CURIOSITÀ

HomeMagazineCultura

Tra ori e argenti, la Santuzza ha un tesoro e una stanza segreta (e tutti possono vederli)

Capolavori d'oreficeria, preziosi tessuti ed ex voto sono stati riportati alla luce: nel cuore del Santuario di Santa Rosalia ora brilla un tesoro che viene dal passato

Caterina Damiano
Giornalista
  • 17 luglio 2018

Un insieme di oggetti che mostrano come la devozione e il culto per la Santuzza siano da sempre radicati nel cuore dei palermitani (e non solo), uno spazio segreto e un regalo fatto alla città: all'interno del Santuario di Santa Rosalia nasce un piccolo museo tutto da scoprire.

Grazie al minuzioso impegno del restauratore Gaetano Correnti e del maestro argentiere Benedetto Gelardi, il luogo di culto incastonato nella grotta di Monte Pellegrino si arricchisce di una serie di capolavori costituita principalmente da preziose suppellettili liturgiche e significativi ex-voto.

Si tratta del Tesoro di Santa Rosalia, restituito alla città dopo un attento lavoro di catalogazione e recupero. Ma gli oggetti legati al culto della Santuzza non sono l'unico dono che la nascita del piccolo museo porta con sè.

Nel corso dei lavori è stato riscoperto e restaurato un piccolo ambiente, una stanza segreta: si tratta di una "cassaforte" seicentesca con porta corazzata, dentro cui si conservavano i pezzi preziosi, riportata allo stato originale con tanto di bauli e arredi.



All'interno della stessa sono conservati pezzi unici che raccontano la devozione per la Santuzza non solo da parte di alti prelati e nobili blasonati, ma soprattutto dalla gente comune, non solo palermitana.

Il Tesoro e la stanza segreta formano così un nuovo polo attrattivo, che è nato grazie all'impegno dei curatori scientifici Maria Concetta Di Natale, Maurizio Vitella e Salvatore Mercadante, al progetto museografico della sovrintendente Lina Bellanca e alla cura dell’allestimento di Santo Cillaroto.

Il progetto, promosso dal Comune e dalla Fondazione Sant'Elia nell’anno di "Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018", ha contato sulla collaborazione fondamentale del Museo Diocesano.

Alcuni pezzi erano stati già esposti in una mostra in cattedrale oltre vent’anni fa. Altri, invece, erano conservati o facenti parte di collezioni private: la cooperazione è stata alla base della nascita di questo museo e presto verranno pubblicati sul sito web del Santuario tutti gli orari e le specifiche per visitarlo.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GALLERY RECENTI