizione, i vecchi canali.

Ultimo in termini di comparsa nel “mondo virtuale”, definito dagli addetti ai lavori, “ecosistema social”, ha già spopolato in nord America e, da poco sbarcato anche in Europa, sembra già generare lo stesso effetto di apprezzamento.

Nata dal progetto di una start americana, opera di Paul Davison e Rohan Seth, nell’aprile del 2020 è solamente da gennaio di quest’anno che ha riscosso grande successo, e promette di accrescerlo.

La caratteristica principale che differenzia il nuovo social media (che secondo le stime vale già un miliardo di dollari) dagli altri esistenti è data dal fatto che si basa esclusivamente su materiale audio, che transita in diretta e che non può essere in nessun modo salvato.



Parole d’ordine dunque, volendo guardare al mondo antico, sono “hic et nunc”, ora e adesso.

Nessuna foto, commento, messaggio vocale o file scambiati, così come avviene generalmente con gli altri social, per la nuova app, al momento disponibile solo su App Store (è in lavorazione un software per la realizzazione di un sistema per Android).

In sostanza viene definito come “un aggregatore globale di tavole rotonde a tema”, declinato su un ventaglio ampio di tematiche, ad ogni ora, in ogni lingua, con ogni genere di pubblico e di panelist.

Il canale è suddiviso in “stanze virtuali” - che simbolicamente ricordano le sale, fisiche, da congressi - dove partecipano, in un dialogo attivo gestito da moderatori, tanto i relatori quanto coloro che ascoltano e vogliono intervenire.

Si può entrare e uscire dalle stanze, partecipando anche a numerose conversazioni perché l’unica cosa su cui il social non mette limite è il tempo di fruizione.

Il primo dato interessante, al momento, è dato dalla qualità dei temi trattati - ricordiamo che si spazia tra arte, cultura e creatività - con un’alta professionalità dei relatori che vi prendono parte.

L’accesso rappresenta un’altra eccezionalità: si entra nelle stanze solo su invito (e solo se si possiede un iPhone, al momento) in attesa di un’apertura - come hanno fatto intendere i fondatori - per tutti gli interessati.

C’è da supporre che quando ciò accadrà Clubhouse cambierà, nella sostanza dei dibattiti offerti, ma questo è tutto da considerare in futuro.

I temi trattati al momento, mentre le stanze si vanno moltiplicando in maniera esponenziale, vanno dalla politica, al turismo, dal Covid al tanto discusso Festival di Sanremo in tempo di pandemia, passando dalle serie Tv alla comunicazione globale.

Un dato sembra interessante al momento: tra tutti coloro che hanno fatto capolino nelle “rooms”, tra assessori alla Cultura, direttori di musei e giornalisti, sembrano ancora non essere state registrate presenza di artisti.

Staremo a vedere se il futuro dell’Arte passerà proprio da Clubhouse…
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