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Un museo di Franco e Ciccio a Palermo? Gli eredi sono pronti il Comune (forse) pure

Un museo hi-tech grazie al quale scoprire i due personaggi che custodirà anche abiti di scena, disegni e dipinti di Franco Franchi, locandine dei film, lettere e premi

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 3 gennaio 2019

I due comici Franco Franci e Ciccio Ingrassia

Un museo intitolato alla memoria delle due maschere siciliane per eccellenza: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e per ricordare non solo loro bensì tutti gli artisti siciliani famosi che hanno portato lustro alla loro terra.

Questo era uno degli impegni che il Comune di Palermo aveva preso all'inizio dell'anno appena passato proprio con i figli dei due attori comici tanto amati dai siciliani, uno di quelli inseriti all'interno della cornice di Palermo capitale italiana della cultura, ma allo stato attuale, per dirla come lo avrebbe detto Mike Bongiorno, è rimasto un "Nulla di fatto".

L'amministrazione si era impegnata per trovare, tra gli immobili comunali, uno da potere mettere a disposizione degli eredi di Franco e Ciccio che, dal canto loro, vogliono mettere a disposizione della città che tanto li ama, e di tutto il mondo, i tantissimi ricordi dei loro cari.

Dagli abiti di scena, ai disegni e i dipinti di Franco Franchi (proprio così l'attore una persona molto eclettica amava anche dipingere), alle locandine dei loro film, telegrammi e le lettere private, i Telegatti che hanno vinto e tanto altro che però sarà dato in comodato d'uso.

Uno spazio museale pensato per essere davvero interattivo dove le scolaresche potranno vedere film, ascoltare vecchi nastri e grazie anche alla tecnologia potranno immergersi in un mondo antico per andare alla scoperta di due personaggi che hanno fatto grande la Sicilia nel mondo.

«Non vogliamo fare nessuna polemica con il comune, a noi piace aspettare - spiega Maria Letizia Benenato, figlia di Franco Franchi (che faceva Francesco Benenato all'anagrafe) e che parla anche in nome di suo fratello - se il Comune avrà voglia di individuare uno spazio e iniziare questo percorso insieme a noi, saremo felici di mettere i ricordi di nostro padre a disposizione di chi li ha amati e continua a farlo, ma anche dei tanti giovani che non li conoscono, e per i quali pensiamo possa essere importante. In caso contrario vuol dire che terremo i ricordi per noi, non è un problema, vorrà dire che in futuro faremo una fondazione».

Sarebbe davvero un peccato e un'altra occasioni sprecata per Palermo non usufruire di questa opportunità. E sebbene il comune non abbia individuato lo spazio adatto nel 2018, a quanto pare si sta adoperando per trovarlo adesso.

«Abbiamo avuto un po' di cose da fare non è stato possibile realizzare tutto quello che si voleva realizzare. - dice l'assessore alla cultura di Palermo Andrea Cusumano - Dopo una serie di sopralluoghi adesso che è finita Manifesta e abbiamo più tempo a disposizione, ci stiamo orientando verso palazzo Tarallo. Spero entro i primi mesi dell'anno di realizzare quanto promesso».

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