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Un "ascolto esperto" per i giovani dell'Albergheria: nasce l'Ambulatorio sociale di Psicoterapia

Il progetto, unica realtà sul territorio,nasce dalla sinergia dell'Associazione Parco del Sole e Funima International Onlus, finanziato dalla Fondazione Terzo Pilastro. È rivolto ai giovani del quartiere ma anche alle famiglie

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 11 giugno 2021

Antonella Lumetta, responsabile dell'Ambulatorio sociale di Psicoterapia all'Albergheria

"Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano". Lo sanno bene, e continuano ad operare in questa prospettiva, gli operatori dell'Associazione Parco del Sole in piazzetta San Giovanni Decollato, che, dal 2010, sulla spinta di Don Cosimo Scordato, lavorano quotidianamente per offrire un punto di riferimento a tanti bambini che vivono nella povertà economica, sociale, culturale ed affettiva del quartiere Albergheria a Palermo.

Nell'ottica della promozione della salute a 360, compresa quella del benessere psicofisico, l'Associazione, ogni mercoledì dalle ore 10.00 alle 12.00, offrirà un servizio di ascolto e di aiuto psicologico per il quartiere albergheria grazie al nuovo Ambulatorio sociale di Psicoterapia, gestito e coordinato da Antonella Lumetta, psicologa e psicoterapeuta.

«Dopo anni di lavoro e di attività già svolte con il Parco del Sole - ci ha detto la dottoressa Lumetta - ci siamo resi conto, grazie anche alle richieste di aiuto avanzate dai genitori e dalle famiglie del quartiere, della necessità di mettere in campo un servizio specifico, di sostegno psicologico, democratico, solidale e, soprattutto, condiviso.



Abbiamo stilato, dunque, un progetto nato dall'Associazione Parco del Sole e Funima International Onlus, organizzazione laica che opera nel campo della solidarietà in difesa dei diritti dell’uomo a sostegno di famiglie e comunità, e finanziato dalla Fondazione Terzo Pilastro».

Gli utenti del Parco del Sole sono ragazzi compresi nella fascia d'età dei sei anni fino alla pre-adolescenza che hanno rivelato esigenze conclamate legate alla dimensione sociale del quartiere, acuita dalla situazione pandemica e dall’isolamento forzato che tutti abbiamo dovuto affrontare.

«Il progetto mette al centro la persona per donare senso e significato alle loro storie e al loro disagio, accogliendo le loro richieste d'aiuto, e dunque una prospettiva di futuro ad ogni singolo giovane, che è la risorsa e la promessa della società.

Al momento il progetto partirà in una forma "pilota", cioè ogni mercoledì della settimana per due ore, potendo accogliere, quindi, due utenti singoli alla volta; siamo pronti, comunque, ad espandere l'offerta del servizio, in risposta alla mole di richieste di sostegno psicologico già ricevute.

Volendo già pensare in grande, gettando il cuore oltre l'ostacolo, ci auspichiamo di poter al più presto pensare, e realizzare dunque, punti di ascolto psicologico in ogni quartiere di Palermo, soprattutto in quelli con evidenti criticità sociali ed economiche. I servizi di sostegno gratuiti messi a disposizione degli enti pubblici sono già saturi ma l'esigenza della cittadinanza, soprattutto dopo questi mesi durissimi, si è incrementata.

Abbiamo già una lista d'attesa di richieste di persone dal quartiere che ci hanno contattato e anche di persone che non vivono all'Albergheria, alle quali vorremo ugualmente portare il nostro sostegno».

Oltre all'attività di ascolto e sostegno psicologico del mercoledì, per singoli utenti, Antonella Lumetta - che intanto sta provvedendo al reperimento di un'equipe curante formata da professionisti del settore - ha già in programma anche un serie di attività di gruppo per famiglie e a tema che realizzino un percorso di accompagnamento genitoriale nella crescita dei ragazzi.

L'Ambulatorio sociale di Psicoterapia dell’Albergheria, unica realtà al momento del genere esistente sul territorio, si occuperà di diversi aspetti della crescita psicologica degli utenti, affrontando tematiche legate al ritiro sociale e scolastico, alla lettura del disagio nella fase adolescenziale, alle condotte auto lesionistiche e, anche, relative ai disturbi alimentari.

«Sono tanti i disagi psicologici riscontrati nei mesi passati - continua la psicoterapeuta - e nuovi se sono aggiunti dettati dalla pandemia, come il rilevamento di violenze domestiche intra-familiari. La nostra terapia della parola è alla base della salute mentale che è, e deve essere, un diritto di tutti e che sta alla base delle relazioni sociali e personali. Il futuro si costruisce giorno dopo giorno con pratiche di rispetto e cura in primis verso se stessi.

È fondamentale condividere questa visione con i genitori e le famiglie, facendo presente che le risposte ci sono e che le buone pratiche per il vivere in serenità esistono e sono alla portata di tutti. La scelta stessa del nome dell'Ambulatorio non è stata casuale: etimologicamente deriva da “ambulare” cioè spostarsi per la cura, e questo il primo passo che colui che chiede aiuto deve compiere. L’aggettivo sociale rientra, invece, nella dimensione di accessibilità legata non ad una struttura ospedaliera e a disposizione di tutti, realtà che esistono a livello nazionale ma non ancora a Palermo».

Caratteristica fondamentale del servizio, infatti, è la gratuità, oltre all'accessibilità, e si pone come obiettivo la promozione del benessere e della salute come un equilibrio tra vari livelli fisico, psicologico, relazionale e sociale, ponendo in luce la necessità di offrire a tutti uguali opportunità e tutela dei bisogni essenziali.

Tutte le informazioni per le attività sono disponibili sulla pagina Facebook del'Associazione Parco del Sole; l'accesso all'ambulatorio, tutelato per la privacy, è riservato all'omonimo vicolo adiacente alla piazzetta San Giovanni Decollato.
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