Un panorama tra i più belli in Sicilia: dal "Belvedere" ti godi il mare anche d'inverno
Il comune marinaro della provincia di Trapani è espressione di fantasie colorate e vita mondana. E il suo “Belvedere” cela segreti nascosti: in pochi minuti cambia tutto
Vista di Castellammare del Golfo
Usciti fuori dal centro cittadino, gli attenti curiosi e cultori dello spirito di osservazione si lasciano incuriosire da due indicazioni. Quali? A metri 750 e 150… sosta panoramica. Andiamo a ritroso con il nostro racconto. Tutto ha inizio nella pittoresca Castellammare del Golfo. Il comune marinaro della provincia di Trapani è espressione di fantasie colorate e vita mondana. Le estati chiassose lasciano spazio agli inverni rigidi. La massa ha deciso di abbandonare spiagge e viuzze per tornare nella sua comune appartenenza.
Il silenzio è caratteristica dominante. Tra una “passiata” e l’altra lo sguardo volge lassù, dove orizzonti e confini la fanno da padrone. Nell’immaginario collettivo cambia la prospettiva. Tutta. Immortalare il paesaggio dall’alto profuma di particolari contrastanti. Potrebbe cambiare il giudizio? Migliorarlo o … “aggiustarlo”. Dal porto si entra nella zona vecchia, stradine “arripizzati” conducono verso una salita dal contenuto altimetrico interessante. La fatica è dovere, un supplizio da sopportare.
Raggiunta la “punta finale”, la stanchezza è un ricordo passato, sbiadito improvvisamente. Il “Belvedere” cela segreti nascosti. Un respiro affannoso è il preludio all’emozione momentanea. In pochi minuti è cambiato tutto. Ecco, la prospettiva avvalora nuove tesi. Il paese mostra le sue nudità, i cambiamenti del tempo. Dal porto e le sue acque tirreniche “acchiana” la brezza marina. La giornata grigia scuote le coscienze intristite dal clima “poco siculo”. Un leggero venticello “morde” le anime infreddolite. E questo, da possibile ostacolo, rafforza la curiosità. Le barche attendono di spiccare il volo… in acqua. La vita marinara non è delle migliori, il settore naviga in cattive acque. La passione non manca, i problemi restano.
A poche decine di metri si erge, protettore del porto “Castellammare-Segesta”, il castello. La sua imponenza fa scalpore, assume dimensioni non indifferenti. Ricordate la prospettiva? Cerchiamo insistentemente li “casi vecchi” e li “strati nichi”. Caratteristiche dell’insediamento originario. Oggi rappresenta il viatico del turista, un tempo era la vita sociale di tutti i giorni. I confini spingono a cercare forme di ogni tipo. Il Golfo di Castellammare estende le ampiezze ad Alcamo e oltre. Nella vivacità selvaggia dei monti prende corpo la modernità delle costruzioni. Le periferie sono “chini” di palazzi.
Ogni tanto spunta l’ecomostro di turno, quello non manca mai. Almeno con nostra approvazione siamo rincuorati dalla presenza del Pizzo Teleffio o Monte Inici. La pineta “verdeggiante” protegge il Belvedere, lo rende unico. Cala il sipario, il tramonto prende forma e con esso, il paesaggio cambia pelle. S’illumina d'immenso scrisse il buon Ungaretti, ne apprezziamo la possibilità. Le immagini da cartolina fanno il resto, immortalano ogni angolo, lo rendono speciale ai nostri occhi. I difetti non mancano, fanno parte del gioco. Tuttavia, tra uno scatto e un altro, il nostro obiettivo ci spinge a varcare i confini dell’imperfezione, siamo fatti così.
E ancora una volta, nonostante tutto, la Sicilia ci sorprende. Con poco, molto poco. Lasciamo il Belvedere con grande soddisfazione, un’altra perla è stata aggiunta al nostro personale bagaglio esplorativo. Perché “a volte basta anche un piccolo angolo di pace per ritrovare se stessi”.
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