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Un ritrovamento prezioso e una "stanza segreta": i tesori di Santa Rosalia a Palermo

Un viaggio virtuale all'interno dei tesori conservati al museo del Santuario di Palermo tra oggetti che si pensavano rubati o smarriti e preziosi reperti e reliquie

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 25 febbraio 2019

Corona di rose ex voto (foto di Cetti Lipari)

Lo avevo promesso e l'ho fatto. Sono riuscita a visitare il nuovo Museo del tesoro di Santa Rosalia presso il Santuario con una guida d'eccezione, ossia colui che per intuito e successive ricerche ha scoperto l'oggetto che è stato l'incipit della realizzazione del Museo.

Mi riferisco a Salvatore Mercadante, che aveva riscontrato notizie sull'esistenza di una galea in argento massiccio di una lega purissima donata al Santuario come ex voto nel 1667 dal principe di Resuttana don Pietro Napoli e Barresi.

Ebbene, dopo qualche iniziale timore che il prezioso oggetto fosse andato smarrito e/o defraudato, è stato sorprendentemente rinvenuto in alcuni locali secondari del Santuario.

E da quel momento il lavoro di squadra per il suo restauro (sponsorizzato da Lions Club Palermo Host e sapientemente condotto dal maestro argentiere Benedetto Gelardi) è diventato incessante. Il progetto, promosso dal Comune di Palermo e dalla Fondazione Sant'Elia, è stato seguito ed incoraggiato con grande entusiasmo da don Gaetano Ceravolo.

E, per aver fatto in modo che il Santuario si riappropriasse del suo tesoro, vanno i nostri ringraziamenti a Gaetano Correnti (restauro), a Maria Concetta Di Natale, Maurizio Vitella e Salvatore Mercadante (cura scientifica), a Santo Cillaroto (allestitore) ed a Lina Bellanca (progetto museo grafico).

In questa stanza museale, una volta facente parte degli ambienti (quarto senatorio) in uso del Senato di Palermo, si trovano oggetti di una bellezza disarmante e di un pregio davvero raro.

Si possono ammirare gli smalti policromi dei cavalieri di Malta, dei calici di cui uno in filigrana d'argento, un gruppo di vasi con i "pampini (foglie) di Paradiso" donati dal vicerè Duca d'Uzeda alla fine del Seicento e tanto altro ancora.

Un tesoro frutto di devozione e di gratitudine per la Santuzza. Ma non è tutto, perché nel corso dei lavori si è scoperta una piccola "stanza segreta" colma di oggetti meno pregiati ma ricchi di valore artistico e storico. Conserva perfino un pavimento in maiolica seicentesco in ottimo stato.

A tutti coloro che hanno partecipato al progetto con passione e tanto impegno, tutta Palermo deve la propria gratitudine per la restituzione di un eccellente patrimonio ingiustamente accantonato (sfoglia la gallery di immagini).

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