Una Sicilia scissa tra majarie e lutto (in bianco e nero): "Lo Scuru" torna a Palermo
Questa la ricetta di “Lo scuru”, primo lungometraggio firmato dal palermitano Giuseppe William Lombardo che la sera di martedì 10 marzo presenta il film al Rouge et Noir
Un momento del film "Lo Scuru"
Riti, majarie, fatture, credenze, maschere e lutto in una Sicilia scissa nei suoi violenti contrasti in bianco e nero. Questa la ricetta di “Lo scuru”, primo lungometraggio firmato dal palermitano Giuseppe William Lombardo (già all’opera con i cortometraggi “La particella fantasma” e il suo spin-off, “La radio”), che la sera di martedì 10 marzo presenta il film al cinema Rouge et Noir di Palermo, alla presenza degli attori del cast Fabrizio Falco, Vincenzo Pirrotta, Simona Malato, Filippo Luna e Giuditta Perriera.
A introdurre “Lo scuru” alla sala saranno Alessandro Rais, direttore artistico dell’Efebo d’Oro Film Festival, e la direttrice della fotografia Clarissa Cappellani. Il film, girato fra maggio e giugno 2024 nelle lande desertiche e assolate fra Gela, Butera e Licata, è liberamente tratto dal romanzo “Lo scuru” dello scrittore (fra i proposti di quest’anno allo Strega) Orazio Labbate, la cui lettura il regista Lombardo ha più volte raccontato lo "salvò" in un momento difficile della sua vita, attraversato da una crisi dovuta alla morte di un amico. La sceneggiatura è un adattamento del romanzo ed è firmata da Pietro Seghetti.
Nel cast, oltre agli attori presenti durante la proiezione, anche Fabrizio Ferracane (Nastro d’argento e candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista per “Il traditore”), Daniela Scattolin (“Spiaggia di vetro”), Guia Jelo (“Eterno visionario” di Michele Placido, “The Bad Guy”) e Stefano Gambino (“Misericordia” di Emma Dante).
“Lo scuru” racconta la storia di Razziddu “Raz” Buscemi (Fabrizio Falco), un giovane che i medici sostengono affetto da schizofrenia, lontano dalla sua famiglia dopo un evento traumatico legato alla sua infanzia. Alla morte della nonna (Guia Jelo), Raz è chiamato a tornare in Sicilia per prendersi cura della madre (Simona Malato), schizofrenica conclamata, e cercare, al contempo, di riavvicinarla e capire il perché di alcune scelte.
Il rientro fra le contrade disperate di Butera non sarà facile, soprattutto perché più Raz si addentrerà fra statali abbandonate e scheletri di paesi, più cercherà un’àncora di salvezza non nella medicina ma nelle credenze locali, per cui la malattia mentale non esiste e una persona assediata da visioni e voci nella testa è stata “soltanto” maledetta da una majara, qualcuno che ha fatto «un travagghiu» e l’ha sottomesso a uno «spirdu», uno spirito morto di morte violenta.
A firmare la fotografia del film è stata Sara Purgatorio (“Franco Battiato. Il lungo viaggio”, “La Gloria”), mentre le scenografie sono opera dell’ennese Paolo Previti (“So tutto di te”) e i costumi della palermitana Barbara Anselmo (“L’abbaglio”, “La stranezza”, “L’ora legale”). Il film è stato prodotto da Alessandro Regaldo per Grey Ladder e dallo spagnolo Adrián Guerra, con il contributo del Ministero della cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission.
A introdurre “Lo scuru” alla sala saranno Alessandro Rais, direttore artistico dell’Efebo d’Oro Film Festival, e la direttrice della fotografia Clarissa Cappellani. Il film, girato fra maggio e giugno 2024 nelle lande desertiche e assolate fra Gela, Butera e Licata, è liberamente tratto dal romanzo “Lo scuru” dello scrittore (fra i proposti di quest’anno allo Strega) Orazio Labbate, la cui lettura il regista Lombardo ha più volte raccontato lo "salvò" in un momento difficile della sua vita, attraversato da una crisi dovuta alla morte di un amico. La sceneggiatura è un adattamento del romanzo ed è firmata da Pietro Seghetti.
Nel cast, oltre agli attori presenti durante la proiezione, anche Fabrizio Ferracane (Nastro d’argento e candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista per “Il traditore”), Daniela Scattolin (“Spiaggia di vetro”), Guia Jelo (“Eterno visionario” di Michele Placido, “The Bad Guy”) e Stefano Gambino (“Misericordia” di Emma Dante).
“Lo scuru” racconta la storia di Razziddu “Raz” Buscemi (Fabrizio Falco), un giovane che i medici sostengono affetto da schizofrenia, lontano dalla sua famiglia dopo un evento traumatico legato alla sua infanzia. Alla morte della nonna (Guia Jelo), Raz è chiamato a tornare in Sicilia per prendersi cura della madre (Simona Malato), schizofrenica conclamata, e cercare, al contempo, di riavvicinarla e capire il perché di alcune scelte.
Il rientro fra le contrade disperate di Butera non sarà facile, soprattutto perché più Raz si addentrerà fra statali abbandonate e scheletri di paesi, più cercherà un’àncora di salvezza non nella medicina ma nelle credenze locali, per cui la malattia mentale non esiste e una persona assediata da visioni e voci nella testa è stata “soltanto” maledetta da una majara, qualcuno che ha fatto «un travagghiu» e l’ha sottomesso a uno «spirdu», uno spirito morto di morte violenta.
A firmare la fotografia del film è stata Sara Purgatorio (“Franco Battiato. Il lungo viaggio”, “La Gloria”), mentre le scenografie sono opera dell’ennese Paolo Previti (“So tutto di te”) e i costumi della palermitana Barbara Anselmo (“L’abbaglio”, “La stranezza”, “L’ora legale”). Il film è stato prodotto da Alessandro Regaldo per Grey Ladder e dallo spagnolo Adrián Guerra, con il contributo del Ministero della cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission.
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