Un tesoro dimenticato dove rivivi secoli di storia: sei in Sicilia, tra le dune di Caucana
Passeggiando in questo sito ci sono ancora resti di un villaggio, con le sue case, una chiesa che ricordano antiche usanze e abitudine ormai perdute. Vi ci portiamo
Caucana
Passeggiando in questo sito ci sono ancora resti di un villaggio, con le sue case, una chiesa che ricordano antiche usanze e abitudine ormai perdute. Qui regna il silenzio e il turismo di massa è ancora lontano. Ma l’Area archeologica di Caucana, è un piccolo tesoro dimenticato situato sulla costa meridionale della Sicilia, vicino a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa.
Il sito è adagiato tra la lunga spiaggia dorata di Caucana e le dune di sabbia, proprio dove ad ogni estate si recano tantissimi turisti. La sua storia attraversa varie epoche dall’età tardo-antica a quella bizantina. Il sito si sviluppò originariamente come città portuale. Qui convergevano attività commerciali e culturali tra Sicilia, nord Africa e le isole del Mediterraneo, e questo nel tempo le assicurò un ruolo strategico sui traffici marittimi.
Oggi dopo le campagne di scavo che sono state effettuate sono emersi resti di abitazioni con stanze multiple, cortili e scale, che testimoniano un insediamento urbano articolato. Accanto alle strutture residenziali si distinguono i resti di un complesso basilicale paleocristiano databile tra il V e il VI secolo d.C., con pianta a tre navate, colonne riutilizzate e un battistero ottagonale: un raro esempio di architettura ecclesiastica antica nel ragusano.
Sono presenti anche antichi mosaici raffiguranti animali, come capre e anatre probabilmente legati ad un’idea di paradiso terrestre. Il sito di Caucana, dunque, vale la pena di essere visitato perché è uno dei pochi villaggi bizantini in Sicilia ben conservato, con 25 edifici scoperti. Inoltre sono state scoperte sepolture, inclusa una tomba monumentale sul pavimento di un edificio, con i resti di una donna e una bambina.
È anche probabile che un edificio fosse un bazar e che l'insediamento fosse un fondamentale ancoraggio commerciale e militare bizantino. Tra i reperti rinvenuti vi sono lucerne di bronzo e terracotta, bicchieri in vetro, ceramiche da mensa e anfore da trasporto: oggetti che offrono uno spaccato della quotidianità e dei commerci del tempo.
Molti di questi oggetti sono oggi conservati e visibili al Museo archeologico Ibleo di Ragusa. A permettere la conservazione delle strutture probabilmente è stata la coltre sabbiosa, che ha preservato le rovine dallo scavo completo e consentito una conservazione insolita rispetto ad altri siti costieri che hanno subito l’erosione.
Nonostante l’importanza storica e culturale, l’area ha vissuto in passato periodi di abbandono e degrado, dovuti anche ai pochi fondi. Nel 2021 una frana sul lungomare Anticaglie aveva messo a rischio porzioni del sito archeologico, sollevando preoccupazioni sulla necessità di interventi urgenti per la sua tutela.
Oggi il Parco Archeologico di Caucana rappresenta un ponte naturale tra archeologia e turismo balneare: il visitatore può passeggiare tra le rovine con vista sul mare cristallino e capire come un antico insediamento si sia sviluppato proprio dove oggi si stendono le spiagge e i lidi.
Il sito è adagiato tra la lunga spiaggia dorata di Caucana e le dune di sabbia, proprio dove ad ogni estate si recano tantissimi turisti. La sua storia attraversa varie epoche dall’età tardo-antica a quella bizantina. Il sito si sviluppò originariamente come città portuale. Qui convergevano attività commerciali e culturali tra Sicilia, nord Africa e le isole del Mediterraneo, e questo nel tempo le assicurò un ruolo strategico sui traffici marittimi.
Oggi dopo le campagne di scavo che sono state effettuate sono emersi resti di abitazioni con stanze multiple, cortili e scale, che testimoniano un insediamento urbano articolato. Accanto alle strutture residenziali si distinguono i resti di un complesso basilicale paleocristiano databile tra il V e il VI secolo d.C., con pianta a tre navate, colonne riutilizzate e un battistero ottagonale: un raro esempio di architettura ecclesiastica antica nel ragusano.
Sono presenti anche antichi mosaici raffiguranti animali, come capre e anatre probabilmente legati ad un’idea di paradiso terrestre. Il sito di Caucana, dunque, vale la pena di essere visitato perché è uno dei pochi villaggi bizantini in Sicilia ben conservato, con 25 edifici scoperti. Inoltre sono state scoperte sepolture, inclusa una tomba monumentale sul pavimento di un edificio, con i resti di una donna e una bambina.
È anche probabile che un edificio fosse un bazar e che l'insediamento fosse un fondamentale ancoraggio commerciale e militare bizantino. Tra i reperti rinvenuti vi sono lucerne di bronzo e terracotta, bicchieri in vetro, ceramiche da mensa e anfore da trasporto: oggetti che offrono uno spaccato della quotidianità e dei commerci del tempo.
Molti di questi oggetti sono oggi conservati e visibili al Museo archeologico Ibleo di Ragusa. A permettere la conservazione delle strutture probabilmente è stata la coltre sabbiosa, che ha preservato le rovine dallo scavo completo e consentito una conservazione insolita rispetto ad altri siti costieri che hanno subito l’erosione.
Nonostante l’importanza storica e culturale, l’area ha vissuto in passato periodi di abbandono e degrado, dovuti anche ai pochi fondi. Nel 2021 una frana sul lungomare Anticaglie aveva messo a rischio porzioni del sito archeologico, sollevando preoccupazioni sulla necessità di interventi urgenti per la sua tutela.
Oggi il Parco Archeologico di Caucana rappresenta un ponte naturale tra archeologia e turismo balneare: il visitatore può passeggiare tra le rovine con vista sul mare cristallino e capire come un antico insediamento si sia sviluppato proprio dove oggi si stendono le spiagge e i lidi.
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