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"Un genitore per alunno alla recita": scoppia la polemica in una scuola di Palermo

Con una circolare, il preside ha imposto la presenza di un solo genitore alla recita degli alunni scatenando polemiche e interrogativi tra i genitori: ecco che è successo

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 13 gennaio 2026

Recita scolastica

Con una circolare, il preside ha imposto la presenza di un solo genitore alla recita natalizia degli alunni. È quello che è accaduto alla scuola "I.C. Florio San Lorenzo" plesso Domino a Palermo, scatenando polemiche e interrogativi tra i genitori sul perché di questa scelta, ma inevitabilmente le famiglie si sono ritrovate costrette a scegliere se mandare la mamma o il papà per assistere alla recita natalizia dei propri figli.

Una situazione che ha generato malcontento generale e che ha intristito i piccoli della primaria: "Papà, mi dispiace che tu non sarai alla recita", lo ha scritto un bambino in un disegno che raffigurava se stesso durante la recita. Una scena che non rimane isolata, ma si ripete in più famiglie.

Secondo la circolare n.190 del 4 dicembre 2025 sugli spettacoli e recite di Natale è stato dichiarato che: «Al fine di garantire un ordinato svolgimento delle attività e di evitare situazioni di affollamento, per ciascun alunno/a sarà consentito l’ingresso a un solo genitore, secondo la turnazione predisposta per ogni sezione o classe».

Il disagio è stato amplificato nelle famiglie separate, già alle prese con equilibri delicati. La decisione del dirigente scolastico si basa su ragioni di sicurezza, com’è stato esplicitato in una delle email di risposta: «La stessa aula teatro - racconta a Balarm la madre Adriana Leone - solo tre mesi prima a settembre, aveva ospitato il servizio di accoglienza per le classi prime con tutto il corpo docenti, preside, vicepreside, circa trentadue bambini e altrettanti genitori.

Un numero di persone nettamente superiore rispetto alle sedici famiglie che avrebbero partecipato alla recita di Natale, considerando anche che non tutti i genitori sarebbero riusciti a liberarsi dal lavoro per recarsi alla recita. L'aula è dotata di tre uscite di sicurezza con maniglioni antipanico».

Adriana si è fatta portavoce del malcontento e ha inviato una mail al preside chiedendo spiegazioni su questa incongruenza. Il dirigente scolastico ha dichiarato che «comprendendo il disagio, mi dispiace comunicare che per motivi di sicurezza non è possibile inserire nella cosiddetta aula teatro del plesso Domino Primaria un numero notevole di persone. Purtroppo l'accoglienza da Lei citata è stato un errore che non sarà più ripetuto».

Nonostante sia trascorso del tempo, resta comunque in Adriana l'insicurezza, soprattutto adesso che i piccoli sono tornati in classe, nel dubbio che questa dinamica possa ripresentarsi per recite future.

Dopo la prima risposta, il preside non ha più replicato alle richieste di chiarimenti. La vicenda solleva interrogativi importanti sulla gestione della comunicazione tra dirigenza e famiglie. Adriana non si è arresa: «Voglio fare chiarezza su questa vicenda. Il preside si deve prendere la responsabilità di quello che dice e di quello che fa, con tutte le conseguenze del caso».

Non sappiamo se le ragioni di questa scelta siano legate a un numero di capienza massima che può sostenere l’aula teatro oppure se la struttura abbia problemi di sicurezza o se saranno necessari in futuro interventi di ristrutturazione. Attualmente abbiamo chiesto una replica al dirigente scolastico che non ha rilasciato nessuna dichiarazione.
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