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Una palermitana a Bruxelles e le melanzane a beccafico: è la "Casa Vegana" di Marisa

Marisa porta avanti l'idea di una cucina sostenibile, vegana e saporita. Si tratta di "home cooking" con consegna a domicilio, un format indispensabile in piena pandemia

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 18 maggio 2021

Marisa Accardi, fondatrice di "Casa Vegana"

Anche a Bruxelles puoi ritrovarti a gustare la cucina palermitana, direttamente da una casa: ''Casa Vegana'' di Marisa Accardi, 41 anni, palermitana.

Marisa porta avanti l'idea di una cucina sostenibile, vegana e saporita.

Si tratta di home cooking con consegna a domicilio o take away, un format che è diventato indispensabile a causa delle chiusure dovute alla pandemia da coronavirus, si pensi al moltiplicarsi delle Dark Kitchen, anche in Italia.

La cucina di Marisa è semplice e gustosa: «Propongo delle ricette molto semplici, casalinghe e tradizionali, lasagna, caponata, scacce dalla zona orientale della Sicilia o involtini di melanzana. È una cucina biologica, quando possibile vado a un mercato bio del mio quartiere».

L'elemento cardine della cucina di Marisa, da buona siciliana, è sua maestà la melanzana: «Le melanzane sono il prodotto fondamentale. Utilizzo anche molto il seitan e il tofu ogni tanto. Per fare un piatto vegano devi metterci necessariamente del tuo, per esempio ho creato le ''melanzane a beccafico'', buone come le sardine», ci racconta sorridendo.



E aggiunge: «Un altro elemento importante sono le spezie tradizionali, la menta, l'alloro, che caratterizzano i sapori mediterranei».

Marisa, laureata in Filosofia e il marito Marco, ingegnere, si incontrano al liceo. Hanno provato a trovare lavoro in Sicilia, poi hanno fatto delle esperienze a Bologna e in Toscana, ma alla fine hanno scelto Bruxelles, amando particolarmente lo stile di vita nordico: «Non rinnego la Sicilia. Mi aiuta a fare quello che faccio, sai, il savoir-faire tipico siciliano. Faccio di tutto quando devo creare qualcosa, so tirare fuori le unghie, però mi ambiento e seguo le regole. Mi piace molto vivere a Bruxelles».

Marisa, in Belgio, lavora per anni nell'ambito del customer service, poi diventa responsabile delle risorse umane e poi, quando il figlio ha quattro anni, lascia il lavoro per dedicarsi alla famiglia. Dopo qualche anno decide di conciliare il suo stile di vita vegano con un'attività lavorativa e dà avvio al progetto di ''Casa Vegana''.

«Avevo voglia di fare qualcosa, l'idea di home cooking, con i miei orari, senza stress. Volevo creare il concetto di cucina tradizionale italiana però vegana, che ai tempi mancava a Bruxelles. È passato un po' di tempo dall'idea alla realizzazione, perché dovevo adeguare tecnicamente la mia cucina, aprire un'attività legale con partita IVA, quindi non potevo aprirla subito», ci racconta.

''Casa Vegana'' nasce nel novembre del 2020, principalmente con l'intento di sensibilizzare, Marisa è infatti molto attenta alla causa animale: «Per me è importante sostenere la cucina vegetale, per sensibilizzare all'idea che si possa introdurre un'alimentazione vegetale. È importante il benessere animale. Mangiare con gusto, da vegani, si può, da palermitana che ama mangiare ti posso dire che si può, a dispetto di quanto si pensi della cucina vegana», ci racconta sorridendo.

La vita a Bruxelles è diversa dalla vita in Sicilia, ma Marisa non tornerebbe: «La Sicilia mi manca per tante cose ma non mi manca viverla quotidianamente, perché a livello sociale e lavorativo mi ha dato poco, mi ha fatto molto arrabbiare», ci racconta, rimarcando uno dei lati negativi della nostra terra, che potrebbe e dovrebbe offrire di più a chi entra nel mondo del lavoro.

La Sicilia in qualche modo manca sempre a chi va via, ma è necessario accettare dei compromessi per vivere bene in tutti i sensi: «Il lato più affettivo, le amicizie, la famiglia, le abitudini come andare con la vespa al mare o il cornetto alle tre del mattino qui sono impensabili», ci racconta. «

Quelle esperienze hanno marcato la mia adolescenza, le improvvisate, gli amici che vengono a citofonare alle undici di sera. Questo manca, la familiarità, alcuni gesti, la lentezza che è bella e poetica. Se da un lato qui è tutto regolarizzato, e si vive meglio per il lavoro, per le tasse, dall'altro a livello affettivo, di amicizia, si perde tanto, ma preferisco vivere qui», ci racconta.

Marisa tiene alto il nome della Sicilia, portando un po' di sicilianità a Bruxelles, con i suoi piatti palermitani e vegani, e strega tutti, dai belgi agli italiani. Attualmente, oltre alla cucina, è impegnata nella stesura di un libro che forse pubblicherà.
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