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Un luogo, una famiglia, un nome: Il Teatro Lelio a Palermo presenta la nuova stagione

Otto spettacoli tutti di prosa, otto produzioni del Teatro Lelio che riparte con sprint e un cartellone dallo spiccato senso civile che affronta tematiche attuali

Balarm
La redazione
  • 3 dicembre 2018

Una foto dello spetacolo "Di sogni, viaggi e meraviglie" di Domenico Bravo

Il Teatro Lelio a Palermo è un luogo che ha una storia antica indissolubilmente legata a quella della famiglia che lo fondò nel 1990. Arriva così quest'anno alla 28esima stagione teatrale, la prima dopo la scomparsa di Giuditta Lelio che curò la direzione artistica fin da quando il Teatro nacque.

Ma l'antica tradizione di famiglia continua. Il nome del teatro deriva dalla "maschera" di Lelio il bugiardo, nel lontano 1600 il capostipite della famiglia prese il nome della maschera che lui interpretava più spesso. Quella della famiglia Lelio con il teatro è una storia ininterrotta di 300 anni.

Otto spettacoli tutti di prosa, otto produzioni del Teatro Lelio che riparte con sprint e un cartellone dallo spiccato senso civile che affronta tematiche attuali. Ma procediamo per gradi. Si parte domenica 16 dicembre alle ore 17 con uno spettacolo per famiglie: "Il gatto con gli stivali" con adattamento e regia di Domenico Bravo.

Il giorno della Befana: domenica 6 gennaio ore 17 andrà in scena "Di sogni, viaggi e meraviglie" testo e regia di Domenico Bravo, uno spettacolo interamente dedicato alle antiche fiabe siciliane, che potrebbe sembrare anacronistico, ma il cui intento è un inno all’immaginazione, al gioco come momento della salute sociale.

Si continua domenica 27 gennaio alle ore 17 con lo spettacolo "Segni di mani femminili" di Valentina Ferrante, regia di Micaela De Grandi con Valentina Ferrante, Micaela De Grandi e Nunzio Buonadonna. Uno spettacolo che dipinge un ritratto della comunità ebraica che popolò la Sicilia a partire dal quarto secolo d.C. fino alla cacciata del 1492.

Sabato 16 febbraio alle ore 17 va in scena "Fuori dagli schermi" di Massimiliano Geraci, regia di Valentina Ferrante con Micaela De Grandi, Pietro Casano e Valentina Ferrante. Uno spettacolo questo che vuole porre l'accento sullo stravolgimento che le nuove tecnologie hanno sulle relazioni interpersonali.

Grande attenzione anche alla questione ecologica con lo spettacolo "Terra chiama uomo" (in programma il 24 febbraio ore 17). Mentre del doloroso tema del femminicidio tratta lo spettacolo scritto da Giuditta Lelio "Donne d'amore uccise" (in programma per l'8 marzo), un modo per riflettere sulle relazioni malsane e anche per "fare memoria" e ricordare con un omaggio la capostipite del Teatro.

Domenica 14 aprile ore 17 si va alla scoperta del mondo dei pupi con una visita guidata alla mostra "Paladini e pitture dell’Opera dei Pupi" nel Foyer del teatro con lo spettacolo "La Pazzia di Orlando". La famiglia Lelio ha una ricchissima collezione di pupi storici e di teatrini e sipari. Il mondo incantato dei pupi è raccontato da uno dai i Pupari della famiglia Bumbello.

Giovedì 23 maggio alle ore 21, la stagione si conclude con "La meccanica della grandezza", testo e regia di Domenico Bravo con Domenico Bravo, Danila Laguardia e Viviana Lombardo. Cosa spinge un uomo a nascondersi in un ambiente ristretto e isolato, concedendosi solo di quando in quando qualche boccata d’aria e consumando nello stesso luogo i pasti giornalieri e sporadici momenti di piacere fisico? Non è avversione verso la società, né un tentativo di evitare ogni relazione umana, ma un’esibizione di potere.

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